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Ugo d'Aloja racconta il rapporto tra ortodontista e bambini secondo Asio

di mammenellarete - 27.04.2011 - Scrivici

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Mamme nella rete intervista il Presidente dell'associazione specialisti italiani ortodonzia, per capire meglio come un medico si avvicini oggi ai pazienti più piccoli. Grazie alla collaborazione con Asio, Ugo d'Aloja ha risposto alle domande raccolte dalla community di mamme, preoccupate del terrore che un medico dentista può incutere nei loro figli. Mamme nella rete: Chi sono gli specialisti del sorriso e perché sono così vicini ai bambini? Ugo d'Aloja: Gli specialisti del sorriso sono gli specialisti in ortodonzia. Si tratta di medici e odontoiatri che si dedicano totalmente al rapporto con i bambini e alla cura di tutti problemi relativi alla loro crescita dentofacciale. Dopo 3 anni di corso di specializzazione, gli ortodontisti acquisiscono una specifica competenza nella cura dei denti e della loro malposizione.

ASIO, l'associazione che li unisce, ha realizzato il portale specialisti del sorriso dedicato ai pazienti, genitori e figli, che vogliono essere informati sui temi importanti da conoscere in questo campo. L'ortodonzia è una disciplina medica che ha una componente preventiva molto importante, e trova specifica indicazione per i bambini. Prevenire le malocclusioni e le malattie della bocca è il nostro mestiere.

MNR: Come è cambiato, se è cambiato, il rapporto tra ortodontista e bambino negli ultimi 10 anni? UdA: L'attuale atteggiamento è che la terapia ortodontica non deve essere imposta al bambino; in questo modo la subirebbe passivamente. È invece necessario ottenere un coinvolgimento attivo e collaborante affinché la cura abbia successo pieno. Per ottenere questo è bene che tutti i bambini siano visitati tra i 4 e i 7 anni da uno specialista in ortodonzia. Frequentando regolarmente lo studio ortodontico si consentirà al bambino di familarizzare con lo specialista e l'ambiente dello studio. I bambini sono i migliori pazienti del mondo se ben coinvolti e ben motivati. Se ciò non accade l'insuccesso è garantito.

MNR: Oltre al rapporto, sono cambiate le tecniche, oggi meno invasive? UdA: La tecnica, con lo sviluppo tecnologico dei materiali e delle conoscenze biologiche, è sempre in evoluzione. Di continuo ci sono novità che consentono di migliorare il comfort del paziente. Ma nessuna tecnica potrà mai essere efficace se non preceduta da una precisa ed accurata diagnosi e pianificazione del trattamento come quelle che uno specialista in ortodonzia è in grado di fare. MNR: Perché è così importante prevenire e affidarsi a mani esperte, soprattutto in tenera età? UdA: Nei bambini, l'ortodonzia non si occupa solo di spostare i denti, ma soprattutto di influenzare il potenziale di crescita dei piccoli pazienti al meglio di quanto sia possibile. I meccanismi di crescita devono essere padroneggiati perchè le disfunzioni possono dare esiti la cui correzione da adulto è spesso chirurgica, oltre che lunga e impegnativa. Come già detto, tutto ciò viene garantito dalla professionalità che corrisponde al percorso di studi e di addestamento caratteristico di uno specialista in ortodonzia.

MNR: Quali sono le domande più frequenti delle mamme che vi affidano i propri figli? UdA: Le più grandi preoccupazioni delle mamme sono rivolte all'allineamento dentale che talvolta peggiora con gli anni, al colore dei denti permanenti che è sempre più scuro dei denti da latte ed alla presenza di carie. Per ciò che riguarda l'ortodonzia le domande sono rivolte a capire quando sia il momento più opportuno per effettuare la terapia ed alla stabilità del risultato al termine del trattamento. È ovvio che per ogni singolo paziente vi sarà una risposta personalizzata.

MNR: Quali sono le patologie più comuni nei bambini del 2011? UdA: Le origini delle problematiche ortodontiche sono multifattoriali. Quelle di origine genetica o strutturale con il cambiare delle generazioni non evolvono così velocemente da poter dire che nel 2011 sono cambiate. Diverso è il discorso per le disfunzioni conseguenti ad abitudini viziate che, se intercettate per tempo, risparmeriebbero tempo e denaro. Troppi bambini usano il ciuccio ed il biberon ben oltre quanto sia fisiologico (che è zero!). Ne deriva il riscontro di alterazioni del meccanismo della deglutizione, che combinandosi con la respirazione orale provocano sempre una malocclusione.

MNR: Vi sono differenze tra maschio e femmina? UdA: Mi sento di escluderlo: non vi sono differenze statisticamente significative che possano essere ricondotte alla differenza di sesso, per ciò che rigurda le malocclusioni.

Ringraziando il presidente Ugo d'Aloja per la disponibilità, abbiamo compreso quanto sia importante costruire un rapporto con i piccoli pazienti, spesso molto più collaborativi di quanto non si pensi. Ricordiamo di informarci sull'utilizzo del ciuccio e del biberon per non nuocere al bambino.

Il sito ufficiale di Asio: www.asio-online.it

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