Storia

Malattia di Kawasaki: la nostra storia a lieto fine

Di mammenellarete
fratellosorella

02 Ottobre 2017
Io ero piccolina quando mio fratello si ammalò. Aveva solo un anno e la febbre alta da tantissimo. I medici non capivano che cosa avesse. Comunque il calvario è durato tantissimi anni. La malattia si fermò facendo diventare mio fratello cardiopatico a vita...

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Vorrei condividere con voi la storia di mio fratello e chissà possa aiutare qualche mamma...

 

Dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, a 19 anni fa. Mio fratello aveva compiuto 1 anno ed è stato quello il momento in cui iniziò il calvario.

Aveva la febbre per più di un mese. Proprio non lo lasciava. Mia madre disperata faceva avanti e indietro dall'ospedale, ma i dottori continuavano a dire che era un semplice virus o un'influenza... ma le cose non andavano a migliorare. Ricordo che mia mamma ogni notte aveva mio fratello tra le braccia per tutta lo notte senza lasciarlo un attimo. Quella lampadina che nel lamento di mio fratello gli teneva compagnia.

 

Le cose non migliorano anzi, lui peggiorava ogni giorno di più: era sempre più pallido e ormai non era quello di una volta.

 

Mi ricordo che mangiava tantissimo ed era una piccola peste, ma la malattia lo trasformò!!

Non cammino neanche più...

 

I giorni passarono e fu ricoverato nel frattempo, tra esami, 40 di febbre che non scendeva e i dottori che continuarono a non capire il suo malessere. Decisero di trasferirlo a Torino.

 

Io ero piccola, avevo 8/9 anni e mi ricordo che i miei non li vedevo quasi più. Mia madre è mio padre erano nello sconforto più totale con i dottori che dicevano ai miei che non sapevano se mio fratello a solo 1 anno di vita ce l'avrebbe fatta...

 

Un giorno, mi raccontò mia mamma, entrò in camera una dottoressa che dopo aver studiato a fondo il caso di mio fratello diede una risposta secca: la malattia è rarissima ed è il quinto bambino colpito. Due bimbi erano stati presi in tempo, di uno avevano trovato le cure e un bimbo non ce l'aveva fatta. Mio fratello era il più grave.

 

La malattia si chiama "Kawasaki". In pratica aveva toccato "per fortuna" se così possiamo dire, tante piccole vene nella parte destra del cuore formandogli tanti piccoli tagli trasformati in grumoli di sangue. Gli dissero chiaramente che se al posto della vena destra avesse toccato quella sinistra mio fratello non ce l'avrebbe fatta. Comunque il calvario è durato tantissimi anni. La malattia si fermò facendo diventare mio fratello cardiopatico a vita...

Gli fecero con il tempo tanti piccoli interventi sperando che non si sarebbero formate altre trombosi altrimenti a 18 anni d'età avrebbe dovuto essere operato a cuore aperto. Cosa a cui i dottori non davano tante speranze di sopravvivere.

 

Per fortuna mio fratello adesso ha 20 anni e il suo corpo con le medicine prescritte ha reagito bene.

Certo, ha sempre dei controlli da fare, ma lui è una forza della natura.

Fa tutto ed è uno zio magnifico e un fratello che amo più di me stessa.

(Leggi anche: la mia lotta contro la malattia)

Io adesso ho 2 splendidi maschietti e uno assomiglia tanto a lui.

 

Sono sincera: la mia mente ha cancellato tante cose, forse per il troppo dolore mio e dei miei e per quello di mia madre, donna forte che è stata lì con mio fratello ogni attimo. Anche quando medici e psicologi le dissero che non sapevano quanta vita avrebbe potuto avere...

 

Ringrazio ancora il Signore e care mamme, non mollate mai i figli. So piez e core.

 

Un abbraccio

 

di mamma Viviana

 

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

 

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