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Depressione post parto: oggi ho un rapporto stupendo con mia figlia

di mammenellarete - 19.04.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La dottoressa mi confermò i miei dubbi: si trattava di depressione post partum . Mi spiegò che esistono varie sfaccettature della dpp per esempio può essere di tipo depressiva, di tipo ossessivo... la mia era la seconda.

È stata una gravidanza fortemente desiderata, nove mesi sono passati in un baleno senza sintomi né problematiche, anche il travaglio è stato velocissimo: tre ore e la piccola era fuori!

Nonostante il parto sia stato veloce, son sorte delle problematiche al momento dell'espulsione della placenta.

Vedevo in difficoltà la ginecologa che non riusciva a suturarmi bene e le sue parole "non so più che fare" mi rimbombavano in testa come un martello. La piccola era stata lasciata in disparte ed io che la guardavo chiedendomi se ne sarei uscita da quella sala parto.

Era un periodo dell'anno molto particolare per me: due giorni prima era stato il compleanno di mia madre morta qualche anno prima e il fatto di stare in ospedale in quei giorni (lei è morta in ospedale) mi faceva pensare al peggio. Ed è proprio in quei momenti che ho avvertito il primo sintomo... sentii come una scarica elettrica alle gambe, tipo una rigidità interna e un tremolio che mi avrebbe accompagnato poi per più di tre mesi.

L'emorragia non si fermava, dopo qualche ora son stata riportata in sala parto e senza anestesia locale, di nuovo hanno provato a suturarmi meglio. Fortunatamente funzionò e dopo tre giorni tornai a casa con la piccola.

Tornati a casa

Non furono giorni felici... non sapevo come prenderla in braccio, come calmarla e per di più non si attaccava e di latte ne avevo ben poco. Il tremolio continuava, ero stanca, non volevo gente intorno a me e nonostante fosse arrivato il Natale che amavo tanto, volevo starmene in disparte. Avevo sentito parlare dei Blue days, dello sbalzo ormonale, per cui decisi di andare dal medico curante per farmi prescrivere delle analisi per capire se era un fattore fisico o altro.

Le analisi erano perfette, quindi questa tensione non era dovuta a qualche carenza vitaminica o di ferro...

I giorni passavano ed io non stavo per niente bene: cucinavo e piangevo, stavo con la piccola e piangevo, una tristezza infinita ed una paura di star da sola con lei.

Iniziai ad avere brutti pensieri del tipo io e la piccola sui binari del treno, io che cadevo per le scale con lei in braccio, pensieri talmente brutti che mi davano nausea, vampate e mal di testa. Mi misi in allarme, di mestiere faccio la farmacista e fortunatamente sono molto razionale e vivo di logica, per cui con mio marito decisi di parlare con una psichiatra.

Avevo la depressione post parto

La dottoressa mi confermò i miei dubbi: si trattava di depressione post partum. Mi spiegò che esistono varie sfaccettature della dpp per esempio può essere di tipo depressiva, di tipo ossessivo... la mia era la seconda.

Cercò di tranquillizzarmi e mi prescrisse più psicofarmaci, alcuni stabilizzanti dell'umore, altri per il disturbo ossessivo compulsivo, ovviamente ci misero almeno tre settimane per iniziare a funzionare anche se mi rendevano un morto che camminava.

In quel periodo mi trasferii dai miei suoceri a 100km da mio marito; mi accolsero come una figlia e mi aiutarono con la piccola anche perché da sola non ero in grado e poi avevo una paura di poter far qualche gesto folle sia nei miei confronti che della piccola.

Sono stati 5 mesi infernali, non provavo nessun sentimento per mia figlia, né per la vita, avevo paura di gesti psicotici, anche i film polizieschi mi facevano pensare che potevo commettere delle pazzie... mia cognata mi mise in contatto con una collega che aveva avuto una problematica simile e sinceramente mi aiutò tantissimo!! Mi fece tornare un po' in me almeno nei ragionamenti, mi disse che anche lei aveva avuto brutti pensieri e che col tempo era riuscita a "sgretolare" questi pensieri ossessivi con la ragione inoltre non dovevo sentirmi sbagliata o matta... in fin dei conti il cervello è un organo tanto quanto il cuore, il fegato e come si assumono farmaci per l'epatite, per la pressione etc, anche gli psicofarmaci fanno lo stesso e in effetti è così! I pensieri piano piano si ridussero e se si presentavano ero capace di gestirli e appena cominciai a trovare fiducia in me stessa iniziai anche la psicoterapia.

Ho continuato per un anno con i farmaci (più blandi della terapia iniziale) mentre la psicoterapia la sto continuando per elaborare le cause che mi hanno portato a quella fase di arresto emotivo.

Ho un bellissimo rapporto con mia figlia, è il mio cuore e la mia gioia, è una bimba felice e serena (avevo paura che quei mesi di distacco emotivo potessero influire sulla sua crescita e sul carattere). Mi sento mamma a tutti gli effetti e non mi sento in colpa del problema che ho avuto e del tempo che mi sono dedicata per rimettermi in piedi!

Ringrazio mio marito e i miei suoceri che mi hanno supportato e i professionisti che mi hanno aiutato!!! Ho aperto il mio cuore raccontandovi la mia storia per un semplice motivo: Mamme non dovete avere paura di chiedere aiuto! Chiedetelo subito! Non vi sentite in colpa se provate certi sentimenti, non sentitevi inadeguate nel ruolo di madre!

Voi siete perfette per i vostri figli! Non lasciatevi sopraffare dalla paura di esser giudicate!! Se avete dei problemi fatevi aiutare da professionisti e lasciate fuori dalle vostre menti i commenti di gente che non conosce tali problematiche (tutti sono bravi a giudicare e a commentare la vita degli altri).

Buona vita a tutte, care mamme!!!

La mamma della storia ha scelto di rimanere anonima

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