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Io e il mio bambino: tanti giochi, poca tv

di Valentina Camen Chisari - 30.04.2013 - Scrivici

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Dal primo oggetto che ha afferrato ai primi passi... quanti progressi a fatto il mio bambino. I lavori domestici dovevano essere un gioco. Da sempre il mio desiderio era quello di giocare insieme, interagire con lui, imparare – lui per la prima volta, io per la seconda superata la mia infanzia! – a divertirsi con poco e in modo costruttivo.

di Valentina Carmen Chisari

 

A tre mesi e mezzo Lorenzo ha afferrato il suo primo oggetto: un mazzo di chiavi giocattolo acquistato lo stesso giorno in cui abbiamo saputo di aspettare un maschietto!

 

Da quel momento in poi i progressi sono stati all’ordine del giorno, dal riconoscimento dei suoi giochi preferiti ai volti dei familiari per arrivare al gioco del “io gattono e non mi fermo” e i suoi primi passi a 13 mesi. Quella fu un’emozione unica! Ci trovavamo a casa della nonna e fortunatamente eravamo presenti sia io che io marito … che brividi di felicità! Da sempre il mio desiderio era quello di giocare insieme, interagire con lui, imparare – lui per la prima volta, io per la seconda superata la mia infanzia! – a divertirsi con poco e in modo costruttivo.

 

L’intento era quello di evitare quanto più possibile la televisione, in passato infatti mi era capitato infatti di assistere a scene (a mio avviso, alquanto tristi) di bambini lasciati per ore davanti ai cartoni animati con lo sguardo perso nel vuoto mentre la mamma sbrigava tutte le faccende di casa. Mi ero ripromessa che io non l’avrei fatto e, a giudicare da come sono andate le cose fino ad oggi, credo di esserci riuscita.

 

I lavori domestici dovevano essere un gioco, anche quelli, così dopo pranzo ci sta che Lore prenda la scopa e poi vada a giocare con la sua (in formato mini!), rifare il letto può essere un gioco di squadra se tu tiri la coperta dal lato giusto, pelare le patate può diventare un vero spettacolo da godersi in prima fila sullo sgabello vicino al lavello; riordinare la stanza, poi, può diventare un passatempo da sballo se come sottofondo ci sta pure un balletto con la radio accesa.

 

Desideravo poi, tantissimo, che lui amasse i libri: iniziai a leggergli il primo, lui non aveva neanche un anno e, dopo alcuni giorni di lettura, sapeva già come continuava la storia nella pagina successiva; la cosa bella è che, anche senza il mio input, a volte trovo mio figlio che oggi ha 21 mesi seduto nel divano mentre sfoglia uno dei suoi libri preferiti: per me è stupendo!

 

Durante i mesi in cui sono stata in congedo da lavoro, iniziai a scrivere delle storie sulla nostra Sicilia che, un giorno, gli avrei raccontato: a poco a poco è venuto fuori un libro che, sollecitata da mio marito, ho presentato a delle case editrici e così alla fine ho pubblicato un libro di racconti per bambini! E’uno dei suoi preferiti… dopotutto è solo grazie a lui che è stato scritto! Perché diventare mamma è un sogno. Infinito e dalle mille sorprese .

 

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