Home Storie Il bimbo cresce

Togliere il ciuccio: che la missione abbia inizio!

di Lisa Sorrentino - 09.04.2013 - Scrivici

togliere-ciuccio-400.180x120
  Operazione ciuccio Mi sono arresa alla sua entrata in scena solo perché, dopo le colichette, sono spuntati i dentini e tutti sostenevano che sarebbe stato un palliativo e che avrebbe facilitato il suo e quindi il nostro, riposo. Ricordo ancora la fatica per farglielo accettare, preferiva di gran lunga il suo ditino!  Ma mi ero ripromessa che al più presto sarebbe sparito, seppur sempre limitato al solo riposo. Purtroppo così non è stato. Prima il trasloco, poi il pannolino e dopo tre anni, ancora era in giro per casa Un bel pomeriggio dopo il pisolino, lei si alza e mi fa vedere che il suo ciuccio è rotto

e candidamente e soprattutto incoscientemente, mi dice che lo butta nella spazzatura. Così all'improvviso senza avvertirmi? E ora cosa fare? Cogliere la palla al balzo e approfittare del "suo" gesto.

 

Senza pensarci troppo e senza aver modo di ripensarci, spariscono tutti i ciucci da casa.

 

Molti obiettano che hanno concesso ai propri figli di portarlo fino a grandi e che non si è mai visto un universitario con il ciuccio! Ma io invece ho assistito alle devastazioni che porta alla crescita scheletrica della bocca e di quanto possa aggravare una situazione quando c'e' anche una predisposizione genetica a certi problemi.

 

Arriva la sera, è ora di nanna e arriva la domanda fatidica: "Mamma mi dai il ciuccio, devo dormire!"

 

"Amore ricordi che si è rotto e che lo hai buttato nella spazzatura?"

 

E di lì a poco, notti insonni, stati di irrequietezza, sono stati il nostro pane quotidiano.

 

Nei momenti di sconforto ho pensato di fare un passo indietro, ma sarebbe stato controproducente e inutile.

 

Le avrebbe dato la certezza che da certe decisioni si può tornare indietro e quindi la mia incoerenza l'avrebbe dato false indicazioni. D'altro canto uno nuovo avrebbe avuto una consistenza diversa quindi quasi sicuramente l'avrebbe comunque rifiutato.

 

Non abbiamo mai motivato con lei presente il suo stato collegandolo con l'assenza del ciuccio e, a dire il vero, neanche lei lo ha mai chiesto.

 

Sono stati momenti difficili perché il mancato riposo la teneva lagnosa anche durante il giorno e anche mangiare era diventato una missione impossibile. La sera le stavo vicina come al solito fino a che non si addormentava e quando si svegliava durante la notte cercavo di rassicurarla con baci, carezze, coccole.

 

Trattandosi del periodo natalizio avevo inventato per lei una favola dove un bambino che voleva avere più regali da babbo natale, era disposto a dare il suo ciuccio in cambio, perché ormai lui era grande e il ciuccio gli stava rovinando i denti. In questo modo a Natale aveva trovato tanti regali sotto l'albero invece che uno solo. E quindi mettemmo tutti i regali di Natale per lei sotto l'albero!

 

Dopo un mese circa, ha iniziato ad addormentarsi serenamente la sera, complice anche la sua "copertina dei sogni" (l'oggetto transizionale che l'accompagna da quando era neonata!), e ormai dopo due mesi per lei è diventato una cosa da piccoli!

 

L'unica perdita che abbiamo avuto in questa situazione, è stato il riposino pomeridiano. Ma andando a scuola, non ne risente poi tanto e la sera andando a letto prima recupera il sonno perso.

 

Eh, piccole bimbe crescono!

 

Ti potrebbe interessare

 

 

forum

 

articoli correlati