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L'infanzia non è una gara. E neppure una competizione tra mamme

di Lisa Sorrentino - 20.03.2014 - Scrivici

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L'infanzia non è una gara a chi fa prima qualcosa rispetto a un altro, ma una fase delicatissima della crescita. C'è sempre una sorta di competizione tra le mamme, ognuna si informa dei progressi del figlio dell'altra ed è attraverso queste conversazioni che l'infanzia si trasforma. "Il mio a 10 mesi camminava, il tuo ne ha 13 e ancora non si tiene in piedi." Mentre la prima si pavoneggia dei progressi del figlio che

casomai non dipendono neanche da lei, ma dalle attitudini del figlio, l'altra si rammarica e si sentemortificata dell'immaturità del proprio bimbo.

 

Questa sorta di competizione insita in ogni mamma, che considera il proprio figlio come il migliore in assoluto, viene alimentata anche dai signori pediatri che di continuo, finiscono per condizionarci l'esistenza con quelle benedette "tabelle di crescita".

 

A mio parere sono troppo generiche perché non tengono conto di tante variabili, da quelle genetiche a quelle alimentari (un bambino allattato può avere un incremento ponderale diverso da uno che non lo è).

 

Poi si chiedono perché spesso o si sentono ripetere: "Dottore, perché mio figlio non pesa quanto il cuginetto della sua stessa età?"

 

Un incontro tra mamme finisce per diventare uno scontro tra avversari inconsapevolmente a confronto.

 

Invece di discutere su metodi educativi si stila una classifica su chi ha fatto prima questo e chi quello, chi mangia più chi meno, ecc

 

Il problema nasce quando la mamma finisce per perdere di vista l'unico criterio valido per la valutazione del proprio piccolo: ogni bambino è unico e ha tempi e modi personali che assolutamente non vanno a condizionare i risultati finali.

 

Una mamma che influenzata da questa gara finisce per forzare il proprio piccolo a fare passi che non è ancora pronto a fare, influendo negativamente sulla sua autostima, infliggendogli una sconfitta se si tratta di fisicità, di rovinare il suo rapporto con il cibo se si tratta di alimentazione.

 

Lei non sarà una mamma cattiva solo perché il figlio non è come l'amichetto, e questo è un concetto base.

 

Perché a monte noi mamme siamo delle insicure, proprio perché vorremmo il meglio per i nostri figli e ai nostri occhi loro sono il meglio, ma devono essere lasciati liberi di manifestare la loro individualità, anche quando saranno più grandicelli.

 

La vita non è una gara, ma una lunga strada fatta di piccoli traguardi.

 

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