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L'obesità infantile

di mammenellarete - 16.06.2009 - Scrivici

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L’obesità infantile è un fenomeno che si sta diffondendo soprattutto negli ultimi anni. L’incidenza aumenta a causa della cattiva alimentazione, dello stress dei genitori che si riversa su quello dei figli e a causa dell’incapacità di mamma e papà di gestire gli orari e controllare i propri bambini per impegni di lavoro. La soddisfazione della mamma, si sa, sta spesso nel vedere il figlio nutrirsi. Non a caso le prime preoccupazioni materne sorgono proprio quando il piccolo rifiuta il cibo, importante per la crescita. Gli errori inconsapevoli delle mamme sono tanti, come ad esempio, quello di dare il seno al piccolo ogni volta che piange per quietarlo, anche quando il piccolo non ha bisogno di mangiare ed ha da poco finito la sua poppata. Si introduce cibo su altro cibo anche quando non è necessario. L’obesità è una patologia clinica che conduce all’affaticamento del cuore ed è spesso la fonte dello sviluppo di altre patologie. Cosa devono sapere i genitori?

Nella pratica: si introducono più calorie di quante ne abbia bisogno l’organismo del piccolo e di quante ne consuma. Un bambino è obeso quando il suo peso supera del 20% quello ideale, è in sovrappeso se si supera del 10-20%. I principali fattori di rischio

Alimentazione.

Un’iperalimentazione nei primi due anni di vita causa, innanzitutto, un aumento del volume e del numero di cellule adipose, da adulti si avrà quindi una maggiore predisposizione all’obesità e maggiore difficoltà a perdere peso o a mantenerlo nei limiti perché si può ridurre la dimensione delle cellule ma non eliminarle.

L’impeto della fame e la ricerca di cibo del bambino, viene spesso interpretato positivamente dal genitore che incentiva anche a mangiare, in effetti un bambino più cicciottello ispira più simpatia di uno magro. In questi casi, il piccolo mangia tanto ed in maniera sregolata, senza un criterio e molte volte il frigo è pieno di merendine e snack, ricche di grassi nascosti e calorie. Le bevande gassate sono l’altro tabù perché eccessivamente zuccherine e sono, spesso, insostituibili per un bambino, soprattutto in estate dopo una grande sudata.

Sedentarietà

Uno dei maggiori fattori di rischio è proprio la sedentarietà. I bambini sono spesso accompagnati in macchina dai genitori che devono sbrigarsi per andare a lavoro e vogliono, quanto prima, parcheggiare il piccolo a scuola, come dai nonni o a casa di qualche amico . A volte anche l’assenza dei genitori che lo costringono a stare in casa con la tata, inducono un minore movimento corporeo: il bambino preferisce stare davanti alla TV e giocare con la play station , piuttosto che giocare per strada con gli amici o praticare qualche sport.

L’attività fisica è fondamentale perché oltre a far dimagrire, lo rende attivo contribuendo a ridistribuire le proporzioni tra massa magra e massa grassa. Anche una pedalata in bici va bene.

Familiarità È un aspetto davvero importante da non sottovalutare. L’obesità è spesso caratterizzata da un fattore ereditario. Inoltre, l’esempio dei genitori è importante, non si può parlare di educazione alimentare se i primi sono mamma e papà a mangiare in modo sregolato e a non seguire una dieta equilibrata.

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