3 - 6 anni

Imparare a leggere e scrivere: consigli utili per l'apprendimento

Di Elenora La Monaca
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21 Luglio 2014
Giunto ad una certa età, tipicamente corrispondente all’ultimo anno della scuola materna, il bambino raggiunge la capacità di ragionare in modo astratto sulla struttura delle parole indipendentemente dal loro significato: estrapola dalla parola, per esempio CASA gli elementi che la compongono, come le sillabe (CA-SA) o i singolo fonemi (C-A-S-A).
Tali abilità si chiamano competenze metafonologiche.
Quando, oltre a sviluppare queste capacità, il bambino è anche in grado di operare sulle parole stesse, ecco allora che può cominciare a dire che la parola “porta” contiene il suono R, come “carta”, “rana” e “rosso”.

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Ecco cosa è in grado di fare un bambino (più o meno di 5 anni) operando sulle sillabe:

1. dividere in sillabe le parole, perciò CANE diventa CA-NE;
2. unire le sillabe in parole, perciò se sente ME-LA è in grado di risalire alla parola intera MELA;
3. individuare con che sillaba inizia la parola;
4. individuare due parole che iniziano con la stessa sillaba;
5. individuare due parole che fanno rima;
6. trasformare parole in altre parole aggiungendo o togliendo una sillaba, oppure cambiandone la posizione.

A questa età, o un po’ più avanti, sono anche in grado di operare sui singoli suoni (fonemi). Il bambino può:

1. dividere in suoni le parole, perciò CANE diventa C-A-N-E (se conoscono le lettere, spesso può essere già in grado di auto-dettarsi paroline semplici, pur non essendone consapevole);
2. unire i suoni in parole, perciò se sente M-E-L-A è in grado di risalire alla parola intera MELA;
3. individuare con che suono inizia una parola;
4. individuare due parole che iniziano con lo stesso suono;
5. Trovare tante parole che cominciano con lo stesso suono;
6. trasformare parole in altre parole cambiandone il suono iniziale, per esempio Pane diventa Cane.

Le abilità metafonologiche sono tradizionalmente allenate sottoforma di giochi di parole nel corso dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia. Non è quindi tanto importante che il bambino sappia leggere o meno le lettere dell’alfabeto, quanto il fatto che sappia ragionarci sopra a livello astratto, per così dire “ad alta voce”.

Di solito non è difficile che ciò avvenga ed il bambino è in grado di risolvere velocemente tali giochi di parole, dato che coincidono esattamente alla maturazione fisiologica di queste abilità linguistiche e soprattutto perché incentivato dal gruppo di amici e dalle maestre.

Queste abilità sono dunque considerate dei pre-requisiti fondamentali per la futura acquisizione della letto-scrittura.
A volte però, soprattutto se il bambino ha ancora un linguaggio caratterizzato da difetti di pronuncia ed errori del parlato, può succedere che ci siano una forte immaturità della abilità metalinguistiche. Questi bimbi potranno anche conoscere perfettamente le lettere e saperle scrivere e leggere singolarmente nel corso dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia, ma potrebbero non saperle affatto utilizzare per arrivare a leggere e scrivere.

I genitori stessi, spesso, si affannano ad insegnare tutte le letterine ai loro bimbi; certo questo non fa male, ma non è utile a raggiungere le capacità di lettura e scrittura, a meno che il bambino non abbia già maturato le abilità metafonologiche descritte sopra.

Ecco allora alcune raccomandazioni:

• Sono molto utili i giochi tipo “arriva un bastimento carico di… A”: il bambino deve dire tante parole che iniziano con questo suono. Questo tipo di attività è più indicato a sviluppare competenze che aiuteranno gli apprendimenti, piuttosto che sapere scrivere e leggere la lettera A come a sé stante.

• Fare giochi di filastrocche e rime che possano indurre il bambino a ragionare su cos’è una rima, una assonanza, cosa vuole dire quando due parole si assomigliano (nel senso che suonano come simili).

Evitare di insegnare a tutti i costi a riconoscere e leggere le lettere dell’alfabeto, a meno che il bambino stesso non sia interessato alla cosa. I bambini di 5 anni (a volte anche prima) sono spesso interessati e chiedono al genitore di spiegargli come si scrivono le lettere: benissimo! Fatelo! Ma se la richiesta non arriva da loro, diventa una forzatura inutile: è probabile che non abbiano ancora raggiunto una consapevolezza metafonologica.

• E' possibile avvicinare ed incuriosire il bambino che mostra poco interesse: parlatene con le maestre della scuola dell’infanzia, che conosco molto bene le predisposizioni spontanee dei loro e vostri bimbi, fatevi consigliare; spesso si rivelano utili semplici libri in cui indicare al bambino le parole mentre gliele leggiamo. Pungolare la sua attenzione verso questi fatti con cose concrete che possa vedere, per poi passare a giochi astratti.

Esistono sul territorio italiano progetti di prevenzione svolti nella scuola dell’infanzia proprio dedicati ad allenare i bambini su tali abilità: ciò che secondo me manca, tuttavia, è informare i genitori stessi sul PERCHE’ si fa ciò. Sarebbe infatti importante, se si individuano bambini con una carenza in questo senso, informare i genitori in modo adeguato così che proseguano i giochi anche a casa, pochi minuti tutti giorni.

Perciò, se il vostro bambino frequenterà l’ultimo anno della scuola dell’infanzia e sapete che ci saranno “laboratori” o “progetti” sul metalinguaggio, andate e chiedete di capire ed essere coinvolti attivamente nel caso che il vostro bimbo dimostri una scarsa predisposizione a tali abilità.

Una nota a parte per quei bambini che hanno o hanno avuto un disturbo di linguaggio: in questi bambini vengono sempre fatti accertamenti sulle abilità metafonologiche attraverso alcuni test al fine di intervenire attivamente. Ma già durante il percorso riabilitativo si lavora in questo senso: i bambini che fanno logopedia vengono allenati ad una attenzione sui suoni della lingua, stimolati al ragionamento metafonologico anche in una età in cui non ne sono ancora consapevoli (perché piccoli), ma spesso queste competenze emergono poi successivamente e in modo quasi inaspettato.

Ricordo quindi di non aspettare i 5 anni per correggere un linguaggio distorto e poco chiaro; i bambini con disturbo di linguaggio possono avere una maggiore predisposizione ad un futuro disturbo di apprendimento, ma se trattati con una riabilitazione logopedica con i giusti tempi e modi, saranno bambini più protetti da questo rischio.

Sull'autrice


Eleonora La Monaca, logopedista da 15 anni, da 10 si occupa prevalentemente di disturbi di linguaggio in bambini piccoli (da 0 a 4 anni) presso un Servizio di Neuropsichiatria Infantile pubblico. Il suo sito: http://www.mammalogopedista.it/wordpress/

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