Storia

Cleofe, la nostra settima figlia. Una vita di 77 giorni

Di mammenellarete
maninaclofe
La manina della piccola Clofe

28 Febbraio 2018
T18… prima della nascita di Cleofe per noi era una sigla sconosciuta. Nostra figlia è nata con una malattia genetica definita dalla letteratura “incompatibile con la vita”. La nostra piccola è la nostra settima figlia ed è nata il 22 Agosto 2016. Rinata in cielo domenica 6 novembre 2016. 

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Cleofe…

 

Un nome… una vita di 77 giorni.

 

Cleofe è la nostra settima figlia nata il 22 Agosto 2016, rinata in cielo domenica 6 novembre 2016.

T18… Una sigla a noi sconosciuta prima della nascita di Cleofe.

 

Io e Luciano ci siamo sposati il 25 Aprile 2004, avevamo deciso già allora che saremmo stati aperti alla vita … e ci siamo fin da subito affidati a Chi è padrone della vita e della morte.

 

Il 18 aprile, proprio prima di sposarmi avevo avuto l’ultima mestruazione … così, nonostante i miei 33 anni, il primo figlio non ha tardato ad arrivare.

 

Ai primi di giugno scopro di essere incinta, ma fin dalla prima ecografia si intuisce che la gravidanza è a rischio, infatti pur messa a riposo, dopo qualche settimana abortisco spontaneamente il mio primo figlio.

Il ginecologo mi suggerisce riposo durante l’estate e la vita procede. Nessuna “mestruazione” arriva e quindi al successivo controllo (Luglio) si intravede una nuova “camera gestionale”… il rischio aborto pare esista ancora, viene consigliato riposo e cure ormonali…

 

Questa volta non mi metto a letto anche perché il Signore insieme a questo seconda gravidanza mi regala l’immissione in ruolo a pochi passi da casa. Lavoro fino all’ottavo mese e il 21 marzo 2005 nasce V..

 

Allattato al seno per un anno, poco dopo dello svezzamento un nuovo ritardo e un test di gravidanza mi anticipano un nuovo “dono” e quindi al successivo controllo (Settembre 2006) si intravede una nuova “camera gestionale”… il rischio aborto pare perdurare, mi viene consigliato ancora riposo e cure ormonali… questa volta non lavoro, rientrerò in servizio solo dopo la nascita (19 Aprile 2007) di E..

 

Parenti vicini e lontani credono che “una coppietta” di figli ci possa rendere appagati! Lo siamo certo ma non ci chiudiamo alla vita !

 

…il 21 settembre 2009 nasce T.

…il 29 luglio 2011 nasce E.

…il 23 settembre 2013 nasce G.

 

Gravidanze eccezionali, tanto da farmi lavorare fino alla fine e rientrare a scuola appena finiti i congedi retribuiti.

Tutti bimbi splendidi, allattati al seno oltre l’anno…

 

Passa il 2014… il 2015… pare il Signore non voglia donarci altro… ma continuiamo a fidarci e arriva una nuova gravidanza all’inizio del 2016… tutto sembra procedere bene. Come tutte le altre volte ci fidiamo e non facciamo né bitest, né tritest, né aminiocentesi, né analisi genetiche… solo un’ecografia in più … al cuore della piccola. Da questa si evince che Cleofe è cardiopatica… e proprio per questo negli ultimi mesi di gravidanza i controlli li facciamo in un altro ospedale lontano da casa, specializzato in Cardiochirugia neonatale. Il fatto di dover partorire fuori sede e dover programmare una permanenza post partum non ci sconvolge più di tanto…continuiamo a fidarci! Tanto che anche questa volta lavoro fino alla fine…

 

Il 16 agosto però al controllo mensile ci viene detto che la crescita della bambina si è rallentata e che sarebbe bene trasferirsi, fare un pre-ricovero e aspettare il lieto evento nelle vicinanze del reparto… Il fatto di trasferirmi in piena estate, seppur in un posto invidiabile mi mette un po’ in crisi… contavo di finire l’estate con gli altri miei cuccioli e in autunno partorire, ma il Signore aveva deciso diversamente…

 

Ci viene programmata un'ultima visita il 22 agosto… il 21 sera in tutta tranquillità facciamo l’ultimo bagno, l’ultima nuotata coi bimbi e chiudiamo la casa a mare. Alcune valigie chiuse (quelle dei bimbi) le portiamo nella nostra residenza invernale, le valigie dell’ospedale e per la permanenza dopo il parto restano in macchina… una nottata tranquilla, pensavo di avere qualche giorno per sistemare la casa e organizzare i piccoli… ma il Signore aveva deciso diversamente.

