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Leucemia linfoblastica acuta: la mia piccola Aurora è stata soprannominata la Principessa Guerriera

di mammenellarete - 07.09.2020 - Scrivici

bambina
Fonte: Shutterstock
A giugno abbiamo scoperto che la nostra bambina, Aurora, aveva una terribile malattia: la leucemia linfoblastica acuta. Questa notizia ci ha sconvolto la vita, ma per fortuna i medici ci hanno dato da subito buone possibilità. Non è facile per lei, la strada è ancora lunga, ma siamo fiduciose e siamo in ottime mani perché l'ospedale cui ci siamo rivolti è il migliore.

La nostra storia inizia dal primo di giugno, quando decidiamo di far fare gli esami alla nostra piccola Aurora perché sono 10 giorni che la vediamo strana, è stanca, non gioca più, fa fatica a camminare e le sono comparse delle piccole petecchie viola su tutto il corpo.

Allora decidiamo insieme alla pediatra di farle fare degli esami, quindi lunedì primo giugno la portiamo, la sera ci chiama il laboratorio dicendo che ci sono dei valori sballati, troppo sballati, e di portare la bambina in pronto soccorso. La portiamo e la cosa diventa seria, da un ospedale ci trasferiscono ad un altro, precisamente presso un Comitato che si occupa di leucemia.

Lì le fanno due sacche di sangue e una di piastrine e poi ci danno, in base agli esami che avevamo portato, il verdetto che al 90% si tratta di leucemia. Infatti il 3 giugno mattina le fanno il prelievo del midollo e il pomeriggio ci confermano la diagnosi: "Leucemia Linfoblastica Acuta tipo B".

Ci casca il mondo addosso, ma ci facciamo forza perché ci danno buone speranze, poi i medici e la struttura sono ottimi. L'ho constatato io in quei 17 giorni di ricovero, dove le hanno fatto varie esami, varie rachicentesi e dove le hanno messo il catetere venoso, chiamato da loro CODA DI TOPOLINO e rinominato da mia figlia CODINA DI MINNIE.... Ci sono dottori squisiti, umani e molto competenti.

Il 17 giugno la dimettono e da lì iniziano la mia ansia, le mie preoccupazioni e in automatico diventi esperta anche tu per fortuna. Il Comitato dell'ospedale non ci abbandona, ogni piccolo problema, ogni piccola preoccupazione... lo puoi contattare e loro sono sempre super disponibili.

Leucemia linfoblastica acuta, l'esperienza della mia principessa

Per abituarci e per non darle un impatto troppo forte iniziamo a tagliarle i capelli corti, lei li ha lunghissimi e decidiamo di tagliarli corti, non a zero. Però poi inizia delle chiemio più forti e i capelli si trovano dappertutto, anche nel piatto, e allora prendo il coraggio, a quattro mani, e le taglio i capelli a zero. Lei per fortuna la prende benissimo, si vede bella.

Dal 17 giugno facciamo avanti indietro due volte alla settimana dal Day Hospital dove ci sono infermiere, dottori e tutto lo staff veramente bravi e umani, noi siamo ancora in fase di consolidamento. In base all'esito del prelievo dell'altro midollo il 6 luglio ci confermano che la gravità della malattia è a bassissimo livello, e dopo quella diagnosi ci si è tolto un piccolo macigno dal cuore.

Da quel giorno mi è venuta una grande forza e poi la mia principessa mi dà tanta forza, perché in queste cose sono loro che danno energia a noi, involontariamente. Non dico che in questi mesi non ci siano stati intoppi però diciamo che viviamo sulle montagne russe, domani dovrà fare un'altro prelievo di midollo per vedere effettivamente a che punto è la malattia.

Da questo esito i dottori decideranno come procedere. La mia principessa in Day Hospital è stata soprannominata la Principessa Guerriera, lei è forte, è bella, tosta e questo aiuta molto nella malattia, la fortuna in questi casi è che quando sono piccoli hanno l'incosapevolezza di cosa stanno passando e quindi questa cosa li aiuta molto.

Certo non è facile neanche per lei, i primi giorni aveva paura di tutto, anche di essere visitata, dei prelievi di sangue, ma adesso è diventata bravissima. La cosa che le fa più paura è fare la medicazione al catetere venoso: le si legge il terrore negli occhi. Ha proprio paura che le facciano male, ma in quel momento sono brave le infermiere a tranquillizzarla. La strada è ancora lunga, ma siamo fiduciose siamo in ottime mani perché l'ospedale cui ci siamo rivolti è il migliore.

di Roberta 

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