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Tv vs libri: per mio figlio ho scelto i libri

di Valentina Camen Chisari - 28.05.2013 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La tv, la grande assente. I libri, i nostri compagni di giochi e di avventura. Ad oggi che Lorenzo ha 22 mesi  non abbiamo mai trascorso neanche un pomeriggio davanti ai cartoni animati. La  nostra esperienza ha dimostrato che nel nostro caso la lettura aiutò tantissimo lo sviluppo dell’intelligenza di nostro figlio.

Quando Lorenzo aveva circa 10 mesi iniziai a leggergli il primo libro: era un racconto illustrato sui gatti e, avendo un micio in casa, si rivelò proprio azzeccato! Fu in quell'occasione, infatti, che Lorenzo disse "miao" per la prima volta.

Quello fu l'inizio di una lunga serie di letture: consigliati dalla nostra pediatra, infatti, io e mio marito acquistammo dei libri di Francesco Altan (il creatore della Pimpa, per intenderci), adatti ai bambini in tenerissima età per la semplicità dei testi e per le illustrazioni chiare e altamente intuitive perché raffiguranti scene in sequenza. Così Lorenzo conobbe il coniglietto, pippo pettirosso, il pinguino nino eccetera eccetera.

Imparò subito a riconoscere gli oggetti e i personaggi illustrati, a capire come la scena andava avanti nella pagina successiva: furono delle enormi soddisfazioni!

La televisione divenne, come speravo, il grande assente: ad oggi che Lorenzo ha 22 mesi non abbiamo mai trascorso neanche un pomeriggio davanti ai cartoni animati, vi fu solo una piccola parentesi con la famosa e "celebre" Peppa pig, ma il paragone era chiaro: Lorenzo davanti ai libri aveva lo sguardo attento, vigile, divertito, mentre davanti alla tv assumeva un'aria quasi da ipnosi per cui la parentesi fu presto chiusa.

Io non credo che i cartoni animati siano dei "nemici" per la crescita, dopotutto io e i miei fratelli siamo cresciuti con Paolo Bonolis e Bim Bum Bam, ma senza dubbio un libro è altamente da preferire al telecomando.

In alcune occasioni di confronto con altri genitori, ci è capitato di ascoltare pareri discordanti: alcune mamme affermavano di utilizzare la tv come passatempo e distrazione per i loro figli indomabili, altri si domandavano come mai i loro bambini si distraessero davanti ai libri e così dopo qualche tentativo avevano gettato la spugna, e altri ancora avrebbero aspettato i tre anni di età dei loro figli per leggere la prima fiaba, certi del fatto che prima di allora la lettura non sarebbe servita a niente.

La nostra esperienza, invece, dimostrò che nel nostro caso la lettura aiutò tantissimo lo sviluppo dell'intelligenza di nostro figlio il quale, anche di fronte a libri nuovi, si è sempre dimostrato aperto all'apprendimento di nuove nozioni imparando subito il nome di cose o animali che non aveva mai visto e associandoli anche a oggetti veri trovati in casa o per strada.

E anche nel racconto di favole al buio nel momento della nanna, Lorenzo senza neanche il libro davanti ma solo ascoltando la nostra voce ci precede con le sue paroline andando avanti nella storia. Insomma, buona lettura a tutti, perché non è mai troppo tardi per leggere e neanche troppo presto!

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