Aborto spontaneo

Il mio piccolo Cecio non ce l'ha fatta, il suo cuore sfarfallante non batte più

Di mammenellarete
donnachepensa

16 Maggio 2016 | Aggiornato il 21 Aprile 2017
Dopo l'aborto ho una parte di cuore in meno, perché se l'è portata via lui. Il nostro "Cecio". Di cui conserveremo per sempre l'unica foto che abbiamo. Quell'ecografia che ci aveva dato tanta gioia. E per cui festeggeremo sempre il "Cecio Day", il 9 aprile, giorno in cui abbiamo visto il suo cuore battere, quell'unica volta.

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La storia che segue è il racconto di quanto è accaduto dopo la testimonianza della mamma che ha scritto due anni fa questo post: "Non riuscivo a restare incinta, ma non ho mai perso la speranza". Una mamma che ha sognato la sua piccola Arianna per tanto, e poi...

 

"Oggi la nostra piccola Arianna ha quasi due anni. Ed è da quando è nata che non prendiamo precauzioni. Ovulazione assente, tiroide sotto controllo, ciclo assente. E' assolutamente sballato. Il progesterone non mi fa più nulla.

 

Nel mese di maggio il mio caro ginecologo mi riconsiglia di andare dalla dottoressa specializzata in stimolazioni. Di nuovo mille analisi, mille controlli. Ma la risposta è solo una: "Signora, lei non ovula spontaneamente, ora anche per l'età oltre che per il sovrappeso... Deve perdere almeno 20 kg..."

 

Disperazione totale, non ho mai perso più di 10 kg in vita mia. Vuoi che proprio ora riesca a farlo? Comincio a pensare all'adozione, mi muovo, mi informo... Impossibile che diano un bambino visto che mio marito, formalmente, non lavora. Poi riparlo con la dottoressa, le dico che non possiamo aspettare che io perda 20 kg perché arriverei troppo in là con l'età se mai ci riuscissi. Lei si convince.

 

In fondo non peso molto di più della mia prima gravidanza. Mi fa fare le punture di progesterone per far arrivare il ciclo, e mi prescrive quello che dovrò prendere dopo, per la stimolazione. Felice come una Pasqua vado in farmacia, compro tutto, e quella stessa sera inizio le punture. 3 punture in 3 giorni.

 

Il secondo giorno ho un rapporto con mio marito. Poi più niente. Nel giro di una settimana, dieci giorni dovrebbe arrivare il ciclo. Ma del ciclo neanche l'ombra. Aspetto due settimane. Niente. Delle amiche mi convincono a fare un test di gravidanza. Io decido di andare a fare direttamente le analisi del sangue.

 

È il 25 marzo, siamo in procinto di partire per andare a oltre 400 km di distanza per passare la Pasqua con la madre di mio marito. Io ero assolutamente convinta che il risultato sarebbe stato negativo. Tanto da non dire a mio marito che avevo fatto le analisi. Volevo evitargli l'ennesima delusione.

 

Esco per andare a prendere la macchina, mentre lui finiva di scendere i bagagli. Mi arriva un messaggio sul telefono: "Le sue analisi sono pronte". Il cuore perde un battito. Apro il sito, vedo le analisi, apro il documento: beta a 756.... Sono incinta! Sono incinta!

 

Torno indietro, chiamo mio marito che è a casa con i miei genitori che sono venuti a salutare la nipotina. Gli dico di scendere immediatamente. Lui non capisce, chiede, io gli dico: "Scendi e basta". Ho il cuore a duemila, non capisco più nulla. Lui scende.

 

Mi guarda cercando di capire se sono matta. Io gli dico semplicemente: "Sono incinta" ridendo come una pazza... Lui rimane senza parole e mi chiede cosa stessi dicendo. Gli spiego quello che era successo. Veloci come fulmini saliamo su e diamo ai miei la meravigliosa notizia. Quando ero rimasta incinta? Quando avevo ovulato? Di quanto ero? Non ne avevo idea.

 

Chiamo subito entrambi i ginecologi, che sono quasi più felici di me. Il mio amato Prof. mi dice di ripetere le beta, e che ci saremmo visti per un'eco quando le beta avessero superato i 20.000. Passa un week-end pieno di domande, di dubbi, di incertezze e di paure... E se fossero basse? E se ci fossero dei problemi? Il martedì dopo Pasquetta ripeto le beta.

 

Altissime. Io e mio marito camminiamo 7 metri sopra il cielo. Dopo due settimane, quando le beta superano i 20.000, vado all'eco di controllo. Vediamo il nostro Cecio, 5 mm e un meraviglioso cuore sfarfallante. Presentiamo a nostra figlia il suo fratellino. Di quanto sono Prof.? Difficile dirlo ora con certezza, rivediamoci tra un paio di settimane.

 

Due settimane meravigliose, in cui comunichiamo la nostra gioia a tutti, sicuri che tutto andrà bene come la prima volta. È il 21 aprile. Andiamo a fare la nostra seconda ecografia. Lì il mio cuore smette di battere. Insieme a quello del nostro piccolo Cecio, che non ce la fa. Il prof mi dice che la camera era perfetta, sicuramente aveva lui qualche problema. Sicuramente era malato. Meglio prima che dopo...

 

Quelle parole mi rimbombano in testa come una litania... La litania che mi dice che mio figlio non c'è più... Che quel cuore sfarfallante non batte più... Che Cecio aveva preferito andare via, pur sapendo che noi l'avremmo accettato e amato con qualsiasi problema avesse avuto... E oggi sono qui, con il ciclo dell'aborto che sta per finire.

 

Sperando che il nostro bambino torni presto da noi, per rimanerci per sempre questa volta. Con una parte di cuore in meno, perché se l'è portata via lui. Il nostro Cecio. Di cui conserveremo per sempre l'unica foto che abbiamo... Quell'ecografia che ci aveva dato tanta gioia. E per cui festeggeremo sempre il Cecio Day, il 9 aprile, giorno in cui abbiamo visto il suo cuore battere, quell'unica volta.

 

Ti amiamo Cecio e rimarrai per sempre con noi. Grazie di aver fatto parte della nostra famiglia, anche per così poco tempo. Ti amiamo Cecio. Mamma, papà e la tua sorellina Arianna che stava già facendo le prove con il suo bambolotto per metterti a ninna e darti la pappa. Ciao Amore mio.

 

di mamma anonima 

 

(storia arrivata all'email nostrofiglio@redazione.it)

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