Complicanze dopo il parto

Complicanze dopo il parto: la mia bimba non ce l'ha fatta

Di mammenellarete
donna

12 Dicembre 2018
Dopo il matrimonio, per molto tempo, nonostante i diversi tentativi, non riuscii a rimanere incinta. Finché, grazie a una ginecologa, scoprii di avere un solo ovaio che funzionava. Finalmente rimasi incinta, portai avanti la gravidanza, ma la mia piccola non sopravvisse al parto. Provai una sofferenza infinita. Dopo tre anni, scoprii di aspettare un maschietto e nel 2017 venne alla luce Lorenzo, che attualmente per fortuna sta bene. Oggi sono una mamma felice di due bimbi, ma non dimentico il dolore vissuto.

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Sono Rossella, ho 38 anni e sono sposata da tredici anni. Ho due figli. Mi sono sposata quando ero giovane: avevo 24 anni. Dopo due mesi iniziammo a parlare del fatto che volevamo subito avere figli.

 

Provammo e riprovammo, ma nulla. Allora mio marito si offrì per fare per primo gli esami. Risultato: stava benissimo. Allora dopo un po' iniziai a fare anche io gli accertamenti e la ginecologa mi disse che stavo bene e che non avevo nulla che non andasse.

 

Intanto passarono i mesi e i figli non arrivavano, perciò presi la decisione di cambiare di nuovo ginecologo, ma l'esito fu uguale. Sentii dodici pareri diversi e tutti diversi. Uno mi disse che producevo un ormone che uccideva lo sperma di mio marito, un altro mi disse che i miei tre chili in più erano la causa della gravidanza che non arrivava.

 

Un ginecologo esperto mi convinse che ero entrata in menopausa anticipata. "Succede signora", mi disse. Gli anni passarono e arrivò il 2012 e una ginecologa mi disse: "Tu stai benissimo, ora facciamo una cosa: ti controllo per un mese così  vediamo le ovaie" .

 

Per la prima volta scoprii che ero nata con uno solo ovaio che funzionava. Avevo risolto in parte i miei dubbi... che fare dunque? Nulla! Mi ero messa il cuore in pace.

 

Rimasi incinta e nel 2013 nacque con taglio cesareo d'urgenza mia figlia, dopo una gravidanza rischiosa e problematica e senza l'aiuto della ginecologa, la quale se ne lavò le mani. La mia piccola non sopravvisse. Nacque viva e morì il giorno dopo per complicanze dovute alla negligenza della ginecologa e del primario.

 

Dopo 40 giorni andai dalla ginecologa, la quale mi ricevette in malo modo e durante la visita fu frivola e disinteressata.

 

Solo due giorni dopo la visita mi dovettero portare d'urgenza in pronto soccorso perché la pancia si era aperta in due, cioè i punti avevano ceduto. La ginecologa non si era nemmeno accorta che avevo un'infezione. Rischiai di morire.

 

Contro la ginecologa e contro il primario assoldammo degli avvocati per la morte della mia primogenita. Dopo il lutto e dopo tutto il dolore fisico provato, riuscii a "guarire" a tre anni di distanza dalla morte della bimba.

 

Mi dissi "Basta"! Ma, è vero, il nostro cervello lavora, lavora e lavora... quando ormai avevo messo nel cassetto il desiderio di essere mamma mi scoprii incinta. Era il 2017 e io ero di quasi due mesi: la paura era mista a gioia e di nuovo dovetti affrontare una gravidanza rischiosa. Avevo la placenta previa, la quale mi fu diagnosticata dal mio nuovo ginecologo a Treviso, che mi mise a riposo assoluto.

 

Il 23 ottobre 2017 nacque Lorenzo prematuramente, ero all'ottavo mese quasi. Feci un parto naturale perché avevo rotto le acque e avevo notato presenza di sangue a casa. Giunsi in fretta a Treviso in ospedale alle 9 del mattino. Morale della favola: alle 17.39 arrivò lui.

 

Io ero tanto felice, ma ci fu un colpo di scena (premetto che in ospedale mi conoscevano). "Signori, non sappiamo come dirvelo", ci comunicarono i medici. Il panico assalì i nostri volti. "Il piccolo è ricoverato in terapia intensiva neonatale per questa sera, poi andrà in patologia neonatale".

 

Il dolore e l'angoscia ci invasero. Subito spedii mio marito in Tin. Avevo perso la bimba nello stesso ospedale e non volevo che succedesse di nuovo. Ero terrrorizzata. Il piccolo aveva la glicemia troppo bassa e un grave ittero. Faceva anche fatica a ingranare. Nonostante ciò, dopo 10 giorni il piccolo venne a casa con noi e ora è furbo e bello. Ora sono una mamma felice di due bambini.

 

di Rossella

 

(storia arrivata sulla pagina Facebook di Nostrofiglio.it)

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