il bimbo cresce

Esadattilia: mio figlio ha un piedino con sei dita. Ma è un bimbo sanissimo!

Di mammenellarete
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04 Febbraio 2015 | Aggiornato il 16 Aprile 2018
Una gravidanza perfetta e un parto da manuale. Poi il periodo buio: mio figlio è nato con sei dita in un piedino e testicoli non in sede. Entrambi possibili segnali di una malattia genetica. Abbiamo passato mesi di ansia e preoccupazione. Ho sofferto di depressione post parto. Poi finalmente la luce: mio figlio non aveva nulla, tranne un sesto ditino che lo rendeva un po’ speciale.

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La mia gravidanza arrivò inaspettata proprio quando dovevo sposarmi. Era giugno ed ero nel bel mezzo dei preparativi delle nozze che avevo sognato fin da bambina.

Da piccola infatti immaginavo un matrimonio da favola con un abito da principessa. Mi sono sempre sentita un'eterna bambina. Non pensavo ai figli, ma non perché non ne volessi, anzi! Ho sempre adorato i bimbi e ho da sempre avuto in me il desiderio di essere madre.

Ma avevo solo 23 anni e preferivo aspettare qualche anno per sentirmi più matura e per adattarmi meglio alla nuova situazione matrimoniale. Invece scoprii di essere incinta e mi accorsi che qualcosa non andava subito dopo una settimana di ritardo.

Ho sempre avuto il ciclo molto regolare: infatti effettuai un test e spuntarono due belle line rosse! Superato il primo brevissimo momento di panico generale tra me, mio marito e le nostre famiglie, iniziammo tutti a vedere tutti i lati più belli e positivi della gravidanza.

Iniziai a sentirmi al settimo cielo, tralasciando forse anche gli ultimi dettagli del matrimonio, che ormai per me era passato in secondo piano. Trascorsi una gravidanza molto serena: avevo solo alcuni tipici disturbi come il vomito e la nausea perenne, che durarono per tutti i nove mesi.

Per il resto andò tutto benissimo: feci gli esami previsti, tra cui screening e morfologica. Giunse il giorno del parto e, incredula, lo affrontai dopo poco più di due ore di travaglio: mio figlio venne alla luce dopo quattro spinte e senza troppo dolore. Mi aspettavo molto peggio!

Ma fu in sala parto che iniziai a capire che qualcosa non andava: infatti mentre mi inserivano dei punti, sentii in lontananza la pediatra, mentre visitava mio figlio, parlare a mio marito con tono serio e con termini per me fino a quel momento sconosciuti: "esadattilia" e "criptorchidismo".

Iniziai ad agitarmi: chiesi informazioni all'ostetrica e all'infermiera, ma non mi diedero retta. Mi agitai ancora di più e pensai al peggio. Per fortuna si avvicinò mio marito e mi spiegò che il bimbo stava bene, ma che aveva un "sesto ditino" al piede sinistro e che entrambi i testicoli non erano in sede.

Spaventata gli chiesi: "cosa succederà?" Lui mi rassicurò, dicendomi: "niente, per il resto sta benissimo". Provai a calmarmi un po', ma nei tre giorni successivi in ospedale non riuscivo a guardare il piedino del mio piccolo. Vidi il mio bimbo sereno, ma mi concentrai molto su quelle due cose, pensando con rabbia come fosse possibile che dalla morfologica non si fosse visto nulla. Inoltre iniziò a inseguirmi un pensiero, anche perché avevo studiato medicina per qualche anno e avevo particolare sensibilità al riguardo. Mi chiesi: "e se queste due cose fossero collegate?"

Infatti andai subito dalla pediatra per un consulto. Dall'inizio del calvario i medici mi dissero che sospettavano che il bimbo avesse una sindrome genetica, ovvero una di quelle malattie che invalidano per il resto della vita. Cominciammo a consultare molti dottori (genetista, ortopedico, endocrinologo, ecc.) e a fare tanti esami. Fu il periodo più brutto della mia vita.

Sfiorai la depressione post parto: mi prese il panico. Costrinsi mia madre a trasferirsi da noi, non riuscivo ad allattarlo perché ero troppo ansiosa. Il bimbo lo percepiva e non si attaccava al mio seno.

Guardavo il piccolo crescere sereno. Ogni giorno faceva una scoperta, con i suoi occhioni svegli e attenti. Mi chiedevo come era possibile che fosse ammalato.

Alla fine, dopo tanti esami, visite e sentenze di dottori, ci fu il verdetto finale. Ebbene, mio figlio non aveva nulla, tranne un sesto ditino che lo rendeva un po' speciale. La mia storia ha un lieto fine.

Adesso siamo tutti più sereni, ma purtroppo siamo riusciti a raggiungere una stabilità solo dopo tante ansie trasmesse dalle diagnosi affrettate e inutili dei dottori.

di mamma Giorgia

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

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