Storie di mamme

Trentasettesima settimana: da un semplice prurito al ricovero immediato

Di mammenellarete
incinta

17 Maggio 2018
Alla 37esima settimana di gravidanza mi venne un "semplice" prurito alle mani e ai piedi, che però era forte e non accennava a diminuire. Andai al pronto soccorso e, dopo aver atteso per più di due ore, i medici mi ricoverarono dopo avermi fatto le analisi. Il bimbo nacque cinque giorni dopo, sano come un pesce. Siamo stati fortunati, anche se non so davvero cosa sarebbe potuto accadere se non avessi indagato sul mio "fastidio". Quindi, a chi legge il mio racconto, vorrei dire di non sottovalutare mai nessun sintomo, anche se può sembrare banale, perché spesso, purtroppo, non lo è.

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Mi chiamo Alice, ho 38 anni e ho dato alla luce due figli. Una è nata quando io avevo 31 anni e l'altro quando ne avevo 34. In entrambe le gravidanze non ho avuto problemi, ma soltanto un lieve diabete gestazionale, o meglio "ipotiroidismo", tenuto a bada con Eutirox. Inoltre, per fortuna, durante entrambe le gravidanze non ho preso molti chili.

 

Ho scritto questa premessa perché desidero raccontare quello che mi è successo durante la seconda gravidanza, alla 37esima settimana, che è un fatto grave accaduto a una persona che non ha particolari problemi di salute.

 

Era un venerdì notte del mese di marzo 2014. Non riuscivo a chiudere occhio a causa di un terribile prurito ai palmi delle mani e sotto ai piedi. Non trovavo sollievo in niente e mi iniziai a preoccupare seriamente. Non soffro di alcun tipo di allergia e quindi non capivo il motivo di quello strano prurito.

 

La mattina dopo chiamai la mia ginecologa che mi consigliò, con calma, di andare al pronto soccorso, dove mi avrebbero fatto le analisi del sangue e dai risultati si sarebbe capito se c'era qualche problema. Era una giornata piovosa e con noi c'era la nostra piccola di 2 anni e 9 mesi. Avevamo deciso di portarla con noi perché pensavamo di fare la visita in poco tempo. Invece non sapevamo che sarebbe stata ben più lunga...

 

Durante la prima visita mi chiesero il motivo per cui ero lì. Io spiegai il problema e il dottore di turno mi chiese cosa c'entrasse il prurito con la gravidanza. In più non aspettò la mia risposta e se ne andò via dicendo solo che non aveva senso fare le analisi. Comunque, gli infermieri non mi mandarono a casa ma mi dissero di aspettare.

 

Nel frattempo giunsero altre donne in dolce attesa e le fecero passare tutte davanti a me. Le infermiere erano in imbarazzo e non sapevano dirmi se avrebbero potuto farmi il prelievo. Dopo circa 40 minuti mi fecero un'altra visita e il dottore mi chiese chi mi aveva detto di andare lì.

 

Allora gli raccontai della mia telefonata alla ginecologa e solo allora si decise a farmi fare le analisi. Trascorse un'altra ora quando mi richiamarono una terza volta. Ero sola in una stanza con almeno 10 persone e mio marito aveva portato fuori la bambina, quindi non era con me.

 

Mi chiesero se avevo dietro la valigia con il cambio per me e per il bambino, dissi di sì, che era in macchina e chiesi: "Perché mi dovrebbe servire?" Una dottoressa mi rispose che erano arrivati i risultati e avevo le transaminasi molto alte. Dovevano dunque ricoverarmi perché volevano verificare che nel giro di pochi giorni tornassero normali.

 

Scoppiai in lacrime. In genere io non piango mai, ma questa volta lo feci perché capii subito che queste transaminasi e gli acidi biliari (nomi che non avevo mai sentito) potevano portare grossi problemi al bambino. Piansi per mia figlia perché non volevo che stesse male per colpa mia a causa della mia assenza. Piansi perché durante l'attesa mi ero sentita stupida ad essere andata in ospedale per un motivo "così banale" come l'aveva definito il medico di turno e avevo pensato più volte di andarmene a casa.

 

Avevo aspettato per più di due ore e per fortuna l'ho fatto. Non so cosa sarebbe potuto accadere se fossi andata via. Infatti, le mie analisi, nei giorni seguenti, peggiorarono sempre di più, anche se i medici mi avevano dato il Deursil e altri medicinali.

 

Il quinto giorno, al mattino, decisero di indurmi il parto e alle 22.05 nacque il mio bellissimo bambino. Entrambi stavamo benissimo. Lui però è stato messo nella culla termica per tutta la notte. Comunque il mattino seguente me lo portarono e finalmente quel calvario durato 5 giorni finì.

 

Siamo stati fortunati perché anche se sembrava un problema  "banale", in realtà non lo era e non so davvero cosa sarebbe potuto accadere se non avessi indagato. Quindi, a chi legge il mio racconto, vorrei dire di non sottovalutate mai qualunque sintomo, anche se vi può sembrare banale, perché spesso, purtroppo non lo è.

 

di Alice 

 

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

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