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Il latte d’asina per i bambini

di mammenellarete - 26.08.2009 - Scrivici

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Care mamme, per motivi professionali ho passato l’estate a studiare il latte di asina. Il motivo è semplice: sembra che abbia alcune proprietà importantissime per la salute umana. Inoltre l’allevamento di asini potrebbe essere uno sbocco lavorativo per molti giovani che vivono in zone agricole la cui ubicazione “scomoda” non permette altre soluzioni. La cosa più interessante che ho scoperto sul latte di asina è che può risolvere alcuni casi di allergia e intolleranza alimentare dei bambini nei confronti del latte vaccino, di soia o proveniente dall’industria.

Quando una mamma non può, per motivi suoi personali, allattare il suo bambino al seno, di norma comincia l’allattamento artificiale, usando prodotti specifici. Alcune volte, però, questi prodotti determinano situazioni di allergia o intolleranza alimentare, che si manifestano sotto vari aspetti: insonnia, agitazione, diarrea o stipsi, mancata crescita, nervosismo, coliche, dermatiti.

Esistono alcuni prodotti specifici, che sono però derivati ugualmente dal latte vaccino, che subisce alcuni trattamenti che dovrebbero eliminare l’intolleranza, ma non sempre ci riescono e che spesso non presentano le caratteristiche di appetibilità richieste dai neonati. Oppure il latte di soia, che può però a sua volta determinare allergia o non essere gradito dai bambini.

La soluzione per questi problemi risiede nel latte di asina. La sua formulazione è naturalmente simile a quello di donna, sia per la quantità di lattosio che per la percentuale di proteine e grassi. Il suo gusto si avvicina a quello materno e la crescita dei neonati alimentati con latte di asina è simile a quella dei bambini cresciuti col latte materno.

Lo studio del latte di asina comparato a quello di altri mammiferi domestici aveva inizialmente ipotizzato che l’assenza di intolleranza verso questo prodotto risiedesse nella quantità di caseina (una proteina), che nel latte di asina è simile a quella materna, mentre nel latte di vacca è maggiore.

Invece i più recenti studi, ancora in corso, presso la facoltà di Agraria di Catania, hanno rilevano un diverso meccanismo di azione. In pratica, non è tanto la quantità di caseina a determinare l’allergia o l’intolleranza, bensì la sua qualità. Le proteine sono molecole complesse e molto grandi, formate da tanti mattoncini che si chiamano aminoacidi. Gli aminoacidi sono disposti in sequenze diverse nelle varie proteine, anche nella caseina, a seconda dell’animale da cui provengono. Ci sono dei tratti chiamati epitopi che determinano l’allergia o l’intolleranza nelle persone predisposte. Nella facoltà di Agraria di Catania stanno definendo le varie sequenze aminoacidiche delle proteine del latte dei mammiferi domestici e dell’uomo. Gli epitopi presenti nella caseina del latte vaccino non corrispondono mai a quelli umani o di latte di asina. Sono studi iniziati da poco, ma promettono bene.

In ogni caso, ho intervistato alcuni genitori che avevano grossi problemi di allergia alimentare nei propri neonati, che sono stati risolti con il latte di asina. L’unico problema è che non si trova in commercio, perché la legislazione italiana non permette di venderlo nei negozi e nei centri commerciali, ma solo direttamente nell’azienda di produzione. Con una semplice ricerca sul territorio, però, è possibile trovare le numerose aziende agricole che hanno cominciato ad allevare le asine per il loro latte. Forse non è il percorso più comodo, ma probabilmente è il migliore per la salute del bambino.

Alcuni siti in cui trovare informazioni:

www.mondoasini.com

www.asinomania.com

Barbara Becheroni

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