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La corsa in ospedale con mia figlia

di Viviana - 10.06.2013 - Scrivici

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Io gli dico di misurarle la febbre: 39,2°! Ma come?? Dopo circa un quarto d'ora inizia a piangere forte forte ed urla portandosi le mani sul petto all'altezza del cuore. Insieme esclamiamo: "Andiamo all'ospedale, presto!" Questo è il racconto della nostra corsa al pronto soccorso.

di Viviana

 

Succede così, all'improvviso. Il giorno prima la bimba aveva la febbre alta, ma la notte è stata senza febbre e la mattina anche. Si resta a casa perché comunque la temperatura è sui 37°. La bimba chiede di fare il pane con me, la accontento. Adora fare il pane da quando all'asilo glielo hanno insegnato.

 

Siamo lì, lei versa la farina, l'acqua tiepida, l'olio e il sale, io impasto e lei mi aggiunge la farina su richiesta. Poi le do un pezzo di impasto ed inizia ad impastare anche lei, bella contenta, ma ad un certo punto diventa pallida e con una vocina sottile mi dice: "Mamma, io sono stanca, non ti aiuto più." Chiama il papà, si fa aprire il rubinetto e si lava le mani e si va a sedere sul divano accanto a lui.

 

Io gli dico di misurarle la febbre: 39,2°! Ma come?? Fino a poco fa non ne aveva! Diamole la tachipirina. Lei la prende senza troppe storie.

 

Dopo circa un quarto d'ora inizia a piangere forte forte ed urla portandosi le mani sul petto all'altezza del cuore. Io e mio marito ci fissiamo due secondi spaventati, nei nostri occhi e nei nostri cervelli lo stesso pensiero: la nonna della bimba è cardiopatica dalla nascita ed al momento è ricoverata in attesa di un'operazione al cuore, la bimba ha il soffio al cuore.... insieme esclamiamo: "Andiamo all'ospedale, presto!"

 

Io mi strappo di dosso i vestiti infarinati e li lancio qui e là per casa, mi metto le prime cose pulite che trovo, raccolgo i documenti medici di mia figlia con i referti delle visite cardiologiche e in due secondi sono pronta, copriamo la bimba, il papà scende a prendere la macchina e scendiamo anche io e lei in braccio a me che urla e piange.

 

Io volevo chiamare l'ambulanza, loro se è veramente un problema di cuore, sono attrezzati e pronti, noi in auto no, ma lei si è spaventata quando l'ho detto e piangeva ancora di più, così per farla stare calma le abbiamo detto: "Andiamo in auto".

 

Dopo pochi metri in auto, però ci siamo resi conto che non potevamo affrontare quel viaggio così, era da incoscienti, lei urlava e aveva bisogno di assistenza.

 

Ci siamo fermati alla sede della croce.

 

Una ragazza gentile al bar della sede ci ha detto che c'è sempre qualcuno lì, ma proprio quella domenica non erano coperti, mi ha chiesto informazioni ed ha chiamato per me l'ambulanza.

 

Io non riuscivo a parlare bene, non riuscivo ad articolare le parole, avevo lei in braccio che mi stringeva e piangendo mi chiedeva di farla stare bene, la mia testa impazziva, il papà era in auto ad aspettare l'ambulanza per seguirci fino all'ospedale.

 

La ragazza gentile ci ha fatte sedere e ha fatto fare silenzio agli avventori del bar che sono stati tutti molto carini a capire il momento.

 

Abbiamo atteso così l'ambulanza, è arrivata in 7 minuti che a me sono sembrati interminabili! Stringevo la mia bimba e la baciavo e mi chiedevo cosa mai aveva per stare così male ed essersi arresa a farsi portare in ambulanza.

 

Quando l'ambulanza è arrivata siamo corsi lì, ci hanno fatti salire, hanno cercato di mettere la bimba a suo agio, lei è stata bravissima perché ha risposto alle loro domande le hanno chiesto dove aveva male e si è portata la mano sul petto a sinistra, le hanno chiesto se stava male come prima e ha detto che iniziava a passare, ma che aveva mal di testa, si è lasciata misurare la pressione che era alta e siamo partiti.

 

Mi hanno detto che potevo scegliere se stare seduta davanti sul sedile o sulla barella con la bimba in braccio legate.

 

Ho scelto la barella con lei di certo non la lasciavo lì sdraiata sola. Anche se soffro i mezzi di trasporto e semi sdraiata ho sofferto tanto, non mi interessava in quel momento.

 

Lei in braccio a me si è tranquillizzata, l'ambulanza era fatta per i bimbi, aveva adesivi di nemo e lei parlando di nemo si è addormentata.

 

Il medico dell'ambulanza mi ha detto che il peggio era passato qualunque cosa fosse, ma che avevamo fatto bene a chiamare loro e a portarla a visitare perché non bisogna mai sottovalutare certe cose anche se poi si rivelassero falsi segnali.

 

Arrivati in ospedale lei era calma e bruciava, aveva la febbre altissima, l'hanno visitata, il cuore lo hanno escluso per fortuna, il soffio c'è e bisogna continuare a tenerlo controllato ma non era quello la causa del dolore e già io ed il papà stavamo meglio, era come se ci avessero tolto un macigno dalle spalle.

 

Ora bisognava capire cosa aveva.

 

L'hanno mandata a fare i raggi, io sono entrata con lei, mi hanno messo un camicione di piombo e mi hanno fatta stare lì a tenerle le braccia alzate. Le ho detto: "Sorridi perché ti fanno una foto". La mia piccola pur malata e sofferente ha sorriso davvero!

 

Poi ci hanno ricevuti di nuovo i medici che dopo aver visto le lastre hanno constatato che la bimba aveva una broncopolmonite a destra, ma ci hanno spiegato che il dolore lo si può sentire anche dalla parte opposta o addirittura lo si può avvertire come un mal di pancia.

 

Insomma, ce la siamo cavata con 8 giorni di antibiotico e 15 in casa, ma da subito la bimba è migliorata ed ora aspetta il vestito di barbie che io e il papà le abbiamo promesso per quanto è stata brava coi dottori in ambulanza e all'ospedale. Tanta paura, ma è finita bene.

 

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