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Dall'Italia all'Australia per il bene di mio figlio

di mammenellarete - 23.07.2014 - Scrivici

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Un viaggio così non si può pianificare! Se decidi di cambiare paese, devi buttarti. Io e mio marito decidiamo di giocare la carta della mia cittadinanza australiana, perchè come tutti ben sapete, in Italia la situazione è critica. Ci diciamo che "è per il futuro di nostro figlio" e continuiamo a ripeterci che "si abituerà presto". Vi dico una cosa: quando pianificate un cambiamento di grande portata che include anche il vostro piccolo, non date mai (e dico mai) retta a voci di corridoio, consigli e constatazioni di terze persone, soprattutto di persone che non hanno mai dovuto affrontare ciò che voi vi state preparando a fare… qualunque sia questo "fare" in questione.

Vi racconto nei dettagli la mia esperienza personale. Arrivati in Australia, siamo spaesati da morire, perché veniamo da un paesino molto piccolo e l'impatto con la metropoli è grande. Iscriviamo nostro figlio a scuola e siamo anche fortunati perchè la sua insegnante è bilingue (italo-australiana).

 

Ma a mio figlio non piace andare a scuola: per ben 6 mesi piange ed è triste. E noi con lui. Cerchiamo di resistere, non cedendo ai suoi pianti mattutini, e lo accompagniamo a scuola ogni giorno.

 

Con il senno di poi, dico che è la cosa giusta da fare, ma ancora oggi, dopo più di un anno, dopo che il suo inglese è diventato sufficiente, anzi direi buono, a volte la mattina, quando lo porto a scuola, é molto triste. Invece di andare a giocare con i compagni, mi sta appiccicato addosso e quando suona la campanella mi guarda con occhioni da cane bastonato!

 

Io cerco di non farci caso, mi ripeto: "passerà..." e poi mi chiedo invece: "passerà?"
In questi casi solo il tempo può dirlo: qui le abitudini son molto diverse, noi siamo passati dall'essere sempre all'aria aperta a stare sempre in casa. Le mamme qui non vanno al parco, non ti invitano per far giocare i bambini insieme, insomma è tutto diverso.

 

E non è una critica, ma solo una constatazione: è un'altra cultura e dobbiamo rispettarla. Ma ci siamo adattati, abbiamo conosciuto alcuni amici italiani con figli italiani, che hanno abitudini come le nostre, così mio figlio può immergersi nella cultura anglofona durante la settimana e ritrovare un po' di italianità nel week-end!

 

Spero e auguro a mio figlio di integrarsi e di trovare la sua serenità qui, perché comunque è Australia che crescerà, e se questo gli farà perdere il suo "io" italiano, pazienza! L'importante è che sia felice!

 

Lo abbiamo "obbligato" a fare un "salto" enorme e lui lo affronta come meglio può, con i suoi tempi e con le sue risorse. Per questo all'inizio ho scritto "non ci si può preparare" a un cambiamento di questa portata. Ti butti e basta, sperando nel meglio, consapevole di aver fatto la scelta giusta anche per lui, soprattutto per lui!

 

di mamma Sara

 

(storia arrivata all'email redazione@nostrofiglio.it)

 

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