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Allattamento al seno: io lo rifarei

di Lisa Sorrentino - 23.04.2013 - Scrivici

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Confesso che ero impaurita,  e se a me l'allattamento non avesse dato le stesse sensazioni?  E se non  fossi stata capace? E se non avrei avuto latte, come capitato a una ragazza che conosco? E lei, senza nessuna esitazione, prende e inizia a poppare.

--- di Lisa Sorrentino Come tutte le mamme durante la gravidanza, anche io subito dopo il desiderio di vederla, avevo quello di provare quell'emozionante sensazione che è da tutti considerata unica, e che è nota con il nome di allattamento. A sentire chi già ci è passato, è il momento in cui ci si sente donna a 360 gradi, e la curiosità era tanta. La bibliografia in questo campo, negli ultimi decenni ha visto nascere nuove tesi e smentirle in poco tempo. Dopo che per anni le nostre mamme hanno sbandierato i benefici dell'allattamento, ad un certo punto la medicina ha iniziato a considerare migliore il latte in formula. Ma la casistica ha nel tempo smentito queste teorie e rivalutato il latte materno dandogli il posto che merita. Per quanto travagliato fosse stato il parto, fu comunque naturale, e questo, secondo la mia cultura preparto, era una aspetto positivo perché avrei avuto a disposizione il latte da subito. Arriva la piccola con la sua culletta e una tempesta di emozioni invadono la mente e devastano il cuore: tu piccola creatura che già hai gli occhi aperti e assetati di vita, tu che per nove mesi hai tirato calci e ti sei nutrita della linfa del mio corpo, tu che mi hai fatto provare i dolori più atroci, lo sai che ti adoro? Fatti i convenevoli saluti di benvenuto alla piccola, pare che tutti i presenti avevano come unico interesse, le mie capacità di nutrire la piccola. Per quanto prima continuassero a ripetermi che si sarebbe trattato di qualcosa di spontaneo e naturale, ora erano pieni di consigli e soluzioni. Quasi da prendere un blocco e annotare tutto. Ma lo spettacolo più bello fu vederli discutere tra loro e farsi le ragioni delle loro tesi. Ma dico vi rendete conto che siamo in un ospedale? Ma le ire si issarono quando all'ennesimo invito ad allattare risposi che l'avrei fatto da sola quando tutti fossero andati via. Non mi andava di essere uno spettacolo da baraccone, dove ognuno avrebbe interferito. Era il "nostro momento", mio e della piccola? E così sarebbe stato. Confesso che ero impaurita, e se a me non avesse dato le stesse sensazioni? E se non fossi stata capace? E se non avessi avuto latte, come capitato a una ragazza che conosco? Troppe domande a cui solo i fatti potevano dare una risposta. Lenzuolino sul braccio, piccola in posizione e si parte! Senza nessuna esitazione, quasi avesse letto il manuale di istruzioni per ingannare l'attesa durante i caldi pomeriggi estivi che la dividevano dal momento della nascita, lei prende e inizia a poppare. Lei, io, e le sue manine quasi a rassicurarmi che era tutto ok! Con l'aiuto delle infermiere ho imparato che il seno andava tenuto da sotto altrimenti i dotti si chiudono e non esce latte, che non c'è bisogno di intrugli particolari per avere latte, ma solo bere tanta tanta tanta acqua, che i fantomatici 10 minuti a destra e 10 a sinistra sono il modo migliore per ottenere la scomparsa del latte e un bimbo affamato, non usare mai tiralatte, ne aggiunta, allattare a richiesta senza vincoli di tempo.Seguendo questi suggerimenti ho allattato esclusivamente la piccola fino allo svezzamento e comunque fino ad un anno. È faticoso e se non riesce a gratificarci come deve, meglio non farlo. Un bambino ha bisogno di una mamma serena e se l'allattamento deve minare il rapporto con il proprio piccolo, non è giusto. Io lo rifarei!

 

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