Storia di un nonno

Leggero autismo dell'età evolutiva. Ma mio nipote fa tanti passi in avanti

Di mammenellarete
bimbo3anni
05 Aprile 2019
Mio nipote Leon, 3 anni, dopo vari accertamenti, ha ricevuto la diagnosi di leggero autismo dell'età evolutiva. Dovrà essere aiutato da una logopedista e da una psicomotricista. Dovrà fare ancora un anno di asilo nido, ma, da quando lo frequenta, ha fatto tanti miglioramenti e siamo sicuri che ne farà sempre di più fino a stare bene con se stesso e gli altri.
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È difficile raccontare, però ci provo. Il nostro Leon ha compiuto 3 anni a gennaio, e fino ai 17/18 mesi è tutto nella norma. Svezzamento senza problemi, dentini a 7 mesi, inizia a gattonare a 8 e a camminare a 14 mesi, dicendo anche qualche parola tipo "nonno", "nonni", "nonna", "giù leo", che è il nome del cugino, con il quale passa le vacanze giocando e interagendo molto bene, nonostante i 2 anni di differenza.

 

Ogni tanto fa i capricci come tutti i bambini. Unico problema: non risponde quando lo si chiama. Al ritorno dalle vacanze mia figlia lo porta dal pediatra, gli fa l'esame dell'udito, ma è tutto a posto.

 

Però il bambino comincia a comportarsi in modo strano. Oltre a non parlare, gioca in modo strano, ride senza motivo, ha spesso crisi di pianto spaventose e mia figlia si preoccupa perché vede che i suoi comportamenti non sono normali.

 

Il bambino è irritabile, urla se non viene capito, inizia a imitare i versi di un cartone animato, soprattutto i versi degli animali. Vuole vedere filastrocche in inglese o in spagnolo, mentre quelle in italiano no. Balla a modo suo davanti alla TV al parco, però cerca di interagire con altri bambini, dove a seconda delle età viene accettato oppure no.

 

Ha difficoltà ad ascoltare e guardare negli occhi chi gli parla. Mia figlia è sempre più preoccupata, anche noi notiamo che qualcosa non va, ma sappiamo anche che ogni bambino ha i suoi tempi, le diciamo di avere pazienza:  "Sta sempre con te, forse si annoia".

 

Quando viene a casa nostra (loro vivono a Milano, noi in un paese) sembra comportarsi diversamente, coinvolge me e i miei figli nella lotta portandoci sul divano o sul letto dove comincia ad arrampicarsi sulle gambe o sulle spalle tirando il naso, i capelli. Poi si siede sulla pancia, ti bacia, ti abbraccia e ride di gusto, rincorre i cani.

 

Chiede alla nonna i suoi libri, apre i cassetti e si diverte a buttare le tovaglie in terra e poi a rotolarsi sopra, a fare la tana con i cuscini. Insomma è un vulcano: però c'è sempre qualcosa che non ci convince. Ti indica quello che vuole e ti porta con la mano, ma continua a non parlare e a non rispondere.

 

Però continuiamo a pensare che ancora è piccolo e che ha i suoi tempi e che migliorerà andando all'asilo. Quando lo inizia, le maestre si accorgono che ha qualche problema cognitivo. Da qui tutti gli accertamenti con diagnosi di leggero autismo dell'età evolutiva.

 

Dovrà essere aiutato da una logopedista e da una psicomotricista. Dovrà fare ancora un anno di asilo nido, ma, da quando lo frequenta, ha fatto tanti miglioramenti e siamo sicuri che ne farà sempre di più fino a stare bene con se stesso e gli altri.

 

È molto intelligente, ogni giorno impara qualcosa, è una conquista per lui e per chi lo aiuta. Con lui ho un rapporto bellissimo e quando è con me, cerca la mia attenzione in ogni modo, mi imita, mi abbraccia, mi ascolta. Io lo rimprovero, senza urlare con tono deciso e lui ubbidisce, mia moglie uguale, lo trattiamo avendo considerazione del suo problema ma senza farlo sentire diverso, ci ama e noi amiamo lui questo è importante per noi.

 

Vogliamo vederlo crescere sano e sicuro di sé. La diagnosi non ci ha sorpreso, ormai ogni problema è tutto una diagnosi. Noi da nonni e genitori di tre figli e da fratelli maggiori di famiglie numerose, restiamo dell'idea che ogni bambino ha i suoi tempi e che imparerà comunque tutto in base alle sue capacità solo se verrà spronato e non compatito, se verrà sostenuto, amato e rispettato.

 

Lui per noi è speciale e unico per la gioia di vivere che ha, per l'amore che ci da' e nel farci sentire due persone speciali quando siamo con lui. Ecco questo è quanto possiamo dire della nostra esperienza.

 

di Leonardo

 

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

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