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Permesso per allattamento, quando e come?

di mammenellarete - 14.11.2011 - Scrivici

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Il permesso per allattamento spetta alle donne che sono tornate a lavoro dopo il congedo di maternità, ma vediamo insieme esattamente di cosa si tratta e come è possibile usufruirne. Secondo la normativa dell'Inps il riposo per allattamento spetta a: madre lavoratrice dipendente, anche nel caso di adozione o affidamento, durante il primo anno di vita del bambino o di ingresso del bambino in famiglia madre lavoratrice dipendente in distacco sindacale durante il periodo di aspettativa sindacale non retribuita. La lavoratrice mantiene il diritto alle prestazioni di qualsiasi natura quindi anche alla indennità per riposi giornalieri. Il calcolo della indennità andrà fatto prendendo a riferimento la retribuzione che la lavoratrice avrebbe maturato allorché fosse rimasta in servizio madre LSU, LPU e ASU impegnata a tempo pieno nelle attività socialmente utili. La stessa ha diritto ad usufruire dei riposi per allattamento senza riduzione dell'assegno La madre ha diritto ai riposi giornalieri per allattamento anche durante il congedo parentale del padre.

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Spetta al padre lavoratore dipendente quando

 


  • il figlio è affidato al solo padre
  • in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga (anche nel caso di lavoratrice dipendente che non si può avvalere dell'astensione facoltativa perché appartenente a categorie non aventi diritto es. lavoratrice domestica e a domicilio)
  • nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente, ma lavoratrice autonoma, libera professionista, ecc.
  • nel caso di madre casalinga senza eccezioni ed indipendentemente dalla sussistenza di comprovate situazioni che determinano l'oggettiva impossibilità della madre stessa di accudire il bambino circ.
  • in caso di morte o di grave infermità della madre indipendentemente dalla sua condizione di lavoratrice o meno
  • In caso di parto plurimo, qualora la madre non sia lavoratrice dipendente, il padre lavoratore dipendente ha diritto al raddoppio dei periodi di riposo giornaliero
  • La fruizione dei permessi da parte del padre può avvenire anche durante i 3 mesi dopo il parto e durante l'eventuale congedo parentale della madre ma solo per le ore aggiuntive (1 o 2 secondo l'orario di lavoro).

 

Il padre non ha diritto ai riposi per allattamento quando

 


  • la madre lavoratrice dipendente si trova in astensione obbligatoria o facoltativa
  • la madre non si avvale dei riposi in quanto assente dal lavoro per sospensione.

 

I permessi per allattamento non spettano quando:

 


  • la madre è lavoratrice autonoma (artigiana, commerciante, coltivatrice diretta o colona, imprenditrice agricola, parasubordinata, libera professionista)
  • Colf, badante e le lavoratrice a domicilio
  • Al padre lavoratore dipendente avente diritto quando la madre lavoratrice dipendente si trova in astensione obbligatoria o facoltativa
  • nei casi in cui la madre lavoratrice dipendente non si avvale dei riposi in quanto assente dal lavoro per sospensione (esempio aspettativa o permessi non retribuiti, pause lavorative per part-time verticale
  • quando la madre lavoratrice autonoma fruisce delle indennità per congedo di maternità.

 

Inps

 

Questa è la normativa vigente per lavoratraci dipendenti, è vero però che il mercato del lavoro è molto cambiato rispetto a qualche anno fa e spesso la normativa va adattata a casi individuali o peggio non è adatta alle nuove forme contrattuali.

 

E tu, hai usufruito del permesso per l'allattamento? Raccontaci la tua esperienza,.

 

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