Impianti

Avevo perso le speranze: oggi sono mamma di due gemelli

Di mammenellarete
gemelli

22 Gennaio 2016 | Aggiornato il 09 Agosto 2017
Dopo il matrimonio, i i figli non arrivavano. Io e mio marito desideravamo coronare il nostro sogno e ci rivolgemmo a un medico specializzato. Dovetti affrontare sei impianti embrionali e tanta sofferenza, finché avvenne il miracolo. Scoprii di essere incinta di due splendidi gemelli. Ora sono la mamma felice e orgogliosa di due angioletti, un maschio e una femmina.

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Scrivo con la speranza di poter aiutare chi non ha più la forza di provare. Io avevo perso le speranze di avere un bimbo nella vita.

 

Mi sposai nel 2010 con il mio principe azzurro, sei mesi prima avevo sospeso il cerotto, eravamo pronti anche ad avere un figlio, Sposarmi e restare incinta era un piccolo sogno nel cassetto. Ma dovetti aspettare: non accadde nulla, diedi la colpa allo stress dei preparativi.

 

Anche il viaggio di nozze non portò risultati. E così passarono i mesi, anni, delusioni e pianti sono nei miei ricordi; i nostri amici diventavano genitori e noi nulla. Così passarono due anni e decidemmo di farci aiutare.

 

Papaleo era la nostra speranza, un medico che ci dava forza. Nel mese di settembre del 2012 feci la mia prima puntura, io che ho sempre avuto la fobia per l'ago. Ricordo ancora che mi tremava la mano, ma pensai: "Un ago è la mia speranza. Che strano destino!"

 

Beh, non fu l'unica volta. Tentativi invano, 6 impianti andati male e tanta sofferenza nel mio cuore e quello di mio marito che stava perdendo le speranze e io che le avevo perse prima di lui, lo incoraggiavo a provare per l'ultima volta.

 

Poi ci saremmo dedicati a noi alla nostra vita.

 

25 settembre 2013: nessuno lo sapeva, solo io e mio marito. La dottoressa disse: "Due blastocisti in sesta giornata, meravigliosi, questi saranno 2 gemelli". Per noi ormai non contava più il parere dei medici, come andava andava, ne avevamo sentite tante.

 

Due settimane dopo tornai in ospedale per fare le beta e sapevo già che le settimane precedenti erano state le più belle della mia vita perché avevano rappresentato per me un sogno. Sapevo che c'era la possibilità di un fallimento, ma il mio cuore ogni sera parlava con quel "puntino" che nella mia testa era la cosa più bella del mondo.  Sapevo che, dopo aver fatto le beta, c'era la possibilità che non avrei potuto più parlare con lui.

 

Insomma alle 14 ricevetti la telefonata tanto attesa, l'unica cosa che ricordo è che mi dissero che le beta erano "1500". Ero incinta! Non ci potevo credere, stavo sognando, stavamo sognando, mio marito piangeva al telefono e io ridevo e piangevo.

 

Adesso sono orgogliosa e felice di dire che sono la mamma di due angioletti di 19 mesi, un maschio e una femmina. Alla fine ogni sacrificio, pianto, dolore mi hanno fatto essere quella che sono e che auguro a tutte di diventare. 

 

di Ivana

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

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