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Quanto è importante il gioco per i bambini?

di mammenellarete - 13.07.2009 - Scrivici

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Il gioco costituisce l'attività primaria del bambino e lo tiene occupato pienamente per tutta la sua giornata. L’attività ludica, come sosteneva Bruner, è una cosa seria, è per il piccolo come è il lavoro per gli adulti. Grazie al gioco il bambino inizia ad esplorare, a conoscere un nuovo mondo, ad avere il rispetto per gli altri ed imparare l’uso delle regole. Molti sono gli studiosi che hanno teorizzato l’argomento gioco ed approfondito questa materia venendo a contatto con il bambino ed analizzandolo nella pratica. Piaget, ad esempio, ha individuato due fasi caratterizzate dal gioco: - Gioco percettivo motorio che avviene tra i 12 e i 18 mesi; - Integrazione gioco simbolico con le attività percettivo- motorie che avviene tra i 18 mesi sino ai cinque anni. Grazie al gioco il bambino comincia lo sviluppo su vari fronti.

Sviluppo affettivo

Comincia a svilupparsi già dal primo anno di vita quando gioca con il suo corpo, con quello della mamma e prova stupore per gli oggetti e i movimenti che lo circondano. Prova piacere anche nel ripetere sempre le stesse azioni. Con il passare del tempo acquista sempre più padronanza del corpo e delle sensazioni che possono scaturire dalle azioni del gioco: il piacere, il benessere emotivo.

Comincia, attorno ai tre anni, a svolgere giochi di socializzazione e comincia ad imitare i genitori, utilizzando i loro vestiti: come sosteneva Freud, questo è il periodo in cui si sviluppa la fase edipica e si diverte proprio imitando mamma e papà.

Intorno ai quattro, cinque anni il piccolo comincia a dare un senso alla punizione e alla proibizione sviluppando, nel gioco, quello che sente internamente. Arriva il periodo dei giochi di gruppo, fino ai 10 anni, in cui il bambino si sente responsabile di se, deciso e comincia a prendere sul serio le regole che diventano funzionali per l’attività ludica stessa, infondendo il senso di rispetto degli altri.

Sviluppo cognitivo

Il gioco è davvero un’ attività seria, perché favorisce lo sviluppo cognitivo del bambino, già dai primi mesi di vita: il piccolo comincia a conoscere, sperimentare, a comportarsi, a muoversi, a stare concentrato, ad allenare la memoria. Tutte attività che svilupperà pienamente con il tempo.

Il bambino, inoltre, assimila informazioni ed è in grado di rielaborarle e di esprimerle perché, essendo un’attività piacevole, offre la possibilità di esprimersi in modo spontaneo e più naturale possibile.

Sviluppo sociale

Sicuramente è una delle funzioni più importanti del gioco: il bambino ha a che fare con altri bambini che non conosce, impara a difendersi, a farsi vale e a conoscere tutti quei comportamenti altrui che servono ad integrarlo nel gruppo e a confrontarsi con se stesso.

Questa fase di gruppo arriva pian piano. Si dà prima spazio, nei primi mesi di vita, al gioco individuale con cui il piccolo comincia a prendere confidenza con il suo corpo; dopodiché, vi è il gioco parallelo: i bambini si aiutano a vicenda, ma ancora non fanno del tutto gruppo, questa fase “finale” che si realizza prettamente intorno ai 6/10 anni. Giocare sviluppa la mente e favorisce lo sviluppo del piccolo a 360°. Non bisogna preoccuparsi se il piccolo gioca per svariato tempo, soprattutto in questo periodo estivo, giocare è una cosa seria e se realizzata con coetanei, aiuta meglio a confrontarsi e capire se stessi.

Quali giochi inventi per sviluppare la conoscenza e la curiosità del tuo piccolo? Dillo sul nostro forum!

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