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Quando i bambini si toccano i genitali

di mammenellarete - 18.03.2009 - Scrivici

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Quando i bambini cominciano a crescere compiono delle azioni che nascono  un significato legato alla sfera sessuale, come il gesto di alzarsi la  maglia e mostrare il pancino. Questi atteggiamenti celano un concetto, ma alcuni comportamenti esprimono in modo evidente delle intenzioni. I bambini, quando giungono già dall’età di sei mesi, cominciano a scoprire la presenza dei loro genitali e a provare piacere nel toccarsi. In alcuni casi si potrà vedere il bambino che strofina un peluche sulle parti intime, oppure appoggiato con i genitali sul bracciolo della poltrona. Se il gesto non gli verrà impedito comincerà a sperimentare alcuni giochi autoerotici che serviranno anche a conoscere meglio il suo corpo.

Il toccarsi è un gesto che lascia provare piacere al bambino, come succhiare il pollice. Molti genitori, quando si accorgono di questi gesti del bambino, tendono a vietarli perché li considerano una cosa da grandi e che un piccolo non può fare: è un gesto da nascondere, sporco per un bambino. Per tale motivo, il bimbo tenderà a nascondersi quando vorrà toccarsi e comincerà a dare un’interpretazione trasgressiva al suo atteggiamento, lo avvertirà come un senso di colpa perché è qualcosa che il genitore ha vietato e che lui sta comunque compiendo.

La mossa ideale che una mamma o un papà dovrebbe adottare è quella del “far finta di nulla”, far finta di non guardarlo per lasciarlo libero di fare e sperimentare ed, anche, imparare a conoscere il proprio corpo e le sue esigenze. Anche cercare una soluzione nella spiegazione non è la cosa giusta: parlare al bambino in modo spassionato quando a lui pare di non aver fatto nulla, può anche creargli confusione mentale.

La verità sta sempre nel mezzo. Quindi un genitore dovrebbe anche ricordare i suoi atteggiamenti a riguardo, quando era lui un bambino, cosa gli creava imbarazzo e comportarsi di conseguenza. Sicuramente non aiuta mettere il bambino in imbarazzo e sgridarlo ogni volta che viene colto in flagranza. Magari gli si può andare incontro cercando di spiegare che alcune cose sono intime e non vanno fatte vedere dagli altri. In questo modo comincerà a riconoscere la differenza e a capire l’importanza di tale gesto.

Se crescendo si avverte un atteggiamento troppo frequente di masturbazione nel bambino, allora è bene capire se è diventato un gesto compulsivo che può anche allontanarlo dal compiere altre azioni di piacere, come quelle riguardanti la sfera sociale. Il bambino tende ad isolarsi per provare un piacere autonomo e bisogna anche capire se lo fa in luoghi non adatti (magari a scuola), oppure se lo compie solo per provocarsi un dolore fisico.

Quando la masturbazione si presenta con alta frequenza, essendo questa una compensazione di auto gratificazione, è bene capire per quale motivo il piccolo lo faccia spesso; se questo suo gesto è legato alla mancanza di piacere in altre cose. E poi, la ricerca del piacere sessuale autonomo, esercita un’azione sedativa sugli stati d’ansia. Quindi è bene cercare di capire ciò che preoccupa i propri figli, cercare in profondità l’origine di questo gesto, quando è troppo ricorrente, senza essere impulsivi e rigorosi nel punirli.

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