Aborto spontaneo

Ho perso il mio bambino per colpa della gestosi

Di mammenellarete
famiglia

15 Gennaio 2016
Ho vissuto un periodo molto brutto, successivo alla perdita del mio primo bambino. Infatti ho avuto un aborto al termine della gravidanza. I medici dicono che è stata causa di una gestosi sottovalutata. Però, dopo tante avversità, la vita ha ricompensato me e mio marito e ora siamo felicemente in cinque 

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Ho 31 anni e 4 anni e mezzo fa sarei dovuta diventare mamma per la prima volta, ma il destino ha voluto per me l'opposto. Ma partiamo dal principio.

 

Avevo 16 anni quando conobbi mio marito. La nostra è una bella storia d'amore, che va avanti da allora alternando momenti belli ad altri tristi: tuttavia siamo riusciti a superarli e dopo 15 anni siamo ancora insieme.

 

Era Il 2010, erano già più di 9 anni che stavamo insieme e si iniziava a pensare al matrimonio, ma senza fretta. In fondo avevamo poco più di 25 anni. Alla fine novembre iniziai a sentirmi sempre stanca e affaticata. Avevo un paio di giorni di ritardo.

 

Non diedi peso alla cosa, ma, dopo una settimana durante la quale i sintomi continuavano, feci il test di gravidanza. POSITIVO. Tanti furono i pensieri e le emozioni in quel momento ma subito dopo la gioia prese il sopravvento.

 

Sapevo che per i miei genitori sarebbe stata la cosa più bella del mondo. Temevo un po' la reazione de miei suoceri, ma andò bene e la sera del primo gennaio 2012 annunciammo a tutti che la famiglia si sarebbe allargata.

 

Da lì a poco prendemmo casa, traslocammo e celebrammo il nostro matrimonio civile. Iniziammo la nostra nuova vita aspettando il piccolo NICOLA. La mia fu una gravidanza perfetta, zero fastidi, zero nausee o vomito e problemi vari.

 

Solo verso il settimo mese iniziarono a gonfiarsi le caviglie, ma senza grossi problemi. Eravamo già a fine giugno e faceva molto caldo. Non mi preoccupai molto perché mi avevano detto che il caldo poteva provocare piccoli malesseri in gravidanza. Inoltre il mio ginecologo sembrava tranquillo.

 

Intanto passò il tempo e arrivammo al 27 luglio. Chiamai il medico per il controllo e la sua segretaria mi disse che prima del 4 agosto non avrebbe potuto vedermi. Allora io le dissi che volevo parlare con lui perché non mi sentivo sicura che avrei potuto aspettare fino a quel giorno.

 

Me lo passò subito e lui mi disse: "Signora si metta in macchina e venga allo studio". Ero un po' titubante perché mio marito era appena rientrato dal lavoro e lo vedevo stanco, ma gli dissi che avremmo fatto il controllo e saremmo tornati presto.

 

Mentre uscivamo da casa, mi prese un senso di ansia e di tristezza. Mi voltai verso di lui e gli dissi: "Prendi la valigia, non si sa mai, magari mi vuole ricoverare". Mezz'ora dopo eravamo dal medico.

 

Mi misi sul lettino e iniziai la visita. Il medico non fiatava. Guardai mio marito e gli feci un cenno, quasi come per dirgli: "C'è qualcosa che non va, facciamoci forza". Il mio istinto aveva ragione. Il mio piccolo giaceva senza vita dentro di me.

 

Mi crollò il mondo addosso. Non versai nemmeno una lacrima, ma dentro mi sentivo morire. Di corsa in ospedale. Non volevo nessuno se non mio marito. Iniziammo a fare un paio di telefonate, ma pregai tutti di attendere il giorno dopo per venire a trovarmi. Mi sentivo a pezzi.

 

Non riuscivo a toccarmi la pancia, mi sentivo in colpa, mi chiedevo dove avessi sbagliato ma non trovavo risposta. I medici tutti mi diagnosticarono una gestosi, che il mio medico aveva probabilmente sottovalutato.

 

Ma non finì qui. I medici piano piano iniziarono a indurre il parto e dopo quasi 4 giorni e una denuncia alla polizia mi fecero fare il parto naturale. Non so descrivere ancora oggi le sensazioni di quei giorni.

 

Decidemmo di non vedere nostro figlio. Non volevamo che lo vedesse nessun altro, se non mia zia, infermiera del reparto, che non ci lasciò soli nemmeno un momento. Se abbiamo sbagliato non lo so, ma in quel momento per noi era la cosa migliore da fare.

 

Da quell'istante in poi il nostro legame divenne più forte. Amici e parenti fantastici ci aiutarono e sostennero costantemente e poco dopo questo tragico evento accadde una cosa magnifica. Ero di nuovo incinta!

 

Stesso periodo, stessi sintomi e stessa gioia e tanta speranza che questa volta sarebbe andata diversamente. Infatti il 20 luglio 2012 nacque il mio principe Nicola. 4,5 kg x 54 cm.

 

È stata dura fino all'ultimo, ma la vita ci ha ripagati alla grande e due anni dopo il 27 agosto è arrivato anche Simone. Tante ansie, tanti pensieri e tante preoccupazioni.

 

Il risultato finale è la nostra ultima magnifica figlia, accompagnata da due ometti che mi fanno impazzire. E ora siamo in cinque. In più un bellissimo angelo custode veglia su di noi instancabilmente e in ogni istante. 

 

di Rossella 

 

(storia arrivata alla redazione) 

 

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