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La storia di Clarissa e della sua malattia genetica

di Nostrofiglio Redazione - 26.12.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Annalisa ci racconta la storia di Clarissa, la sua bambina di 10 anni che è affetta da una malattia genetica

La storia di Clarissa e della sua malattia genetica

Quando nacque era bellissima. Era una bambina sana che cresceva come tutti i bimbi ....

Prima dell'anno iniziò a dire le sue prime parole: mamma, papà, tata (sarebbe la sorella) e issa (che era lei).....Dopo l'anno iniziò a camminare ma nel fare i suoi primi passi un giorno perse l'equilibrio e cadde a terra.

Si spaventò cosi tanto che riprese a camminare dopo un mese e il suo unico dire era solo "ap". Tutto era "ap..ap.ap"...non diceva più niente. Io ho aspettato un annetto poi diedi da fare ....a pagamento mi rivolsi ad un neuropsichiatra che visitandola mi disse: "Signora la bambina non ha solo un ritardo cognitivo ma globale. Dobbiamo ricoverarla e approfondire per capire il problema"....

Io uscii da lì demoralizzata, piangevo, mi chiedevo perché. Perché proprio alla mia bambina.

Dopo un mese di ricovero in cui fece tutti gli esami, (dalla risonanza ad altri esami, rivoltata come un calzino)....quando andammo io e mio marito a ritirare la cartella clinica la dottoressa ci spiegò il problema....

Clarissa aveva un nervo schiacciato in testa che non gli comandava la mandibola ..."sua figlia non parlerà mai" ci dissero. Io e mio marito uscimmo come due pezzi di marmo... distrutti, come se un pugnale ci avesse trafitto il cuore: un ritardo di linguaggio e globale e una malattia genetica che tende all'obesità.

Ora Clarissa ha 10 anni, 8 anni di logopedia a pagamento....parla come una bambina di tre anni. Non è facile capirla ma parla e ogni anno che passa migliora sempre di più. Sono molto lievi i suoi miglioramenti ma io sono sempre soddisfatta dei suoi progressi...... certo ha 10 anni e ne dimostra 5 come linguaggio....fisicamente è quasi un'adolescente...pesa 90 chili, chili difficili da mandare via perché ha sempre fame, non si sazia mai.

... comunque per me rimane la mia bambina. 

Storia raccontata dalla mamma di Clarissa, Annalisa

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