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Tumori infantili e femminili: progressi nella ricerca

di mammenellarete - 28.01.2010 - Scrivici

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L'ospedale pediatrico St. Jude Children's Research Hospital di Memphis e la Washington University School of Medicine di St. Louis stanno collaborando a un maxi progetto finalizzato a tracciare "l'atlante dei geni del cancro infantile". La genetica dei tumori pediatrici, molto diversa da quella dei tumori adulti, finora non era mai stata indagata in un lavoro di cosi' grossa portata, anche perché, fortunatamente, si tratta di malattie rare e per scrivere una mappa completa dei geni alla base di queste neoplasie serve arruolare molti bambini.

Il progetto, che ricalca analoghi studi sulla genetica dei tumori degli adulti eseguiti negli ultimi anni, consiste nel confrontare il Dna dei tessuti malati con quello di cellule sane per scovare i geni che provocano il cancro. Questo permetterà di migliorare le cure per i piccoli pazienti rendendole piu' mirate e con meno effetti collaterali.

Il progetto, che si stima costerà intorno ai 65 milioni di dollari, sara' finanziato quasi completamente da privati. Si partira' con 600 piccoli pazienti e si prevede una durata degli studi di almeno tre anni.

I tumori pediatrici colpiscono ogni anno 6 bimbi (0-14 anni) per milione; annualmente in Italia sono circa 1.600 i nuovi casi di tumori pediatrici attesi: tra le varie forme più diffuse a questa età ci sono le leucemie e i tumori cerebrali. Altri tumori che colpiscono i bimbi sono il rabdomiosarcoma, che corrisponde al 4% del totale dei casi ed e' un tumore del tessuto connettivo che colpisce la muscolatura, e il neuroblastoma che invece costituisce l'8-10% di tutti i tumori pediatrici ed e' un tumore del sistema nervoso autonomo. Qui trovate un'importante testimonianza in merito, che racconta anche di una straordinaria solidarietà tra mamme nata on line.

In tema di prevenzione, invece, è in corso in questi giorni la settimana europea contro l'Hpv (Papilloma virus), causa del tumore al collo dell'utero, neoplasia che ogni anno in Italia colpisce circa 3.500 donne, uccidendone la metà.

La campagna per la profilassi gratuita delle dodicenni, avviata in Italia nel 2008, è matura per un primo bliancio: al 30 giugno 2009 la percentuale nazionale di risposta era di un terzo (34%) evidenziando come solo poche regioni abbiano seriamente tenuto il passo (Val d'Aosta, Liguria, Molise, Emilia Romagna).

L'Osservatorio per la salute della donna sottolinea come sia necessario fare di più. Il vaccino è efficace anche oltre i 12 anni di età: ci si può vaccinare, con garanzia di protezione ottimale, fino a 45 anni. Ad oggi tale profilassi risulta il più importante e innovativo strumento di prevenzione per la malattia che si trasmette per via sessuale, ma per la quale il solo preservativo non risulta adeguatamente efficace.

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