Gemelle

Parto gemellare difficile. Una di loro ha rischiato tanto, ma ora è una simpatica peste

Di mammenellarete
gemelline

08 Agosto 2018
Rimasi incinta di due gemelle e partorii con taglio cesareo. Le piccole furono portate dopo la nascita subito in terapia intensiva e una di loro non respirava, ma poi, per fortuna, si riprese. Le mie guerriere rimasero un mese sotto osservazione. Noi nel frattempo ci impegnavamo per far vivere questa esperienza in modo giocoso al nostro primogenito. Ora le gemelle stanno bene e siamo una famiglia felice.

 

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Il nostro primo figlio aveva solo 11 mesi quando dovetti subire una tiroidectomia totale. Dopodiché mi dissero che per motivi di salute difficilmente sarei riuscita ad avere un altro figlio. Così, un po' spaesati, io e mio marito decidemmo di "iniziare a provare" ad avere un secondo figlio.

 

Poco dopo io scoprii di essere incinta di due gemelli! Ebbi un po' di panico, ma anche tanta gioia e voglia di abbracciare i miei nuovi cuccioli. La differenza di età con il fratellino sarebbe stata di due anni solamente e la cosa un po' ci preoccupava, ma decidemmo di pensarci "dopo". Passarono i mesi ed ebbi qualche problemino: alla 32esima settima ci dissero che sarebbero state due bimbe!

 

Alla 33esima settimana si ruppero le membrane e facemmo una corsa contro il tempo per andare in ospedale, anche perché mi erano iniziate le contrazioni! Lasciai il piccolo che dormiva a casa con la nonna, poiché era notte, e, nel contempo, cercavo di chiamare mio marito che era fuori città.

 

Alle 2.30 vennero alla luce le nostre principesse: pesavano 1.4 kg e 1.8 kg. Io sentii piangere solo una, ma in sala parto mi dissero che era tutto okay. Mentre attendevo di salire in reparto, passarono con la termoculla contenente le mie piccole... Delle quali vidi solo un ginocchio...

 

Mentre si allontanavano, un medico mi disse che una delle due bimbe non aveva respirato durante la prima ora, per cui l'avevano dovuta intubare. Mi disse poi che finalmente era tornata più o meno stabile e che, dopo averle ricoverate in Utin, mi avrebbe fatto avere notizie tramite mio marito.


Avendo avuto un cesareo, ebbi una degenza più lunga e vidi le mie bimbe solo quattro giorni dopo. Arrivata all'Utin, fui accolta da tanti sorrisi ed occhi lucidi. Ci preparammo con camici, copriscarpe, mascherina e cuffia... e così mi portarono dalle mie bimbe. Io scoppiai a piangere perché mi assalirono i sensi di colpa.

 

Prima mi abbracciò mio marito, poi fu la volta degli altri genitori presenti. L'Utin è un mondo a sè, dove perfetti sconosciuti possono diventare i tuoi migliori amici...


Così passarono i giorni tra ansie e gioie, anche solo per un grammo acquistato. In Utin sembra di essere in un mondo surreale: i bip ti rimbombano nella testa. L'ansia ti assale, anche se il rumore non proviene dalla tua culletta. Le mie guerriere rimasero un mese in quel mondo e nel frattempo ci impegnavamo per far vivere questa esperienza in modo giocoso al nostro ometto.

 

Fummo aiutati tanto dai nonni materni e il piccolo era felicissimo di andare a trovare ogni giorno le sorelline. Finalmente arrivò il tanto atteso giorno delle dimissioni. Fu un mix di emozioni: paura, felicità a mille, voglia di iniziare la nostra avventura a cinque. E così tornammo a casa tutti insieme, sapendo che per le nostre bimbe sarebbero stati periodi stressanti perché avrebbero dovuto essere soggette a tanti controlli.

 

Ci fecero venire nuovamente l'ansia perché quando le piccole fecero cinque mesi, ci dissero che, a causa dell'anossia dopo la nascita, non sapevano quali danni potesse aver subito la nostra piccolina "più fragile". Purtroppo pensavano che non avrebbe MAI camminato né parlato ed invece, grazie a Dio, ora è una peste! Le piccole ci fanno impazzire, ma loro tre (8 e 6 anni) sono la nostra vita, la nostra gioia.

 

di Agata

 

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