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Come aiutare i bambini a prepararsi per l'interrogazione

di Daniela - 19.03.2014 - Scrivici

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Come si prova una interrogazione in modo efficace? E’ uno dei compiti richiesti ai genitori che devono provare la lezione ai figli che frequentano la scuola primaria (dalla terza in poi). Si tratta di un aiuto che si presta volentieri sentendosi utili, ma spesso non si sa come muoversi: bisogna far ripetere l’argomento in modo autonomo? È meglio fare delle domande specifiche? E’ utile fare delle domande di ragionamento o si rischia di confondere i bambini?

Le domande più semplici che possiamo leggere sui sussidiari dei nostri bambini, per quanto possano sembrare ripetitive, sono le più utili e possiamo utilizzarle con successo in ogni materia.

Le più frequenti sono:

1- Cos’è?

Ovvero dare la definizione di un termine specifico.

Ad esempio: definire l’altezza in una figura piana, definire cosa sono gli aggettivi, definire il termine ecosistema ecc. E’ una domanda semplice eppure molto efficace perché la definizione corretta contiene già parte delle informazioni da sapere, permette di inserire il concetto nella mappa concettuale che si delinea su un argomento e risolve i dubbi che riguardano l’applicazione dello stesso. E’ un primo passo verso l’uso corretto e competente di termini specifici.

2- Perché?

Perché il fiume nasce dalla montagna? Perché questi aggettivi si definiscono qualificativi? Perché gli Egizi si sono insediati lungo il Nilo? Il semplice “perché” esplora le conoscenze acquisite inducendo i bambini porre un ordine logico tra tutte le nozioni che hanno immagazzinato.

3- Qual è la domanda che dà questa risposta? Oppure: Scrivi 10 domande su questo argomento.

E’ un esercizio che assomiglia molto a un gioco e lo può diventare. Si invita il bambino a scrivere le domande che ritiene pertinenti all’argomento da studiare. Se trasformate l’esercizio in una sfida tra genitori e figli, il bambino cercherà da solo le domande più originali per mettere in difficoltà mamma e papà. Si può suggerire di prendere in considerazione uno schema di studio, o i termini specifici e inventarsi delle domande. L’esercizio per i bambini in questo caso è al contrario: partono dalla risposta e cercano la domanda che le si riferisce. Conservando i biglietti con scritte le domande, si potranno riciclare in un gioco a quiz di ripasso.

L’interrogazione orale richiede una buona capacità espositiva. Chi parla in modo fluente e deciso dà sempre l’impressione di conoscere molto bene il suo argomento. Per essere di vero aiuto ai bambini è opportuno controllare che durante l’esposizione utilizzino i termini specifici, sappiano fare degli esempi e usino strutture verbali corrette. Per evitare che la prova di una interrogazione diventi un esame anche per i genitori, sarà sufficiente tenere presente le tre caratteristiche di uno studio efficace: definizioni, ordine logico degli argomenti e linguaggio corretto.

(leggi anche: 5 idee per rendere il ripasso divertente)

Sull’autrice

Daniela Poggi è mamma e autrice del blogwww.scuolainsoffitta.com. Ha pubblicato il libro “Mamma, la scuola!” (Armando editore)

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Leggi anche: scuola, alternative al vecchio sussidiario e 3 trucchi per migliorare l’apprendimento

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