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Bambini nel lettone: come comportarsi?

di mammenellarete - 05.06.2009 - Scrivici

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Qual è il metodo migliore per far addormentare il bambino? Le notti insonni sono il dilemma di tutte le mamme e di qualche papà (se vogliamo!) che, subito dopo la gravidanza, si ritrovano ad affrontare questa situazione improvvisa, molte volte difficile da gestire. Occhiaie perenni, nervosismo, distrazione sul lavoro, queste sono le conseguenze delle notti insonni passate con il bambino a cercare di calmarlo e farlo dormire un po’.

I neonati nei primi mesi dopo la nascita non riescono ancora ad avere un ciclo veglia - sonno regolare perché sono ancora abituati all’ambiente del pancione. In effetti il feto, in genere, riesce a dormire quando la mamma è in movimento – e questo capita durante il giorno – perché si sente tranquillo ed è rassicurato dalla presenza della mamma.

 

la nostra mammanellarete Mammuzzi

 

sul nostro forum, due dei metodi principali per far addormentare il piccolo sono:

 

- Metodo Sears: far dormire il neonato nel lettone con i genitori fino a quando non sente lui stesso l’esigenza di andare nel suo lettino, magari intorno ai 2/3 anni. Questo metodo è anche definito co-sleeping, considerato da molti un’esperienza davvero importante per il bambino che non sente il netto distacco dalla mamma e si sente molto più rassicurato e tranquillo;

 

- Metodo Ferber: far abituare il piccolo ad addormentarsi nel suo lettino, già dai primi mesi di vita, e tranquillizzarlo, quando piange, senza prenderlo in braccio, magari facendogli delle semplici carezze o dondolandolo. Tali metodi sono utilizzati quando il bambino è ancora neonato, ma quando diventa più grandicello, come bisogna comportarsi se continua a voler dormire nel lettone?

 

Come sottolinea la nostra esperta, è bene fare innanzitutto una serie di valutazioni:

 

- dove il bambino si addormenta: in braccio, nel suo lettino; - le attività che svolge durante la giornata, quali giochi fa prima di andare a dormire; - qual è il motivo per cui il piccolo si alza e va a cercare i genitori nel lettone: è un desiderio di sicurezza, ha il desiderio di svolgere un gioco che non riesce a fare durante la giornata, oppure ha fame o sete. Segue>>

 

Il bambino è molto attratto dal lettone perché ci sono i genitori, perché è grande ed anche perché la sera nel letto è l’unico momento in cui il piccolo vede mamma e papà insieme per dedicargli del tempo (per i genitori che lavorano).

 

In questo caso, è bene cercare di ritagliare durante la giornata un tempo per il piccolo di modo che non vada a cercarli durante la notte. Quando dimostra insicurezza e desiderio di protezione, per insegnarli a dormire nel suo lettino, la nostra esperta, Dott.ssa Schiavi, consiglia di riaccompagnarlo nella sua stanza, rassicurandolo e facendogli capire che mamma e papà sono lì per lui e che non lo abbandoneranno.

 

Il modo migliore è quello di parlargli in maniera sommessa, riaccompagnarlo al sonno, coccolandolo o tranquillizzandolo, magari con un goccio d’acqua o del latte caldo, tutto ciò per ricreare la situazione di calma e silenzio che si realizza durante la notte.

 

Un’altra strategia è quella di porre l’immagine del lettone come un premio da conquistarsi, ad esempio una volta a settimana, quindi se il piccolo fa il bravo nel suo lettino, dormendo da solo e con calma, avrà il privilegio di dormire con mamma e papà, oppure solo giocare nel lettone con loro.

 

Quale metodo adotti? Continua la conversazione sul nostro forum! Guarda il video della nostra esperta Dott.ssa Schiavi e lascia i tuoi commenti!

 

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