Parto

La storia dei miei due parti. Tra spaventi e gioie, ci sarò sempre per i miei figli

Di mammenellarete
bimbi

12 Giugno 2018
Io e mio marito e i miei due bimbi abbiamo vissuto molte avventure insieme. Tra gioie e paure, io ci sarò sempre per loro. E anche se non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, noi genitori saremo sempre presenti. E avremo il nostro terzo figlio, angelo in cielo, sempre nel cuore.

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Nel 2008 rimasi incinta del mio primo cucciolo. Fu per me una gioia immensa. Tutto procedette normalmente fino alla morfologica, finché un medico, con poco tatto, senza tanti giri di parole, mi disse che il mio cucciolo aveva una malformazione allo stomaco o all'intestino e che sarei dovuta andare immediatamente ad un centro di primo livello.

 

Una settimana dopo mi recai presso il centro e fu un inferno. Anche lì confermarono la diagnosi e, pur monitorando la situazione, non riuscirono a comprendere cosa avesse realmente il bimbo. Dovevamo aspettare che nascesse per capire cos'aveva. Intanto mi spiegarono gli eventuali interventi a cui avrebbe potuto essere sottoposto dopo la nascita.

 

A 37 settimane nacque il mio tesoro. Gli fecero l'ecografia a 20 minuti di vita e con nostra grandissima gioia scoprimmo che aveva una cisti enterica che si riassorbì in 9 mesi. Passati tre anni, decidemmo di cercare un altro bimbo e finalmente a giugno del 2012 il test fu positivo.

 

Purtroppo però, nonostante ci fosse il sacco, all'interno non si formò nulla. Quando la ginecologa mi disse che ormai dovevamo fare il raschiamento, fu bruttissimo. Il mio cucciolo, il mio tesoro non sarebbe mai nato, non lo avrei mai conosciuto. Fu veramente durissima, ancora adesso penso a lui/lei e ogni anno alla "dpp" gli faccio gli auguri.

 

Un anno dopo rimasi di nuovo incinta. Vissi la gravidanza con molta paura di perderlo. Passarono i tre mesi e lui era ancora lì. Era un altro maschietto. Il fratello maggiore, di ormai 5 anni, era super felice e volevamo che fosse proprio lui a scegliere il nome. Il nuovo cucciolo però cresceva poco, sia in altezza che di peso. Il ginecologo disse che era normale perché era podalico. Ma io non ero tranquilla anche perché non sentivo i suoi movimenti. Ma mi dicevano che tutto era okay e che dipendeva dalla sua posizione.

 

Alla trentaseiesima settimana si ruppero le acque e mentre ero in attesa di entrare in sala operatoria si perse il battito, non si sentiva più. Mi catapultarono letteralmente in sala operatoria e alle 18:58 del 9 aprile 2014 nacque il mio tesoro. Non sentii il suo pianto per dei secondi interminabili, ma finalmente eccoloooo! Piangeva.

 

Me lo avvicinarono per 20 secondi, il tempo di un bacio, e lo portarono via subito. Aveva un visino piccolo piccolo ed era la fotocopia del fratello, sembravano clonati. Iniziai a chiedere se tutto era apposto e perché me lo avevano portato via subito. Mi continuavano a rispondere: "Normali controlli".

 

Uscita dalla sala operatoria vidi mio marito che mi spiegò che era in semi intensiva in via precauzionale perché nato di 2.230 kg per 44 centimetri. Dovevano vedere come reagiva. La sua prima foto fu con sondino ed elettrodi per il cuore. Tutti mi dicevano di stare tranquilla perché stava bene, ma io mi chiedevo: "E allora perché non è con me?"

 

Chiesi a tutto il reparto di aiutarmi perché volevo andare da lui e la mattina alle 6:00, a 10 ore dal cesareo, mi tolsero il catetere e lo vidi. Come mi avevano detto, non era più in semi intensiva ma in una semplice culla termica perché era sì, piccolino, ma perfetto. Stava benissimo. Come per il grande, ebbi tanta paura ma tutto per fortuna era andato benissimo.

 

Non dimenticherò mai le parole che il fratello maggiore disse al frugoletto appena lo prese in braccio: "Sono il tuo fratello maggiore e ti proteggerò per tutta la vita". Il nuovo arrivato stava benissimo, anche se crescendo continuava ad essere sempre piccolino. Finché a due anni ci accorgemmo che un canino aveva una macchia, come se non avesse più lo smalto in un punto.

 

Iniziò il pellegrinaggio per capire cosa fosse e si aggiunse una carie. "Non è normale, è troppo piccolo, ci dissero. In un noto centro ospedaliero del nord pensarono si trattasse di "amelogenesi imperfetta", una malattia genetica che consuma i denti e non ha cura.

 

Ci fecero fare i test genetici e io piombai nella disperazione più totale. Immaginai il mio cucciolo senza denti. Arrivarono gli esami genetici e non era quello. Per fortuna chiesi alla mia dottoressa "angelo", che scoprì che aveva un ph troppo acido che corrodeva uno smalto sottile.

 

Ora il bimbo ha già curato 12 denti tra anestesia totale e sedazioni. Controllo ogni tre mesi e sempre una carie nuova... Spero nei denti definitivi. Con i nostri cuccioli ne abbiamo passate parecchie, ma loro sono qui con noi e anche se non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, saremo sempre presenti per loro. E avremo il nostro terzo figlio sempre nel cuore.

 

di Santiago
 

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

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