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Allattamento, la proposta di una 'stanza nel latte' nei luoghi di lavoro

di mammenellarete - 23.04.2018 - Scrivici

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Fonte: Pixabay
Io la immagino così: una stanzetta raccolta con la finestra, un lavandino con sapone e salviettine, una poltrona, un fasciatoio, un distributore di acqua, un piccolo frigorifero per conservare il latte, tinte delicate, luce soffusa, una musica soft... Una stanza del latte dove una mamma possa sentirsi a proprio agio e compiere il suo gesto dolce e generoso.

Ci avete mai pensato? Forse no, ma a molte mamme avrebbe fatto comodo.

Non ci sono più dubbi: allattare fa bene al bambino, alla mamma, alla salute, alla società. Si può allattare ovunque, in alcuni luoghi pubblici, ospedali, associazioni, centri commerciali, sono stati creati spazi apposti, intimi, confortevoli in cui le mamme possono allattare il proprio bambino o estrarre il latte e portarlo a casa.

Perché non creare questo spazio anche nel posto in cui le donne passano gran parte della giornata, il luogo di lavoro?

Io la immagino così: una stanzetta raccolta con la finestra, un lavandino con sapone e salviettine, una poltrona, un fasciatoio, un distributore di acqua, un piccolo frigorifero per conservare il latte, tinte delicate, luce soffusa, una musica soft... Una stanza del latte dove una mamma possa sentirsi a proprio agio e compiere il suo gesto dolce e generoso.

Ci sono pubbliche amministrazioni, aziende, studi in cui lavorano centinaia di donne e le mamme che rientrano al lavoro lasciando i loro piccoli devono fare i salti mortali per poter continuare ad allattarli. Tante sono costrette a togliere il latte in bagno e a buttarlo per ovvi motivi igienici.

La società si sta lentamente muovendo verso la consapevolezza che il benessere di una donna lavoratrice incide significativamente sulla realtà aziendale, sulla produttività, sul benessere della lavoratrice, sull'immagine dell'azienda.

Questa è un'iniziativa semplice e concreta che possiamo proporre alle istituzioni preposte alla tutela delle pari opportunità, alle associazioni interessate e nelle nostre realtà lavorative e, chissà, magari qualche datore di lavoro l'accoglierà. Sarebbe un piccolo passo sulla strada di una trasformazione culturale che investa sul futuro, sulla maternità.

di Francesca

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