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Mamma full time, la mia scelta

di Nostrofiglio Redazione - 28.05.2013 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Affidare mia figlia a un'estranea? Proprio non me la sentivo. Sempre malata al nido? Vederla solo dopo il lavoro? No, non lo avrei sopportato. Potrei sembrare estrema ma ho fatto la mia scelta: quando è nata mia figlia ho smesso di lavorare.

Non appena finiti gli studi, ci ho tenuto ad essere economicamente indipendente per poter realizzare il mio progetto di vita. Contando sulle nostre forze, io e mio marito abbiamo preso i nostri piccoli sogni e per quanto possibile, realizzati, tante volte con piccoli compromessi.

Ora con l' arrivo di un figlio dovevo concretizzare un pensiero che da sempre mi ero posta come condizione: con un figlio avrei smesso di lavorare.

Era mio desiderio essere presente a tutti i suoi momenti fin dai primi giorni, farmi carico della sua educazione, non delegare a altri familiari, il peso della mia scelta, gravandoli dell' educazione di mio figlio.

La vita e fatta di ruoli e io avevo scelto quello di madre ed ero cosciente e consapevole di quello che stavo facendo.

L'idea della soluzione, baby sitter, poi non mi sfiorava nemmeno.

Affidare una piccola stellina ad un'estranea, che nella migliore ipotesi l'avrebbe parcheggiato davanti alla tv, proprio non mi andava.

Il nido, per vederla dopo il lavoro, io stanca e lei perennemente ammalata.

Potrei sembrare troppo estrema nel mio modo di descrivere le mie scelte, ma io sono così , mi assumo le responsabilità delle mie scelte.

Sì, è vero, se fossi stata obbligata a lavorare, non avrei fatto figli.

Ero io quella che doveva essere guardata come colei che condivideva con il piccolo cucciolo d'uomo le giornate.

Non nascondo che i primi tempi sono stati faticosi, passare da lavoratrice full time a mamma full time non è stato né semplice né indolore.

Passare da trucco e parrucco prima di uscire, a pannolini puzzolenti e notti insonni non è stato semplice.

Momenti di tensione anche per le finanze ristrette, erano ricorrenti, ma era la strada giusta.

Avrei voluto anche io cercarmi l'alibi della necessità economica per evadere, uscire, vivere, fuori da quel mondo che era diventata la mia casa.

Ma ormai ero una mamma, e quell'esserino che mi allungava le mani per sentirsi protetto dal mio abbraccio, che aspettava con ansia il momento dell'allattamento come condivisione di un qualcosa solo nostro, che con i suoi primi vagiti ha portato la commozione nei miei occhi.

Il bilancio familiare ne ha risentito, è vero. Proprio quando le spese aumentavano, vedi pannolini, pediatra ecc

Ma ci siamo stretti come sempre e siamo andati avanti.

Ho visto e vedi i nonni fare i nonni, non sentirsi rimproverare perché il piccolo ha dormito troppo il pomeriggio, oppure della poca attenzione prestata mentre scendeva le scale ed è caduto.

No, li vedo giocare, viziare, coccolare la piccola peste, che soddisfatta li adora.

Non sono pentita della mia scelta e posso affermare con immenso orgoglio che è tutto merito mio.

Non mi metto per questo su un piedistallo, anzi, rispetto chi fa scelte diverse e questa è solo la mia testimonianza, la mia scelta.

Storia vera di L.S.

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