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Filippo è nato il 4 di giugno, ma per noi, per colpa della meningite, nasce l'1 luglio

di mammenellarete - 04.06.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Filippo nasce da un parto spontaneo il 04/06/2019, portiamo a casa un bimbo definito dai medici del nido, sano e forte, ma subito, ci rendiamo conto che non è così.
Filippo nasce da un parto spontaneo il 04/06/2019, portiamo a casa un bimbo definito dai medici del nido, sano e forte, ma subito, ci rendiamo conto che non è così.

Filippo è sempre letargico, raramente si sveglia (neanche per mangiare) e raramente reagisce agli stimoli. Mettiamo sotto l'attenzione di diversi pediatri questa nostra preoccupazione, ma veniamo sempre liquidati con "è un bambino tranquillo, dovete essere contenti" e altre frasi di circostanza che non riuscivano a rasserenarci: qualcosa dentro di noi, continuava a dirci che c'era qualcosa che non andava.

Passano i giorni, e la situazione non cambia. Il 18 di giugno, Filippo si sveglia molto caldo, e urlando (una delle prime volte che l'abbiamo sentito piangere), ci rechiamo immediatamente al pronto soccorso, dove ci ricoverano subito, passa la giornata fra febbre altissima che non se ne voleva andare in nessun modo, e una completa letargia.

I pediatri della pediatria continuano ad andare e venire dalla nostra stanza, parlando fra di loro, e non riuscendo a darci alcuna risposta riguardo al suo stato di salute, ci dicono semplicemente che la situazione è molto seria e stanno sperando che l'antibiotico ad ampio spettro che gli hanno somministrato, possa fare effetto. Passa il tempo, e niente cambia, medici sempre più negativi, e noi sempre più preoccupati. L'unica frase che riuscivamo a ripetere era "cosa sta succedendo?"... finché alle 23:30 del 18 di giugno, si presenta sotto i nostri occhi lo scenario più brutto che un genitore possa immaginare... gli occhi di Filippo diventano bianchi, il corpo si ribaltata indietro, diventa rigido e storge la bocca emettendo sibili e saliva.

La crisi di Filippo

Chiamiamo con urgenza le infermiere che trasportano in stanza visita, cercano di raffreddarlo con acqua fredda e parlando fra di loro in modo fitto, parole che in quel momento a noi sembrano incomprensibili e che ancora oggi non riusciamo a trovare la forza di ripetere e ricordare... chiamano subito un'ambulanza per trasportarlo in un ospedale con terapia intensiva. L'ambulanza arriva, ma non potevamo ancora andare con lui, ci avrebbero chiamato loro ora in ora per darci delle novità.

Filippo ha la meningite

Alle 4:30 del mattino arriva il verdetto: Filippo ha contratto una Meningite Virale da Klebsiella, ci dicono che hanno iniziato subito con le migliori cure e che non possono fornirci sicurezze di nessun tipo e che dobbiamo vivere giorno per giorno. Nella terapia intensiva dove hanno traportato Filippo abbiamo trovato veri e proprio angeli con il camice verde, non solo si sono occupati in modo eccellente di lui, sono riusciti ad occuparsi anche di noi, cercando di starci vicino e di supportarci con dolcezza giorno dopo giorno, aggiornandoci in tempo reale sulle condizioni di salute di nostro figlio.

Dopo 15 giorni dal ricovero in terapia intensiva, finalmente ci comunicano che nostro figlio può venire a casa con noi. Filippo è nato il 4 di giugno, ma per noi, ufficialmente, nasce il 1 luglio.

Filippo adesso ha quasi due anni, è un bambino ancora seguito da vicino dai medici, ma è un bambino sano, allegro e giocherellone, con la passione e la curiosità verso tutto quello che si muove.

Se nostro figlio oggi è qui, ride, gioca, colora, se abbiamo oggi, la possibilità di poterlo abbracciare forte e di poterci perdere nei suoi occhi verdi, lo dobbiamo a quegli angeli con il camice che gli hanno impedito di volare altrove. Non smettiamo mai di avere il cuore che trabocca di gratitudine.

Se c'è una cosa che nostro figlio ci ha insegnato davvero tanto, è quella di smetterla un po' di lamentarsi e di focalizzarci sulle sfortune che crediamo di avere e di guardare sempre oltre, sempre altrove, sentendoci felici anche solo per avere un cuore che batte.

Un grazie speciale alla terapia intensiva che ci ha accolto. A Tutte le tate che hanno accolto Filippo chiamandolo "gladiatore" e a tutti i medici che si sono occupati di lui con fortissimo amore e orgoglio. Grazie.

Di mamma Giulia
 
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