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Lascio mia figlia: la abituo a stare con i nonni

di Viviana - 21.05.2013 - Scrivici

Spero che nel suo piccolo, questa storia sia uno spunto per chi si sta isolando troppo o per chi deve trovare il modo per far vivere serenamente al proprio figlio il distacco naturale che ,come ho constatato da sola, è stato solo positivo, dato che i nonni stanno dando alla piccola un bagaglio di emozioni e ricordi che non possono farle altro che bene.

di Viviana

Prima o poi capita a tutte le mamme di dover lasciare il figlio per la prima volta con altre persone.

C'è chi lo fa da subito dopo la nascita del piccolo, chi lo fa con tranquillità anche perché ha molta fiducia nella persona che si occuperà del bimbo in sua assenza, chi aspetta il più possibile prima di lasciarlo e lo fa solo per emergenze, chi vive questa cosa con estrema ansia e addirittura sviluppa gelosia.

Ognuno ha un modo diverso di affrontare e vivere questa esperienza.

Oggi vi racconto come l'ho vissuta io.

Quando mia figlia è nata ho vissuto un periodo in cui ero fragile e sentivo un fortissimo bisogno di dimostrare che potevo farcela da sola.

Non volevo che qualcuno un giorno potesse dirmi: "se non ci fossi stato io come avresti fatto"? O ancor peggio che mi rinfacciasse l'aiuto che mi aveva dato.

Questo mio modo di reagire era dovuto soprattutto al mio stato d'animo iniziale, stavo conoscendo nuovi volti di me stessa che non avevo mai visto!

La bambina si è abituata a stare sempre con me, ma comunque non amava stare con altre persone anche solo in braccio e ciò non alimentava il mio desiderio di lasciarla con altri.

Mi son sempre detta: finché non mi serve davvero io non la lascio con nessuno! Poi sono arrivati i primi momenti di bisogno.

Ma la bambina non voleva nessuno, solo la mamma, gli altri li accettava solo in giro, allora quando mi è servito la prima volta, purtroppo in occasione del funerale di un caro amico, ho fatto venire mia madre che è rimasta fuori dalla chiesa con la bimba urlante sul passeggino.

Successivamente ho avuto ancora bisogno, esami e visite mediche a cui non potevo portare la piccola,ogni volta mia madre la teneva fuori sul passeggino e passeggiava con lei, ma per me era un tormento perché la bimba appena mi allontanavo iniziava a disperarsi e singhiozzare.

Poi mi veniva riferito che si calmava dopo un po', ma quando tornavo da lei si avvinghiava a me e non voleva neanche che io mi mettessi a guidare, voleva solo starmi in braccio e mi dovevo fare tutta la giornata tenendola in braccio o vedendola piangere se non la accontentavo….

Questo atteggiamento stava diventando un problema.

Prima di tutto, il mio periodo di fragilità emotiva era passato ed ora ragionavo lucidamente sul fatto che era giusto che la bimba stesse anche coi nonni e si creasse degli spazi senza avere sempre la mamma incollata. Inoltre dovevo ricominciare a lavorare anche se saltuariamente.

Subentrava anche il fatto che i parenti più stretti si sentivano "offesi" dai continui rifiuti della bimba nei loro confronti.

Forse in parte ero responsabile io per non averla abituata da subito, forse c'era anche una certa dose di suo carattere, ma bisognava fare in modo che iniziasse a capire che la famiglia non sono solo mamma e papà.

Ed anche per farle accettare il papà c'è voluto molto lavoro, non voleva stare sola neanche con lui!!!!

Sono fortunata ed ho un lavoro che mi permette di fare gli orari che voglio e di starci quanto voglio, quindi le prime volte che andavo al lavoro facevo venire i miei genitori in casa mia, salutavo la bimba ed uscivo, lei urlava e si disperava.

Io tornavo dopo un'oretta e la trovavo gonfia di pianto ed i nonni disperati che non erano riusciti a farle fare nulla per distrarla.

Io andavo al lavoro con una pietra nel cuore e cercavo soluzioni.

Poi mi è venuta l'illuminazione: bisogna cambiare del tutto ambiente.

La porto io da loro!

Ho fatto così, lei quando me ne andavo piangeva come un vitello, ma poi i miei mi hanno detto che lì si divertiva e giocava.

Il piano era valido, bisognava solo lavorare sul momento del distacco.

Abbiamo provato un passo ulteriore: i miei venivano a prenderla a casa e la riportavano.

Questo ha funzionato!

Andava via col sorriso e mi diceva: tu stai qui.

Evidentemente nella sua testa era tranquilla perché sapeva dove restavo io, anche se in realtà poi andavo al lavoro, ma lei mi lasciava in casa e mi ci ritrovava al suo ritorno, dai nonni si divertiva ed ha iniziato a chiedere lei stessa di poterci andare.

Ora vorrebbe sempre andare dai nonni che la portano a dare le carote all'asino, la fanno giocare in giardino, la fanno giocare e sporcare con farina, pane grattato e chi più ne ha più ne metta e la viziano come è giusto che facciano dei nonni, anche se la mamma ha il compito di dire che non bisogna viziare troppo…

Certo, momenti difficili ed incomprensioni ce ne sono state, come quando, anche se la bimba doveva seguire cure ed un'alimentazione ben precisa, i miei le davano di nascosto da mangiare cose che non poteva neanche vedere. Li ho sgridati, ci sono rimasti male, ci siamo chiariti, insomma, sono incidenti di percorso che capitano.

Tutto sta nel tenere duro, capire quali sono le esigenze del proprio figlio e ammettere i propri errori.

Poi ci sono bimbi che non hanno nessunissimo problema, forse per carattere, forse per bravura delle loro mamme che non li hanno isolati.

Ci sono mamme che rideranno leggendo delle mie ansie nel lasciarla coi nonni o mi criticheranno per averla tenuta isolata all'inizio dicendo che ho pagato le conseguenze del mio sbaglio.

Certo! Ma si sa,"non si nasce imparati".

Poi ci sono mamme che diranno di aver vissuto ancora peggio questo distacco e di essere gelose di chi tiene il bimbo e dell'affetto che il piccolo sembra maggiormente dimostrare per gli altri piuttosto che per la mamma, ognuno la vive a modo suo, spero solo che nel suo piccolo, questa mia storia sia uno spunto per chi si sta isolando troppo o per chi deve trovare il modo per far vivere serenamente al proprio figlio il distacco naturale che come ho constatato da sola è stato solo positivo, dato che i nonni stanno dando alla piccola un bagaglio di emozioni e ricordi che non possono farle altro che bene.

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