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Il primo cambio di pannolino: che ricordi!

di Viviana - 08.07.2013 - Scrivici

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La prima volta che l'ho cambiata in ospedale. Che ricordi! Mi ero preparata a tutto: avevo preso le salviettine, avvicinato la spazzatura, ma poi... è capitato l'inimmaginabile! Eh sì... il primo cambio di pannolino!

Stavo riordinando il "cassetto del casino", quello che tutti abbiamo in casa, quello in cui infiliamo di tutto un po' e anche cose che non c'entrano niente le une con le altre.

Improvvisamente ne sono emersi dei fogli. Quando li ho guardati sono stata investita da una marea di ricordi e di sensazioni che non ricordavo di aver provato. Che fogli erano? Erano dei fogli che l'ospedale mi ha consegnato quando mi ha consegnato mia figlia, i pannolini e le salviette. Fogli in cui annotare quante volte faceva pipì e popò. Mai prima di allora avrei creduto che fosse necessario annotare quante volte un essere umano fa pipì e popò.

Mi ricordo che ero in camera con la bambina e la puericultrice che mi apriva sotto il naso un pannolino e lo strappava per farmi vedere dentro come diventava quando c'è la pipì, perché a volte non si vede se l'hanno fatta con questi super pannolini che assorbono anche le macchie di umidità dai muri, quindi devi aprirli e scavarci dentro come fa un cane da tartufi (nei pannolini, non nei bambini). Questi fogli mi hanno quindi riportato alla mente i primi giorni con mia figlia.

In ospedale ricordo la prima volta che l'ho cambiata. Ero lì, sola, la bimba era nella culletta trasparente con su la cicogna e accanto scritto il suo nome, aveva il pannolino da cambiare.

Io avevo attrezzato il fasciatoio dell'ospedale così come mi aveva spiegato la puericultrice: avevo tirato fuori il pannolino e le salviettine, mi ero portata vicino il sacco dell'immondizia e potevo iniziare.

Ho preso la bambina, quel minuscolo insieme di ossicine delicate, l'ho posata sul fasciatoio ed ho aperto la tutina, sono uscite fuori quelle gambette minuscole da ranetta, avevo paura a toccarle, paura di distruggerle con le mie mani inesperte. Eppure la puericultrice se la rigirava nelle mani come se fosse un pallone da basket...

Ho guardato bene prima di aprire il pannolino, ho osservato come era messo per tenere fuori il cordone ombelicale in modo che non entrasse in contatto con le schifezze del pannolino. Bene, ora potevo iniziare. Ho aperto il pannolino, ho pulito la zona con le salviette, delicatamente da davanti verso dietro come mi avevano spiegato di fare per le femminucce, poi ho sollevato quei piedini che chiamare piedini era anche troppo, ho tirato via il pannolino sporco e l'ho buttato e ho preso quello pulito. L'ho aperto e poi mi sono accorta del tremendo dramma: dove stavano le cartine adesive da staccare???? Io ricordavo i pannolini che mia madre metteva a mia sorella nel 1981, c'erano le due alette adesive, tu staccavi la cartina ed appiccicavi. Io non la vedevo la cartina. Oddio, il pannolino era difettoso, come potevo fare?

Non capivo come metterlo e come farlo restare fermo. Possibile che mi avessero dato robaccia simile? E la bimba era lì che urlava sgambettando furiosamente, io guardavo lei e guardavo il pannolino maledicendolo. Niente,dovevo citofonare al nido e farli venire in mio soccorso. Ho chiamato e mi hanno chiesto di cosa avevo bisogno.

Avevo in braccio la bimba che urlava col pannolino che tenevo su alla bell'e meglio e gli ho detto con voce stridula: "Dovete aiutarmi a mettere il pannolino, non trovo l'adesivo!" L'infermiera è arrivata con viso paziente e anche con un'aria che voleva dire: "Ecco una povera demente". Ha preso il pannolino che io credevo difettoso e davanti a me ha staccato ed attaccato le due striscette che ho scoperto così essere autoadesive! Credo di aver attraversato tutti i colori dell'arcobaleno prima di essere diventata di un rovente rosso acceso.

Mi sono prodigata in diecimila spiegazioni sul fatto che gli ultimi pannolini che avevo visto nella mia vita risalivano al secolo scorso e che erano i primi in commercio, quelli ancora pubblicizzati da Susanna Messaggio con l'ippopotamo... che la mia vita fino ad allora piena di aperitivi, discoteche, serate mondane, non contemplava che io entrassi in contatto con pannolini e con esseri indossanti pannolini. Lei era già fuori dalla camera che scuoteva dolcemente la testa. Che figura!!! Bene, iniziavo proprio bene!

Da allora ho avuto molte esperienze raccontabili e non coi pannolini e coi cambi di pannolini.

Ricordo che a mia figlia piaceva un sacco fare la popò a spruzzo appena aprivo il pannolino e che molte volte mi trovavo a dover pulire in terra e cambiarmi il pigiama alle due di notte.

Ricordo sempre quella paura di spezzare la bambina con movimenti sbagliati che via via sono diventati più svelti decisi e sicuri. Ricordo la sua testa ciondoloni e i body che non si allacciavano sul davanti che ho regalato ad altri bambini senza che mia figlia li avesse mai indossati. Ricordo anche che appena ho riportato a casa la bambina sono andata bella felice a prendere il body che le avevo comprato quando ho saputo che aspettavo una bimba: un bel body con un gattino rosso.

L'ho aperto: era enorme... Avevo comprato un body da un anno non avendo la minima idea di come fosse grosso un neonato, solo dopo aver avuto per le mani la bambina mi ero resa conto che era grandissimo e che se avessi partorito un coso simile mi sarei dilaniata. Mi sono resa conto di quante cose si danno per scontate quando non si hanno figli e di come invece tutto si ridimensiona quando i figli li abbiamo noi per le mani.

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