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Post parto ed allattamento, non sempre una bella esperienza

di Viviana - 13.03.2013 - Scrivici

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Ricordo che avevo tanta voglia di dormire ed uscire da sola senza tornare a casa col seno che scoppiava. Mi ritrovavo sopraffatta dal passare delle ore senza aver concluso nulla. Poi ho scoperto che in realtà le donne che come me vivevano male e senza emozioni i primi mesi dopo il parto erano molte... di Viviana

Mia figlia era nata, finalmente la vedevo: era sana, la toccavo, la potevo accarezzare, sentire finalmente come era la sua voce. Ero fortunata!

Io da un giorno all’altro mi ritrovavo dall’essere una donna con una pancia enorme ad essere una donna con una enorme pancia molla con in braccio un esserino che dipendeva completamente da me. Ero il suo cibo, ero la sua fonte di sicurezza. Bevendo il mio latte mi guardava con adorazione ed io iniziavo a preoccuparmi: non provavo tutte quelle splendide emozioni di cui parlano tutte le donne che hanno allattato al seno, io sentivo solo un male cane!!!

Mi erano venute le ragadi ed i compagni delle mie giornate erano i paracapezzoli in silicone ed i pannolini da cambiare.

Mi ritrovavo sopraffatta dal passare delle ore senza aver concluso nulla, in pigiama fino al ritorno a casa del marito e senza aver pranzato. Quando lui tornava a casa io gli catapultavo in braccio l’esserino urlante e mi fiondavo in doccia per lavarmi via dai capelli il vomito di latte della bambina che vomitava a spuzzo tipo bimba de “l’esorcista”ed in doccia piangevo come non mi succedeva più da quando ero bambina, con singhiozzi devastanti.

Cosa non andava? Perché le donne in tv e quelle che conoscevo erano sempre sorridenti accanto ai loro bimbi e parlavano in modo entusiasta del loro amore a prima vista per il figlio e dell’allattamento, ed io non sentivo quelle emozioni e non sorridevo mai?

Di quel periodo ho un ricordo un po’ nebuloso, ovattato. Ricordo che non volevo nessuno in casa oltre mio marito, gli altri erano solo pronti a scrutare e criticare il fatto che per allattare andavo in disparte e che non volevo uscire per non dover allattare in giro. ”E perché mai? E’ una cosa tanto bella e naturale!”. Per me non lo era, era una cosa intima e personale, non mi andava di sventolare il mio seno davanti a tutti solo perché madre natura mi aveva dato la possibilità di nutrire così mia figlia!

Ricordo che avevo tanta voglia di dormire ed uscire da sola senza tornare a casa col seno che scoppiava perché avevo saltato una poppata lasciando il mio latte in frigo.

Qualche volta si rideva anche, chi lo sa perché: a mia figlia veniva da fare la popò proprio quando aprivo il pannolino e faceva il tiro a segno. Una volta ha beccato il papà di passaggio, una volta il muro….

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Dopo il primo vaccino lei ha completamente smesso di dormire da sola nella sua culla, non appena ce la poggiavo urlava come se l’avessi messa su un letto di chiodi. Dormivamo al massimo 20 minuti di fila. Il non dormire è la parte peggiore,e meno dormiva la notte, meno dormiva di giorno. Facile dire alla mamma: “Dormi quando dorme lei….”. E quando se lei non dorme mai???

Segretamente sognavo di mettermi la giacca e le scarpe ed uscire così come ero struccata (io che prima mi truccavo anche per andare a buttare la spazzatura), con sotto il pigiama e lasciare lei lì in casa con la porta spalancata a piangere, tanto piangeva sia che io ci fossi, sia che io non ci fossi: cosa cambiava?

Questi brutti pensieri si erano impossessati di me, della persona che ero prima non era rimasto nulla. Ho deciso che così non potevamo andare avanti, ne ho parlato con la mia ginecologa che mi ha prescritto degli integratori molto forti. Da qualche parte bisognava cominciare: mi rendevo conto che tutte quelle cose messe insieme non erano normali. Poi una volta che gli integratori mi hanno restituito un barlume di lucidità ho deciso che il secondo passo da fare era una cosa che ci eravamo ripromessi di non fare mai e poi mai: mettere la bambina nel lettone! Non dormivamo ormai da un mese…

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Ho preso il coraggio a quattro mani e ho comunicato a mio marito quella decisione e con mia sorpresa lui ha detto di sì.

 

Quella prima notte con lei in mezzo a noi è stata stupenda!

 

Abbiamo dormito finalmente come tre sassi.

 

Ma il mio corpo era comunque stanco e da solo ha trovato una terza soluzione, il mio latte è finito improvvisamente una notte, basta, non ne avevo più neanche una goccia!

 

Lì per lì, forse per la società ero dispiaciuta di non poter più allattare mia figlia, mi sentivo in colpa, avevo tanto desiderato smettere che era successo davvero, la privavo di una cosa per lei importantissima, invece, col passare dei giorni si è rivelata la cosa migliore che potesse capitarci.

 

Finalmente riuscivo a godere dei sorrisi di mia figlia,delle sue ditine strette intorno al mio dito,desideravo uscire con lei senza limitare l’orario a fra una poppata e l’altra,era cambiato tutto!

 

Poi ho scoperto che in realtà le donne che come me vivevano male e senza emozioni i primi mesi dopo il parto erano molte, ma si vergognavano di dirlo perché la società ci mette davanti solo puerpere sorridenti ed amorevoli, belle anche dopo notti passate ad allattare, perché l’allattamento al seno è quanto di più bello possa capitare ad una donna e chi non vive queste emozioni si sente schifosa, una madre indegna e non lo confessa fino a stare anche molto male in casi gravi. O a vivere anaffettivamente.

 

Io invece, non mi vergogno più. Lo dico, io ho sofferto di lieve depressione post parto e non sopportavo l’allattamento al seno, ma ho capito che non per questo sono meno madre di chi sorride tutto il giorno e vive emozioni splendide allattando.

 

Se solo se ne parlasse di più forse le tante donne che soffrono per questi sentimenti contrastanti, non si sentirebbero così cattive ed aliene e potrebbero uscirne prima e vivere da subito serenamente la loro maternità.

 

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