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La scelta dell’apparecchio ortodontico

di mammenellarete - 11.10.2011 - Scrivici

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La conoscenza dei diversi tipi di apparecchio per i denti è utile a comprendere meglio il difetto dentale del bambino e quali rimedi siano possibili. Quando si pensa all'apparecchio ortodontico, la prima immagine che viene in mente è probabilmente un insieme di fili metallici e placchette, il cui utilizzo è associato a difficoltà nel parlare e nel mangiare, oltre a piccoli e grandi sacrifici da sopportare in vista di un sorriso armonico e gradevole. ASIO propone per un attimo di superare questo stereotipo largamente diffuso e di concentrarsi sul significato dell'apparecchio ortodontico e sulle molteplici funzioni che può svolgere.

In un periodo di crescita ed evoluzione continua della bocca, come quella che interessa un bambino dai 6 anni in su, è bene identificare subito le tipologie di apparecchio disponibili e quale sia il trattamento più adatto al bambino.

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Esistono differenti tipologie di apparecchio:


  • apparecchi di tipologia funzionale: influenzano la crescita di ossa e muscoli della bocca, e che agiscono sulla posizione della mandibola e sulla stimolazione dei muscoli;
  • apparecchi di tipologia ortodontica: spostano i denti senza agire su ossa o muscoli, ma applicando forze cosiddette ortodontiche che allineano i denti nelle posizioni desiderate;
  • apparecchi di contenzione: servono a mantenere i denti nelle posizioni raggiunte, impedendo la recidiva, ovvero il fenomeno per cui la dentatura tende a ritornare nelle posizioni precedenti l'inizio del trattamento.


  • trattamento preventivo: si effettua molto precocemente, a partire dai 4 anni di età il bambino può essere controllato e si può effettuare il trattamento anche in presenza dei soli denti da latte, allo scopo di correggere eventuali digressioni del processo di crescita;
  • trattamento intercettivo: si esegue nel bambino in dentizione mista, serve per mettere l’occlusione in condizioni di svilupparsi correttamente. Con il trattamento intercettivo si tenta di intercettare il problema prima che esso si realizzi del tutto;
  • trattamento funzionale: utilizza forze muscolari endogene (interne) e forze di alcune funzioni (come ad esempio la deglutizione) per fini terapeutici. Si effettua con il paziente in crescita utilizzando il più delle volte dispositivi mobili;
  • trattamento ortopedico: adotta forze esogene (esterne) di entità efficaci per stimolare o inibire l’attività di crescita delle suture scheletriche cranio facciali. Le forze impiegate sono spesso rilevanti ed applicate con dispositivi fissi.

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E’ bene quindi informarsi dal proprio specialista in ortodonzia di fiducia per conoscere i diversi tipi di trattamenti ortodontici esistenti, e comprenderne le finalità di questi strumenti, che giocano un ruolo fondamentale nel raggiungimento di un sorriso sano e bello.

Foto: Flickr

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