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Il biberon: tutti i consigli per le mamme

di mammenellarete - 31.01.2009 - Scrivici

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Il biberon è uno degli strumenti per la pappa più utilizzati nel primo periodo di vita del neonato. Lo si usa per il pranzo, con i biscotti disciolti, per la merenda, per l'acqua, la camomilla e per l’ultimo pasto prima della nanna. Come per l'allattamento al seno (generalmente il neonato va allattato fino intorno ai 7- 8 mesi), anche per il biberon il bambino ha i suoi tempi e le sue esigenze da rispettare, che non vanno sottovalutate. In media, il piccolo sente il bisogno del biberon fino all' età di 12 – 18 mesi (anche se gli esperti sostengono che, già a partire dai sei mesi, è possibile offrirgli la tazza irrovesciabile: pratica, maneggevole ed adattabile ai suoi bisogni). 12/18 mesi, potrebbe sembrare un'età troppo avanzata per utilizzare ancora il biberon; ma l'età esatta non conta, come in qualsiasi altro approccio del bambino (gattonamento, primi passi, l’abbandono del pannolino).

Biberon

Il metodo di poppare il latte dalla classica "bottiglietta con il ciuccio" è una procedura che unisce l'utile al dilettevole: il bambino avverte ancora la sensazione del seno materno (e questo gli trasmette sicurezza e dolcezza) e, inoltre, facilita l'acquisizione del latte, evitando che questo possa andargli di traverso o che venga addirittura inalato. Le tipologie di biberon, che si trovano in commercio, sono tante: dipende anche dal criterio di selezione! Esistono quelli in plastica infrangibile (ideale per le cadute improvvise a causa dei movimenti bruschi del bambino) e quelli termoresistenti, ma anche quelli affusolati, piccoli, larghi e tozzi.

Le caratteristiche da valutare nel biberon sono:

  • l'impugnatura (magari quelle con il buco facilitano la presa del piccolo,che sente il biberon più saldo);
  • la tettarella e i suoi fori: per i primi mesi di vita (fino ai quattro mesi) il flusso del latte non deve essere troppo abbondante, onde evitare che il piccolo possa soffocarsi o avere attacchi di tosse. Meglio una tettarella con un piccolo foro e che permetta un getto minimo e graduale.

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Tettarella

Altri consigli da tener presente

La sterilizzazione è un’azione fondamentale, ma non deve ridursi a mero momento sanitario. Sterilizzare è giusto, ma il piccolo è in casa ed alcune cariche batteriche rafforzano anche le sue difese immunitarie e non sono per lui nocive. Certo, se il bambino si trova in una nursery, dove i germi si moltiplicano, allora bisogna prestare molta più attenzione. I metodi di sterilizzazione più comunemente utilizzati sono quelli della bollitura fai da te: dopo aver lavato accuratamente il biberon, lasciarlo bollire in acqua per circa dieci minuti. In commercio esistono anche sterilizzatori di vario genere come quelli a vapore (contenitore in cui mettere biberon e acqua, di modo che questa evaporando, possa disinfettare la bottiglietta e ciuccio), oppure quelli per la sterilizzazione nel microonde (dotati di una scatola, adatta per le temperature di tale tipo di forno, in cui riporre il biberon).

Biberon

Alcuni accorgimenti

Non lasciare stazionare per molto tempo il latte caldo nel biberon: questo potrebbe essere la condizione ideale per il proliferare di germi; inoltre, sciacquarlo accuratamente eliminando residui di latte dalle pareti, è il metodo migliore per debellare l’ambiente idoneo allo stazionamento di batteri.

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