Storia miracolo

Mio figlio è nato con un buco nel cuore. Ma la Madonnina ha fatto un miracolo

Di mammenellarete
neonato1

29 Novembre 2018
Il mio piccolo Fabio nacque con un buco nel cuore. Ero disperata. La diagnosi fu: "foro pervio e shunt bilaterale con camere atriali aperte". Praticamente il piccolo doveva subire un intevento di chiusura a breve. FInché decisi di portarlo a Medjugorje. Fu al nostro ritorno da quel luogo sacro che avvenne il miracolo...

 

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L'inizio della mia storia risale a maggio. Ho già un bel bambino di 4 anni, ma voglio dargli una giusta compagnia. Dunque provo per parecchio tempo, ma non accade nulla. Intanto il ciclo sparisce e per due mesi faccio dei test, ma sono tutti negativi. Niente ciclo.

 

Controllo la prolattina e vedo che è alle stelle: questo è buono se hai una gravidanza ma non è buono se non sei incinta. Quindi faccio una visita dall'endocrinologo e tac e risonanza per un eventuale tumore all'ipofisi. Tutti negativi. Ciclo sempre assente e pancia che cresce e fame pure.

 

Faccio l'ultimo test ed ecco le lineette! Io e mio marito siamo felicissimi e anche il bambino non vede l'ora di avere un fratellino o una sorellina. La mattina dopo vado a fare la visita dal mio ginecologo, gli spiego la situazione e gli racconto di tac e risonanza... e lui inveisce contro di me dandomi dell'irresponsabile!

 

Dopo mi visita malamente e mi dice che non c'è nulla e che è una gravidanza isterica. Io gli rispondo: "Impossibile, sono di tre mesi". Dopo una visita con la sonda interna mi dice: "Ah eccolo, è di 5 settimane ma non c'è battito e non andrà avanti come gravidanza. Ci vediamo tra dieci giorni". Io esco in lacrime. Mi dico: "Come faccio ad aspettare 10 giorni?"

 

Per fortuna le mie coliche renali, di cui soffro, si fanno sentire tre giorni dopo. All'ospedale faccio presente della gravidanza e mi fanno l'ecografia. Eccolo là, quel cuoricino che batte! Esco piena di gioia. La gravidanza va bene fino al quinto mese.

 

Durante un banale controllo per sapere il sesso e se va tutto bene mi dicono che è un maschietto, ma che ho il parto "aperto" e devono portarmi d'urgenza a Sassari. Chiamo mio marito disperata, ma poi mi richiamano per un'altra visita e mi dicono: "Abbiamo sbalgiato, è tutto regolare".

 

Cambio ospedale e vado in un altro luogo. Durante le eco mi dicono che va tutto bene e che io, non avendo dilatazione, avrei dovuto fare un cesareo programmato per il 14 gennaio. La gravidanza va bene fino al 4 gennaio quando dei dolori terribili ai reni mi costringono ad andare in ospedale.

 

Sono le 20 di sera. Dopo il tracciato mi dicono: "Signora, dobbiamo farlo nascere". Io rispondo: "Ora?". Mi dicono: "Sì, tanto il bambino è pronto. Così alle 21.30 nasce Fabio. Ma durante il parto mi rendo conto che c'è qualcosa che non va. Viene chiamato un terzo medico, ma non capisco.

 

Quando Fabio nasce e lo vedo penso: "Come è piccolo... in confronto al fratello che era un gigante. Ma ogni bimbo è diverso". Mi riportano in stanza, ma il bambino non lo vedo. Sento solo l'allarme dell'incubatrice e piango e spero non sia mio figlio... ma è proprio lui. Solo la mattina dopo la pediatra fa una visita e mi dice che Fabio è nato a 34, forse 35 settimane, ha problemi a respirare e ha un buco nel cuore.

 

Io chiedo: "Ma si chiude il buco?". E lei risponde: "Se Dio vuole...". E mi lascia lì, senza capire piu nulla. Allora urlo e viene un ostetrica che mi chiede cosa succede. Io urlo, voglio parlare con chi ha sbagliato facendo nascere mio figlio cardiopatico. Arrivano le ostetriche che mi hanno fatto partorire e il direttore mi spiega che abbiamo rischiato di morire sia io che lui. E che è un miracolo se siamo vivi.

 

Lui ha rischiato di strozzarsi con il cordone ombelicale e a me ha spaccato l'utero con una emorragia interna. Non potrò piu avere bambini. Sono a pezzi. Quando me lo portano mi sembra un puffo. 48 centimentri ed è blu. Lo allatto e mangia bene. Ma dalla sera vado io al nido ad allattarlo, poiché deve avere l'ossigenometro sempre attaccato. Prima di lasciare l'ospedale devo fare una visita dal cardiologo neonatale, che conferma "foro pervio e shunt bilaterale con camere atriali aperte": si prospetta intevento di chiusura a breve.

 

Rientro a casa con questo fagotttino e mi prendo la depressione post-partum. Piango e penso:"Tanto morirà...". Piango talmente tanto che mio figlio di 4 anni mi dice: "Mamma da quando è arrivato il fratellino, piangi sempre. Rimettilo dentro, non lo voglio più". Quelle parole sono la mia salvezza.

 

Mi riprendo e nel frattempo arrivano i soldi per il bonus bebè. Avevo promesso alla madonna di Medjugorje di andare da lei per aver salvato mia mamma da un aneurisma. E ci porto Fabio, con la speranza nel cuore che lo liberi da questa spada di Damocle. Partiamo il 30 ottobre e rientriamo per il controllo. Fabio ha il body della Madonna. Il cardiologo mi guarda e mi dice: "Noi facciamo i miracoli, non lei...".

 

Io gli rispondo: "Scommette una cena che mio figlio non ha nulla?". Lui ride con disprezzo e inizia a visitare Fabio. Cambia espressione e mi chiede se è lo stesso bambino della cartella. Gli dico: "Sì, perchè?". Lui risponde: "Qui non c'è nulla. Il bambino è sano".

 

Oggi Fabio ha 5 anni. E' un birbante ed è la gioia di mamma, papà e fratello maggiore. La Madonnina ha fatto il miracolo.

 

di Emanuela

 

(storia arrivata sulla pagina Facebook di Nostrofiglio.it)

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