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Mamme e campagne mediatiche

di mammenellarete - 18.05.2012 - Scrivici

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Ultimamente, nell'epoca dei mass media, la mamma è sempre più al centro di campagne di comunicazione, a suggerire un principio vecchio come il mondo: dietro ogni persona c'è una madre, ma cosa c'è dietro questa sovraesposizione mediatica? Abbiamo visto la campagna di P&G per le olimpiadi, un bellissimo video realizzato dal regista premio Oscar, Iñárritu. Il video veicola un messaggio di rispetto verso le mamme che stanno dietro i grandi atleti, donne che si sono sacrificate e hanno supportato i propri figli fino al grande giorno del traguardo olimpionico.

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Qualche giorno dopo esserci commossi per questo video abbiamo guardato, storcendo il naso, la scioccante copertina del Time che ritrae una mamma che allatta suo figlio di 3 anni. La donna è famosa negli Stati Uniti perché seguace dell'Attachment parenting e la foto la rappresenta con suo figlio arrampicato su una sedia per essere allattato.

Il gesto del Time è volutamente provocatorio ed è probabilmente una sorta di critica all'eccessivo attaccamento materno o alle continue teorizzazioni su come si debba essere mamma ai tempi d'oggi. La protagonista della copertina ha dichiarato, «Ci sono persone che minacciano di chiamare gli assistenti sociali. . . perché sostengono che sto molestando mio figlio. La gente deve realizzare che è biologicamente normale. Che è socialmente normale. E più la gente è esposta ad immagini di questo tipo, più diventerà normale nella nostra cultura». Questo è sicuramente vero, ma è necessario parlarne così tanto?

Che la si elogi o la si accusi di essere responsabile dei successi o dei fallimenti dei figli è sempre lei ad essere messa al centro, la mamma. Ma è davvero così? La vita di un individuo dipende così drasticamente dai comportamenti della madre?

Cosa ne dite?

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