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Bimba e gatto, amici per la pelle

di Lisa Sorrentino - 08.05.2013 - Scrivici

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Una volta scherzando un annetto fa le ho detto :"Sonia, noi dobbiamo mandar via il gatto". E lei: "Mamma, ma io come faccio senza lui?". Non ho mai pensato che la piccola corresse qualche pericolo con lui per casa, avevo la sensazione, che l'avesse "adottata" già quando era nel pancione e lui ci si accoccolava sopra.

di Lisa Sorrentino

 

Appena tornati a casa dall'ospedale ad accoglierci a casa abbiamo trovato, lui, piccolo meticcio a quattro zampe, che ci guardava incuriosito e girava intorno al passeggino.

 

Il piccolo di casa ora non era più lui, ma quest'altro cucciolo d'uomo che piagnucolava.

 

Sinceramente, non avevo mai pensato che la piccola corresse qualche pericolo con lui per casa, avevo la sensazione, che l'avesse "adottata" già quando era nel pancione e lui ci si accoccolava sopra.

 

"Come, con la piccola in giro avete ancora il gatto in casa?"

 

Domanda tipica, ma lui sullo spigolo della tavola, se la guardava nel passeggino. Quando era sul letto, lui non le andava mai vicino. Avevo qualche timore, ma vedevo che da parte sua non c'erano atteggiamenti che destassero timori. Certamente i primi tempi non perdevo mai di vista la piccola.

 

Se invece arrivavano ospiti, persone che lui non conosceva e prendevano la piccola in braccio, lui continuava a girare intorno, poi veniva da me, mi guardava e di nuovo lì seduto ad osservare. Quando poi, la piccola tornava tra le braccia mie oppure del suo papà. Lui tranquillamente se ne tornava sulla sua copertina.

 

Un giorno, la piccola era sul letto con me e il papà e ad un certo punto iniziano i primi vagiti.

 

Orgogliosissimi ci guardiamo e iniziamo a scherzare sul fatto che stesse chiamando me o lui. Ma lei continuava, fino a quando arriva il nostro gattino, salta sul letto per la prima volta e lei con un bellissimo sorriso, lo saluta con un altro urletto!

 

Hanno gattonato insieme in giro per casa, ma quando ha iniziato a trattarlo come uno dei suoi giocattoli, è arrivato il momento di farle capire che lui non lo era. Quindi niente tiratine di orecchie ne di coda, le abbiamo spiegato che va rispettato in quanto un essere vivente, per cui, se non vuole giocare non deve insistere, che le crocchette sono del gatto e non sue!

 

In macchina durante i viaggi, lei cerca di rassicurarlo, mentre lui dal portantino, la ascolta fiducioso.

 

Oggi che vivono insieme da tre anni e mezzo al mattino appena lei si sveglia, lui va a darle il buon giorno, e insieme iniziano la loro giornata. Lei lo spazzola, gli mette le crocchette, gli tiene compagnia mente magia, mi chiede di mettergli l 'acqua se è finita e lui la riempie di fusa. Dopo la nostra colazione, guardano insieme sul divano i cartoni, poi via che si inizia la giornata!

 

Una volta scherzando un annetto fa le ho detto :"Sonia, noi dobbiamo mandar via il gatto"

 

E lei: "Mamma, ma io come faccio senza lui?"

 

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