Convulsioni e febbre

Mia figlia con le convulsioni febbrili: che spavento!

Di mammenellarete
bimba

28 Luglio 2015 | Aggiornato il 06 Marzo 2018
La mia storia risale a qualche anno fa, ma, ogni volta che ci ripenso, ricordo la forte paura che provai all'epoca e piango sempre. Un giorno, mentre ero a lavoro, mi chiamò mio fratello, dicendomi che mia figlia aveva avuto le convulsioni ed era in ospedale. 
Il mio più gran dolore è stato quello di non essere accanto a lei immediatamente, proprio quando aveva bisogno di me. Però per fortuna ora sta bene.

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Era un sabato mattina, la mia piccola Noemi aveva 2 anni e mezzo ed era un po' raffreddata. Io sono una mamma che lavora, fortunatamente, ma anche il sabato e la domenica. Quella mattina, come tutte le mattine, portai la bimba da mia suocera che badava a lei in mia assenza. Il tragitto che dovevo fare non era molto, abitiamo in due case diverse, ma molto vicine.

 

Quella mattina le dissi: " Se non vuole mangiare tanto, non insistere: ha il nasino un po' chiuso". La salutai e le diedi un bacio, in seguito andai a lavoro. Erano circa le 12. Io ero addetta all'accoglienza nel negozio in cui lavoro. Mentre lavoravo, ad un certo punto squillò il telefono.

 

Risposi e dall'altra parte udii la voce di mio fratello che mi disse: " Monica non ti spaventare, ma stiamo venendo a prenderti. Noemi è in ospedale perché ha avuto le convulsioni. Ma non ti preoccupare che sta bene". Convulsioni? Sta bene? Parole che mi ronzavano in testa...

 

Chiamai il mio responsabile dicendo che andavo via per quello che era successo, e, con la divisa che avevo indosso, presi la borsa e scappai via. Trovai fuori mio fratello con mia suocera ed il suo compagno, che mi raccontarono cosa era successo. Mio marito, che fa il camionista, rientrando in casa, aveva sentito sua madre chiamare la bimba una volta, due volte. La terza volta aveva notato un tono diverso di voce: era corso in casa da lei e aveva trovato la bimba tra le sue braccia, rigida, bianca, con gli occhi girati all'indietro. Mia suocera gridava: "E' morta, è morta".

 

Mi dissero che, dopo aver chiamato il 118, l'istinto era stato quello di salire in macchina e di portarla all'ospedale Misericordia. Cosa sbagliata, poiché in questi casi non bisogna mai allontanarsi dall'abitazione. Per fortuna mio marito aveva trovato sulla strada l'ambulanza e i dottori avevano prestato i primi soccorsi al mio piccolo angelo. Le somministrarono il Microspam per rilassare i muscoli.

 

Arrivata in ospedale, trovai la piccola distesa su un lettino in una stanza del pronto soccorso, con gli occhi chiusi, dei medici intorno a lei e il mio compagno quasi in lacrime. Mi si gelò il sangue nelle vene. Vissi frazioni di secondo che mi sembrarono un'eternità, finché una dottoressa mi disse: "Signora, stia tranquilla poiché la bimba sta solo dormendo. L'abbiamo un po' sedata."

 

Aveva la febbre alta poco più di 37. Ci portarono in stanza e verso le 17 la febbre salì a 39 e più. Ci spiegarono che a volte le convulsioni possono venire per febbre alta oppure a causa di una febbre che, non riuscendo a "sfogare", può creare queste situazioni.

 

Ci dissero che la bimba non avrebbe ricordato nulla, che per quei 20 lunghissimi minuti il suo cervello era andato in "black out" e che per tutta la sua vita non avrebbe avuto il minimo ricordo di ciò che le era successo. Quando infatti si svegliò, mi chiese dove eravamo e dove era la nonna, perché le doveva dire dove si trovava. Quello era il suo ultimo ricordo, la nonna che la chiamava per chiederle dove si trovasse.

 

Stava meglio, chiese anche di mangiare. Io decisi di uscire a prendere un po' d'aria anche per avvisare i miei genitori, che abitano lontano da noi, di ciò che era successo. Chiamai mia madre e le dissi in un pianto disperato: " Noemi ha avuto le convulsioni ed io non ero con lei, aveva bisogno di me ed io non c'ero".

 

Questo è il mio più gran dolore: mia figlia aveva bisogno di me ed io non ero con lei. Mio marito e mia suocera mi dissero di aver perso "dieci anni di vita" vedendola in quella stato e io ci credo. Dopo ho sempre avuto molta paura perché temevo potesse accadere di nuovo.

 

Ora la mia principessa ha sei anni. Dopo questo evento, tutte le volte che siamo usciti anche solo per prendere un gelato, io avevo in borsa il "Microspam", oltre a una vera prescrizione medica, e, se per caso qualche volta lo dimenticavo a casa, tornavo indietro a riprenderlo. Altrimenti trascorrevo la serata in ansia e angoscia.

 

Ci hanno detto che il rischio più grande è fino ai 6 anni, ma io preferisco portare le medicine con noi quando usciamo. Sono trascorsi 4 anni ormai e per fortuna non è più successo nulla, ma ripensando a quei giorni mi si stringe ancora forte il cuore, piango e sento forte il senso di colpa. Maledetti soldi, maledetto lavoro!

 

Come ogni mamma avrei voluto essere con lei ed abbracciarla forte a me. Ogni tanto le viene in mente e mi chiede: "Mamma ma ti ricordi quando eravamo insieme in ospedale? Ma perché ero li?" Io le rispondo: "Perché avevi la febbre molto alta amore e non riuscivamo a farla scendere". Quando sarà più grande le racconteremo tutto.

 

di mamma Moni

 

(storia arrivata all'email della redazione di Nostrofiglio.it) 

Guarda anche il video sulle convulsioni febbrili

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