il bimbo cresce

3 trucchi per migliorare l'apprendimento

Di Daniela
lavagna-bambino
4 febbraio 2014
Come aiutare i bambini a usare la propria testa? Valorizzando la curiosità, creando collegamenti e superando i limiti con le proprie risorse. Ecco come.
Facebook Twitter More

di Daniela Poggi*

 

Se provassimo a chiedere ai genitori fuori da scuola cosa si aspettano dall’istruzione dei propri figli, la risposta più frequente sarebbe: “Che imparino a pensare!” L’esercizio che inizia sui banchi di scuola è il primo passo per raggiungere questo obiettivo, ma essendo il risultato che ci si aspetta di vedere nel mondo esterno, è proprio fuori da scuola che possiamo esercitarlo.

 

Quali sono i piccoli gesti quotidiani con cui possiamo insegnare ai bambini a usare la propria testa? Eccone una lista.

 

  • Valorizzare la curiosità. I bambini sono famosi per la spontaneità con cui assalgono di domande i genitori. Domande a volte ingenue, a volte imbarazzanti, a volte anche complesse. Se a tre anni possiamo rispondere in modo semplice a qualunque dilemma, ai bambini più grandi dobbiamo dare risposte precise e corrette. Chi è pronto a ricevere la domanda sulla lunghezza dell’orbita della Terra mentre si è in fila al supermercato? Se rispondiamo che è lunghissima, come verrebbe spontaneo, non diamo una informazione sbagliata ma non è corretta e soprattutto stiamo perdendo l’occasione di dare importanza alla curiosità, di insegnare a trovare le risposte consultando gli strumenti giusti e di dare anche un valore in km che il bambino potrebbe rielaborare nuovamente confrontandolo con altre lunghezze. Valorizziamo queste domande e indichiamo la strada per cercare la risposta. “E’ una domanda molto interessante, a casa cerchiamo la risposta su internet”.
  • Creare collegamenti. Riprendere un concetto o un vocabolo in situazioni diverse, da vari punti di vista, è un esercizio che si avvicina alla costruzione di quelle che vengono definite “mappe mentali”, grandi reti come strade di città che permettono di arrivare a una parola percorrendo diverse strade, ossia diversi ragionamenti. Ad esempio, la parola “caglio” rischia di finire in un vicolo cieco se viene memorizzata solo per la verifica di scienze. Nella quotidianità possiamo ritrovarla se leggiamo le etichette, se visitiamo un caseificio, se chiediamo ai bambini cosa si usa per preparare il formaggio o se facciamo banalmente notare che il latte scaldato per la colazione non è diventato solido. Insegnare ai bambini a ricercare nella pratica ciò che hanno studiato li aiuta a rielaborare quello che apprendono, riuscendo a richiamarlo alla mente nel momento del bisogno.
  • Superare i limiti con le proprie risorse. La formazione di cui sentiamo parlare sempre più frequentemente punta a costruire nei bambini delle competenze e non solo a passare nozioni. Le menti dei bambini non sono viste come vasi vuoti da riempire con date e nomi, ma da allenare per andare avanti da soli anche oltre ciò che si è imparato insieme. E’ il famoso obiettivo di “saper ragionare con la propria testa” di cui si parlava all’inizio. Spirito di autonomia e intraprendenza sono gli atteggiamenti che aiutano a usare le proprie risorse. Quante volte i bambini ci chiedono come si fa questo che non sono capace? Possiamo rispondere spiegando i passaggi, facendo vedere con il nostro esempio oppure iniziare un percorso diverso. Vuoi provare tu a passare la spesa alle casse veloci ma non sei capace? Benissimo! Leggi. Cosa ti viene chiesto di fare? Cosa ti serve? Che strumenti hai da usare? Cosa ti dice questa parola?

 

*Daniela Poggi è mamma e autrice del blogwww.scuolainsoffitta.com. Ha pubblicato il libro “Mamma, la scuola!” (Armando editore)

 

SU NOSTROFIGLIO.IT TANTI ARTICOLI SULL’APPRENDIMENTO E SULLE STRATEGIE PER AIUTARE I BAMBINI A SCUOLA

 

Leggi anche: scuola, alternative al vecchio sussidiario