Parto cesareo

Incinta dopo due tumori. Vi racconto il nostro miracolo

Di mammenellarete
incinta

20 Ottobre 2016 | Aggiornato il 04 Dicembre 2017
Io e mio marito siamo sopravvissuti a due tumori e sembrava non avremmo potuto avere figli così facilmente. Invece vennero alla luce loro, i miei miracoli. Vi racconto la storia del mio primo parto, avvenuto quando avevo 32 anni.

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Dalle mie gravidanze, due momenti bellissimi e diversi tra loro, nacquero Raffaele ed Alessia. Per Raffaele fu una gravidanza difficile, scoperta tardi. Io ebbi perdite continue e rischi di aborto per almeno 5 mesi, poi dal sesto mese in poi andò tutto bene. Al termine lui decise di non nascere più e tardò una settimana.

 

infine dopo che l'induzione del parto andò male, fui costretta a un cesareo d'urgenza mal vissuto. Anche se poi però viverlo, in funzione della nascita di mio figlio, fu stupendo. La seconda gravidanza fu quella di Alessia, scoperta subito, solo inizialmente si pensava che l'uovo fosse vuoto: invece lei c'era, la reginetta di casa già in pancia. Alla sedicesima ebbi un distacco di placenta, con rischio aborto.

 

Ma io ho due eroi e dopo tanto riposo rimisi tutto a posto. Anche la seconda venne al mondo con cesareo programmato, dato che avevo paura di affrontare un naturale a neanche due anni dall'odiato cesareo d'urgenza.

 

Loro sono due miracoli, io e mio marito siamo sopravvissuti a due tumori e sembrava non avremmo potuto avere figli poi così facilmente. Invece vennero alla luce loro. I parti non li descrivo neanche. Io odio aver fatto cesarei. Ma nel momento di scegliere meglio quelli che altre cose. Sto provando la gioia immensa di crescerli e di averli visti lottare già in grembo.

 

Il giorno in cui scoprii di essere incinta la prima volta avevo 32 anni compiuti ed ero appena tornata dal viaggio di nozze, che era stato molto ritardato per lavoro e altro. Era un giovedì sera e con mio marito decisi di andare in farmacia e comprare il test e di farlo. Non era il primo che facevo, ma il risultato le atre volte era chiaro e dentro di me lo volevo così.

 

Quel giorno di inverno fu diverso, arrivammo a casa e ordinammo la pizza. Mio marito disse: "Fallo ora". Io volevo aspettare, non so perché, ma lo feci subito, un minuto dopo si colorarono due righe e urlai dal bagno: "Vieni a vedere!!!"

 

Lui stesso mi buttò fuori dal bagno e si chiuse dentro 5 minuti. Io fuori ad aspettarlo. Lui uscì e disse: "Cavoli, è sempre uguale, è positivo!" Mi vennero mille idee in testa, feci una foto e il giorno dopo al lavoro la guardavo e la riguardavo e mi dicevo 'Cavoli, un miracolo, un miracolo'. Questo perché io e mio marito ci siamo sposati con la consapevolezza che sarebbe stato o difficile o impossibile visto che tutti e due abbiamo avuto due tumori a testa, cure pesanti, tac e schifezze varie iniettate per anni'.

 

Invece dal Messico tornammo in tre. Poco dopo aver scoperto che ero incinta, durante una notte iniziai a sentire fortissimi crampi con sangue. Ero convinta ci fosse un aborto, piansi, ma mi dissi: "Vabbé, sono già fortunata ad esserci riuscita". Andai in ospedale a vedere se avevo perso tutto.

 

Mi richiamarono dopo la visita e prelievi vari dicendomi che le beta erano molto alte e la speranza era alta. Avevo un magone nel cuore ed ero convinta di aver perso il bimbo. Andai dalla mia ginecologa, che mi fece una visita interna e lì scoprimmo che il cuoricino batteva forte forte. Io ero di già 8 settimane e quella di giorni prima era una minaccia, la ginecologa con le lacrime agli occhi disse: "Fai fare a Dio e vedrai".

 

Nei 5 mesi successivi ebbi predite, paure, lacrime, sangue, tante visite. Fu un inferno senza fine, mio marito mi diceva: "Se deve andare va, altrimenti pace, riproviamo". Io piangevo il doppio, io amavo già quel piccolo/a, alla fine andò tutto bene e alla 22esima settimana scoprii che era maschio. Un maschio, io volevo un maschio (anche se era poi uguale, ma nel cuore volevo il maschietto). Ebbi altre perdite, altre lacrime e paure, ad un certo punto mi arresi e dissi: "Bimbo fai come vuoi". Da quel momento terminarono le perdite e tutto passò veloce. Io lavoravo, giravo, mi divertivo con le mie amiche, con i miei 25 kg di gioia.

 

Giunse il 20 settembre, data presunta del parto. Zero dolori, zero tutto, io mi rilassai e mi misi in attesa. Trascorsero 7 giorni di lacrime, mi sentivo una incapace. Possibile non sapessi farlo uscire? Decisero per la provocazione del parto il 28 settembre (giorno del compleanno della nonna del mio cucciolo). Entrai rilassata, ma già mi dissero che qualcosa non andava.

 

Il bimbo non ne voleva sapere di uscire, allora decisero di velocizzare la cosa e lì il battito sparì. Entrai in panico ed ebbi altre lacrime e paure come un fiume in piena di emozioni. In 5 minuti ero in sala operatoria. Nacque in tempo lampo, in quel momento lo sentii piangere e tutto svanì.

 

Paure, lacrime, angosce, preoccupazioni, parole, sogni, pensieri, momenti di quei travagliati mesi di gravidanza compreso il giorno stesso. Ero mamma, ero una mamma e volevo solo ridere e ridere per togliermi di dosso tutto lo spavento di quel giorno. Mi ricucirono e me lo poggiarono addosso, era un gioiello, un miracolo.

 

Mio marito piangeva di gioia, io ridevo, mia suocera, la nonna, il giorno del suo compleanno era fuori di sé dalla gioia. Una felicità incredibile.

 

di Fana

 

(storia arrivata per e-mail)

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