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Il bruxismo del bambino

di mammenellarete - 05.07.2009 - Scrivici

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Il bruxismo è un disturbo che colpisce molto spesso i bambini. Consiste nel digrignare e sbattere i denti, soprattutto durante la notte. È un’azione involontaria che il corpo compie in risposta ad un accumulo di ansia che, durante la giornata, non riesce a scaricare. La muscolatura che interessa la masticazione si contrae, soprattutto durante il sonno e quando si sta vivendo un periodo di forte stress emotivo.

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Molte mamme non riescono ad accorgersi di questo strano disturbo, proprio perché il piccolo non dorme nella stessa stanza; può solo avvertirlo quando questo rumore si protrae per molto tempo ed è lì che la mamma dovrebbe cominciare a prendere sul serio questo problema. Il bruxismo potrebbe anche derivare dal cattivo allineamento dell’arcata superiore dei denti con quella inferiore, quindi dalla malocclusione dentale; questo problema si accentua quando il soggetto vive particolari periodi di ansia: un compito a scuola, tensione a casa, oppure problemi con i compagni. Il digrignamento dei denti è una parafunzione, ossia un’azione non finalizzata ad uno scopo. Il movimento dura dai 5 ai 10 secondi e può ripetersi più volte durante la fase del sonno.

In genere, compare durante la seconda fase del sonno. A volte questo disturbo può passare inosservato quando è lieve, ma quando è abbastanza accentuato e perdura per molto tempo può comportare effetti evidenti e anche danni che, con il passare del tempo, possono peggiorare. Quando l’azione è ripetuta e perdura a lungo, il bambino può svegliarsi con dolori alla mascella, alle orecchie e, nel più grave dei casi, questo dolore può anche interessare tutta la muscolatura relativa alla masticazione ed estendersi fino al collo e alla zona della cervicale.

Altri sintomi che costituiscono un avvertimento della presenza di bruxismo sono: masticare l’interno della guancia, rosicchiare matite o giocattoli. Molte volte il gesto dello sfregamento dei denti o del serrare la mandibola, può ripetersi anche durante il giorno quando una persona è più rilassata. Questi sono casi gravi in cui è bene preoccuparsi sul serio: il digrignare i denti può comportare, a lungo andare, il consumo dello smalto, creando maggiore sensibilità al caldo e al freddo, maggiore propensione alla carie, fino all’eventuale comparsa della malattia temporomandibolare.

Il bruxismo infantile, può anche protrarsi fino all’età adulta. Quando si avvertono i primi segnali è bene rivolgersi ad un dentista. Purtroppo questo disturbo non è del tutto curabile ed eliminabile, ma esistono metodi palliativi che aiutano ad attenuare la situazione. Dopo una visita accurata dal dentista, questo potrebbe consigliare l’utilizzo del bite, una specie di mascherina, tipo quella che indossano i pugili, che serve a creare una barriera protettiva tra le due arcate dentarie. Quelli che si acquistano dal dentista, in genere sono migliori perché viene esattamente presa la misura e la forma dell’arcata dentaria, a differenza di quelli presenti in farmacia che sono standard e prendono la forma della vostra arcata quando si indossando per la prima volta.

Il bruxismo non si può prevenire se è indotto da stress. Parlare con il bambino o il ragazzo e cercare di capire qual è la fonte di stress, può aiutare a risolvere il problema dell’accumulo dell’ansia. Se si tratta di un bambino, è bene far scaricare la tensione con dello sport o attività creative e rivolgersi al dentista, onde evitare di peggiorare la situazione lieve già presente.

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