Scuola multietnica

L'open day in un scuola multietnica: l'importanza della diversità per imparare a vivere

Di mammenellarete
scuolacadorna

24 Gennaio 2018
Il 27 gennaio ci sarà il sabato aperto della scuola Cadorna di Milano, una primaria a forte presenza di stranieri. Non sarà l'open day istituzionale, ma una grande festa per farsi conoscere dal quartiere, raccontare ai genitori italiani le tante attività che accompagnano l'anno scolastico. Mostrare una scuola vivace e allegra per vincere le paure e dire tutti insieme un pensiero tanto semplice quanto rivoluzionario: è stando a contatto con realtà diverse che i bambini imparano a vivere.

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In questo periodo nelle grandi città e a Milano in particolare inizia la corsa agli open day. Fino a qualche anno fa questa parola era quasi del tutto sconosciuta.

La scuola era quella di quartiere e andava bene così. Oggi no. Successivi interventi di riforma della scuola, dall’affermazione del principio dell’autonomia scolastica nel 1993, allo svincolo dai bacini di utenza obbligatori per le famiglie nel 2009, hanno generalizzato dei processi di scelta prima molto limitati.

 

A seguire le leggi, dagli Stati Uniti è arrivata anche da noi la moda di scovare la scuola 'migliore', quella che garantirà successo, denaro e il giusto entourage sociale ai nostri figli. 

E così gli istituti si organizzano e mettono in scena la propria offerta formativa.

 

E ci diamo da fare anche noi della Cadorna, scuola a forte presenza di stranieri.

Gli open day sono entrati nella programmazione delle scuole, sebbene con diverse funzioni. Nelle scuole come la Cadorna, sono l’occasione e il momento per combattere contro uno stigma che la rende poco “attrattive”, e per coltivarsi uno a uno i possibili “clienti” della classe media, quelli che - eventualmente – potrebbero “fuggire”. 

 

La Cadorna è infatti una di quelle scuole da cui gli italiani di bacino fuggono, creando un fenomeno, il “white flight”, termine anch'esso nato negli Usa (le coincidenze!), che significa spostamento di massa verso le scuole private e quelle a forte dominanza di autoctoni (nel nostro caso italiani), possibilmente della classe media.

 

Fenomeno molto preoccupante perché provoca la segregazione dei bambini stranieri, acuendo le differenze, quando la scuola dell'obbligo dovrebbe al contrario ridurre le diseguaglianze sociali ed etniche.

Fenomeno molto preoccupante, perché provoca anche la segregazione dei bambini italiani di ceto medio/medio alto, che in una società ora mai sempre più differenziata crescono in un’omogeneità culturale spesso autoreferenziale.

 

Noi nella nostra giornata aperta diciamo qualcos'altro, qualcosa in controtendenza, un pensiero tanto semplice quanto rivoluzionario: è stando a contatto con realtà diverse che i bambini imparano a vivere e acquisiscono un bagaglio che gli sarà utile per affrontare la società di domani.

 

Così come è il viaggiare e non il rimanere 'nel paesello' tutta la vita che accresce le conoscenze; l'imparare le lingue che sviluppa l'intelligenza linguistica; il conoscere persone diverse che implementa l'intelligenza sociale e non il rimanere tra le mura del clan famigliare; insomma, è il fare tante esperienze che amplia le competenze e non il passare giornate tutte uguali.

 

Non vogliamo dire che è la scuola perfetta, ma che insegna un’apertura mentale e un’abitudine alla differenza come poche altre, e in quanto al rendimento scolastico, i risultati per i bambini italiani nei test Invalsi di quinta sono nella media cittadina.

 

Magari non tutti all'inizio ne sono convinti, ma basta un anno in questa scuola per coglierne la ricchezza e la potenzialità. E lo dimostra l'impegno e l'entusiasmo dei molti genitori, sempre di più, che partecipano alla vita della scuola.

Infatti alla Cadorna non solo si organizza il classico open day "istituzionale", ma anche diversi sabati aperti per offrire a tutti la possibilità di visitare la scuola, un'occasione per incontrare il quartiere e fare festa con un programma molto ricco di spettacoli, laboratori, merenda e il nostro mitico mercatino di abiti "vestibimbo".

Farci conoscere significa anche raccontare i tanti servizi che la scuola offre: corsi sportivi e musicali tutti i pomeriggi, il potenziamento dell'inglese con un maestro madrelingua un'ora alla settimana durante l'orario scolastico, il coro, gratuito e gestito nientedimeno che dal “Sistema Orchestre e Cori Giovanili e Infantili”, importato in Italia dal maestro Abbado, che è entrato nella nostra scuola già un anno fa, il servizio babysitting durante le riunioni di classe per favorire la partecipazione. 

 

Ecco, nel sabato aperto della nostra scuola vorremmo che le famiglie entrando in contatto con questa comunità, vivace, allegra, stimolante, trovino conforto alle loro paure. Perché noi crediamo che una scuola come la nostra sia davvero formativa: educa i nostri figli alla differenza. Li prepara alla vita. 

 

Articolo realizzato dai genitori dalla commissione intercultura della scuola Cadorna di Milano per il blog Sesamo didattica interculturale.

Foto: Vasco Dell'Oro

 

 

 

 

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