 

Il 22 mattina al controllo la “flussometria” pare impazzita… la bambina rischia… Telefonicamente, il mio ginecologo e una dottoressa dell'Ospedale dove avrei dovuto partorire programmano il ricovero d’urgenza… mi viene detto di restare a digiuno… salutiamo i bimbi, li lasciamo con una baby sitter in casa dove di lì a poco li avrebbe raggiunti mia suocera. Autostrada, Traghetto… ricovero… trovo una barella pronta e un camice verde da indossare… "Si spogli facciamo un cesareo d’urgenza!"… e io che credevo ancora di fare un altro parto spontaneo… Anestesia spinale, una camera operatoria… un pianto che però io non sento (ho problemi di udito…) Volti confortanti, ma non capisco cosa stia succedendo, mi dicono “la bimba ha una palatoschisi, vuol vederla?”… mi chiedo “che sarà mai?”.....certo che voglio vedere la mia bambina!!

Mi viene accostato al volto un fagottino, intravvedo un difetto alle labbra, ma è la mia Cleofe, è bellissima e assomiglia tanto ai fratellini… le do un bacio e subito dopo la portano in cardiologia! Sono serena, la bimba è viva… il suo cuore batte!! Ho tanta nausea… l’anestesista mi dice che mi sederanno per farmi riposare… il buio… non avverto più nulla… mi addormento ringraziando Dio per quel fagottino che ha superato il primo “scoglio”!

 

Ero entrata in sala operatoria in un caldo pomeriggio d’estate… mi risveglio ed è notte fonda… sono in barella piena di sangue, tanti cateteri, mio marito al fianco mi sussurra, con le lacrime agli occhi, che hanno tolto “tutto”… Tutto che sarà mai?...la bambina? Pian piano mi viene spiegato che ho avuto un’emorragia e per evitare il peggio mi è stato tolto l’utero, mi viene detto che la bimba respira autonomamente e il suo cuore sta funzionando nonostante l’ampio DIV, così è stata trasportata alla terapia intensiva neonatale di un altro ospedale a 50 km di distanza, perché cresca e si decida in un secondo momento se operare il suo cuoricino o meno.

Trascorriamo 5 giorni separate. Io da una parte, dove inizio a tirare latte, Cleofe da un'altra, in incubatrice, monitorata 24 ore su 24, in terapia intensiva neonatale…

 

In incubatrice la bimba trascorre due mesi e invece di crescere e migliorare, pare peggiorare di giorno in giorno… Superata un’emoraggia gastrica pare riprendersi dopo la somministrazione del latte materno con un sondino. Il cuore pare non reggere, desatura troppo spesso… viene intubata… subentra polmonite polmonare… sembra un’araba fenice… lotta e sembra riprendersi, così provano a stubarla…

Di nuovo il cuoricino pare mollare…supera ben due arresti cardiaci… Noi genitori in tutto questo vediamo la sua gran voglia di vivere e per quanto ormai sia certo si tratti di una malattia genetica definita dalla letteratura “incompatibile con la vita”, noi la vediamo vivere e combattere contro ogni parere medico…

 

Un paio di medici fiduciosi ci suggeriscono di tentare l’intervento al cuore e ci fidiamo di loro, ci fidiamo di Dio… La bimba viene trasferita nell'ospedale dove ho partorito, …, lì pero i cardiologi sono meno fiduciosi di quanto sperassimo… ci dicono che è nella fase terminale…

 

Siamo a fine ottobre, Cleofe ci regala una delle settimane più belle della nostra storia familiare… Intanto anche se poco più di un quarto d’ora a testa, sia io e sia il suo papà riusciamo finalmente a tenerla in braccio… L’emozione più forte della nostra e sua vita… la sua emozione è evidente nel monitor… la nostra è palese dalle lacrime che ci sgorgano a fiume… V. ed E., in camice verde usa e getta, riescono ad evadere la sorveglianza e a passare qualche minuto con la sorellina, che pare riconoscerli stringendo le loro dita più forte che mai con la sua gracile manina.

 

Tutte queste emozioni pare risollevino anche il quadro clinico, così il 4 novembre si tenta un primo intervento… che riesce brillantemente… ma Cleofe non resiste e quasi allo scoccare delle 48 ore il 6 mattina sale al cielo…

 

I giorni trascorsi mano nella mano, hanno avuto un sapore di eternità e per quanto il mio cuore fosse lacerato ringrazio ancora oggi, tutti i giorni Dio di averci regalato questa figlia indimenticabile…

 

di mamma Maria Teresa

 

(storia editata dalla redazione, arrivata a redazione@nostrofiglio.it)

 

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