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Lo sport e i bambini

di mammenellarete - 28.01.2009 - Scrivici

Quasi tutti i genitori sono concordi sull’ importanza di far praticare uno sport ai propri figli.

Uno sport davvero completo non esiste; neanche il nuoto, che generalmente è considerato tale perché non permette di passare delle ore all’aria aperta. Fondamentalmente è importante far si che il bambino abbia un approccio al movimento generale.

Il periodo migliore per cominciare è tra i 5 e i 7 anni.

Il bambino infatti, nell’arco di questi tre anni, subisce dei cambiamenti: verso i sei anni il bambino può giocare in modo aggressivo, anche fare a botte, ma è questo il suo modo di socializzare, di creare relazioni. Progressivamente impara a conoscersi, sia fisicamente che mentalmente, a desiderare di distinguersi dagli altri, di essere considerato e rispettato. Verso gli otto anni si affiderà molto di più ai modelli che ha a disposizione.

L’allenatore, ad esempio, è una figura importantissima, da cui dipende molto dell’esperienza motoria del bambino. Spesso si tende ad assegnare allenatori “junior” ai bambini e “senior” ai grandi, mentre sarebbe opportuno affidare i più piccoli ad un allenatore preparato a livello professionale e anche, e soprattutto, consapevole delle fasi di crescita del bambino dal punto di vista emotivo e corporeo. Attraverso l’attività sportiva, infatti, si soddisfano diverse esigenze, sia a livello fisico, sia a livello psichico e sociale.

Per il bambino deve essere principalmente un’occasione di divertimento. Si suggerisce di far praticare uno sport di squadra.

Il bambino impara così ad inserirsi in un gruppo e ad interagire con esso. In più, l’agonismo aiuta il bambino a scaricare l’aggressività, che viene “dirottata” verso la competizione e lo sforzo fisico. Nello sport individuale, invece, si enfatizza il raggiungimento dell’obiettivo, che dipende esclusivamente dal soggetto. L’ansia di fallire, di sbagliare, potrebbe essere troppo stressante per un bambino. Lo stesso vale per lo sport a livello professionale e specialistico: meglio ritardare il momento in cui il risultato sarà più importante di tutto il resto. Potrebbe sentire il desiderio, ma anche l’angoscia, di rendere fieri i familiari o l’allenatore. Inoltre, è importante inoltre capire se è davvero il bambino a desiderare di fare dello sport, perché se così non fosse, sarebbe sicuramente un’occasione di stress.

Forse è ancora presto per la piccola Margherita. Lei è in piscina con Enzo, che le fa un piccolo scherzo e si tiene a galla con i suoi braccioli! Chissà quale sport deciderà di fare quando sarà più grande... Vai al video per commentarlo e condividerlo!

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