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Di che cosa hanno davvero bisogno i nostri figli?

di Patrizia Alfano - 28.04.2014 - Scrivici

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Tutta colpa dell’ansia da prestazione! Siamo nella società del consumismo e del benessere, per cui tutti hanno tutto e questo ci porta verso una competizione tra genitori che sfocia nei vizi. In inverno bisogna andare in montagna! E’ d’obbligo far sciare i bambini…”apprendono come spugne!”. Così tra attrezzatura, skipass, maestro e tute

all’ultima moda si spendono centinaia di euro, solo per mettere ai piedi dei nostri figli gli sci, il “prima possibile”.
Ma i bambini sono sempre contenti?
O sono più contente le mamme, che non vedono l’ora di ritornare in città, solo per divulgare tra le amiche con figli coetanei, quanto sono bravi i loro bambini. In realtà l’ansia, non è dovuta alla premura di metterli il prima possibile sulle piste da sci.

Fate bene attenzione a quelle mamme, perché non sono ardue frequentatrici delle montagne. Basta una o massimo due volte, giusto per potersi vantare di come sono stati veloci i loro figli ad imparare a sciare.
Ma se questi decidessero di praticarlo come sport? Partecipare alle gare e allenarsi regolarmente?
Sarebbero ugualmente tanto fiere?
E soprattutto, sarebbero tanto premurose da portarli continuamente in montagna?
Probabilmente no! Troppa fatica!

Alcune mamme di oggi preferiscono soddisfare piccoli vizi che possono dimostrarsi vantaggiosi anche per loro, ma senza tanti sacrifici.

Tante mamme lavorano per mantenere la famiglia… e anche i vari lussi.
Vestire all’ultima moda sé e i propri figli è ormai una necessità! Non si può stare indietro con i tempi!!

Se il figlio reclama quella maglietta che ha il suo amico, ecco che la mamma moderna va all’assidua ricerca in tutti i negozi della stessa maglietta.
“Mio figlio non dev’essere da meno!”
Chi non l’ha mai sentito dire?!?!

Tante madri, infatti, si limitano a fare solo un figlio proprio per soddisfare ogni sua richiesta.
“Non voglio fargli mancare nulla!!”
Così dal punto di vista materiale oggi si crescono bambini senza vizi né capricci, poiché possiedono tutto ancor prima di averne bisogno: nintendo o ps all’asilo, telefonini alle elementari, computer alle medie…
Alcuni ragazzi non fanno in tempo a fare l’esame per la patente che hanno già la macchina pronta in garage. Magari viene dichiarata come la macchina della mamma, ma in verità è stata scelta, modello e colore, dal figlio.

Come mai c’è questa premura nel voler soddisfare totalmente le esigenze e a volte i capricci dei figli?

Prima le mamme erano quasi tutte casalinghe, eppure di figli unici c’erano pochissimi e le famiglie riuscivano a mantenersi benissimo.

Oggi invece si dà più importanza al benessere, piuttosto che alla compagnia che un bambino può avere.

E’ giusto concentrarsi su pochi bambini?
Hanno veramente bisogno di tutto ciò che gli viene dato?

Come un farmaco deve seguire un determinato iter per riscontrare gli effetti o i benefici futuri, così anche la generazione dei nostri figli dovrà attendere qualche decina di anni per poter capire quanto è stata dannosa per loro quest’educazione troppo premurosa e cospicua.

Prima di comprare qualcosa per i propri figli, possiamo domandarci se veramente è necessario, se è una cosa desiderata da loro, o semplicemente se sia solo una cosa che a noi sarebbe piaciuto avere alla loro età.

Quest’atteggiamento delle mamme “super-fornitrici” si rispecchia spesso anche nell’alimentazione. Molti bambini, infatti, portano a scuola super merendine caloriche o addirittura portano regolarmente cioccolatini, caramelle o cicche per tutti.
Tante volte sarebbe bene chiedere a queste mamme:
“Scusa, ma chi te l’ha chiesto di portare queste schifezze per tutti?”
Tante volte capita invece di vedere le mamme dei compagni che ringraziano umilmente, lasciando che la mamma ”super-fornitrice” vizi anche i loro figli.

Pensate però che questi bambini, spesso obesi, saranno contenti di ritrovarsi improvvisamente grassi adolescenti?!?
Vi ringrazieranno di quest’abbondante alimentazione a base di dolci, fritti e bibite gasate?

Magari prima di viziare oggi i nostri bambini, conviene immaginare come potrebbero diventare da ragazzi…e poi da adulti.

I nostri genitori ci hanno insegnato che le cose che vogliamo le dobbiamo guadagnare col nostro sudore.

E noi?
Quale insegnamento diamo ai nostri figli?

Sull’autrice:

“Mi chiamo Patrizia, abito sulle colline dell’Oltrepò Pavese con mio marito e i miei tre bimbi. Ho sempre lavorato nell’informatica… finché la mia azienda è fallita…come tante…

Uno dei miei hobby è sempre stato scrivere…libri racconti…e ora anche articoli…

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