Il pensiero di allattare mi sfiorò per la prima volta quando mia suocera, mentre aveva in braccio mio nipote, che era allattato artificialmente, mi chiese: "tu allattaresti"?
All'epoca io avevo 25 anni e non ci pensavo nemmeno. Ovviamente risposi "no!" Sapevo che faceva male e non volevo che il seno fosse rovinato. Poi ovviamente tutto cambiò: mi sposai e iniziai a desiderare fortemente un figlio. Soffrii tanto per averlo e, dopo tanto dolore e tanta sofferenza, arrivò la gravidanza anche per me.
Purtroppo dovetti restare a letto a causa di un problema al collo dell'utero. Avendo tanto tempo per pensare, mi chiesi più volte se sarei stata capace di allattare e se la paura che avevo era solo frutto di ignoranza in materia.
Allora mi misi alla ricerca di risposte alle mie mille domande. Lessi molto sull'argomento, sia su libri che sui forum in internet, nei quali tante donne condividevano e condividono le proprie esperienze. Decisi che avrei provato ad allattare, perché il latte materno era fondamentale per il bambino.
Il mio grande amore nacque nella giornata più calda d'agosto con un parto indotto. Tra le mille lacrime di gioia mie e di mio marito, i dottori appoggiarono il mio amore sul petto e la mia esperienza di allattamento iniziò in quell'attimo, quando lui, con tutte le sue forze, iniziò a mangiare.
Purtroppo ero la sorella grande, la prima mamma tra le amiche, la prima ad allattare in famiglia mia e di mio marito, quindi andai avanti da sola e senza consigli, a parte le mie letture.
Partorii in un grosso ospedale in cui l'affiancamento delle mamme che iniziavano ad allattare era quasi nullo purtroppo. Le infermiere davano soltanto un'occhiata veloce, quando passavano per pesare il bimbo.
A me fu detto addirittura: "con il seno che hai non puoi allattare". Chiesi maggiori dettagli, e l'infermiera intendeva dire che avevo capezzoli piccoli.
Io dimenticai subito questa affermazione.
Mio figlio ha mangiato per 14 mesi e 5 giorni, senza mai una aggiunta di LA. Purtroppo come molte mamme lamentano ancora oggi, nel mio paese i corsi di affiancamento per l'allattamento sono pochi e non ben organizzati.
Ma grazie a tutte le mie letture ho risolto da sola numerose difficoltà e ho riconosciuto per tempo una mastite. Mio figlio è cresciuto nella media per quanto riguarda il peso. Ed è un po' più alto della media per quanto riguarda l'altezza. Ho integrato con acqua a cinque mesi e a sei mesi ho iniziato lo svezzamento.
Ho smesso di allattare gradualmente per evitare traumi al bimbo e per non prendere farmaci. E così è stato. Ho smesso di allattare anche perché mi sono resa conto che non avevo praticamente più latte.
Data la mia esperienza in solitudine, mi sono messa a disposizione di molte amiche che avevano i miei stessi dubbi e paure. Sono stata vicina a loro e ho aiutato quando potevo.
Allattare è stato stancante, ma meraviglioso. Spero di poter ripetere l'esperienza con il prossimo bambino, se e quando Dio me lo donerà.
di mamma Rachele
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